Sicilia, il Parlamento nel mirino di Calenda: quanto ha lavorato l'Ars

L’Ars nel mirino di Calenda, quanto ha lavorato il Parlamento siciliano

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Commenti

    Non contano i numeri. Contano i protagonisti e le beghe interne tra i partiti. Non fanno un buon esempio. Gli ultimi due presidenti sono Stati indagati e la dice lunga. Esiste una questione morale oltre che politica.

    Un poco di più, un poco di meno. Secondo Calenda non è una questione di numeri, il consiglio regionale va sciolto e possibilmente esiliato. Avrà pensato alla soluzione meno costosa: tutti i settanta in Albania, grazie al protocollo Meloni, e il presidente di Regione sostituito da un prefetto con pieni poteri. L’onorevole Calenda non ricorda l’ultimo prefetto con ampi poteri spedito in Sicilia e lasciato da solo. Sono dovuti passare 10 anni e tanti altri omicidi dall’assassinio del generale Dalla Chiesa prima che Roma affrontasse in maniera decisiva la mafia stragista. L’onorevole se ne sarà dimenticato.
    Ma una cosa alla quale non avrà pensato è che la legge istitutiva dello statuto speciale è antecedente a quel fatidico 2 giugno del 1946, lo Stato non ancora repubblicano di fretta ha concesso lo Statuto speciale anche per non avere più rotto gli zebedei dalla Sicilia. Che se la vedessero fra di loro!
    Ecco perché siamo stati la prima regione a statuto speciale, la Sardegna ha dovuto attendere altri due anni. Ma siamo stati anche la prima Provincia in epoca romana, e abbiamo conosciuto proconsoli e propretori, Verre e C., che hanno fatto “stramini” di questa terra.
    Aveva ragione il Lampedusa, siamo vecchi, finita l’epoca dei gattopardi ora tocca alle iene, anche alle ex, e in questa estate il più noto dei 70 è stato lui: La Vardera.
    Ciak, Azione, Onorevole Calenda cambi regia.

    Negare che esista un problema politico e morale all’Ars non si può negare.

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E se con gesto di umiltà intelligente mettessero da parte le "coerenze" dei loro rancori, distinguo, interessi e decidessero di fare scegliere alla gente comune, con primarie immediate sulla base di un programma condiviso? Altrimenti pagheranno queste coerenze e l'avversario apparirà più solido e affidabile.

“C’è un limite a tutto. Non si può dire che stare da questa parte o da quell’altra sia la stessa cosa”, firmato Oddo o della Coerenza. Con buona pace di Faraone che dopo aver sottoscritto nel pomeriggio come tutti i partecipanti il comunicato “nella coalizione non ci sarà spazio per coloro che non vedono distinzioni tra la destra e la sinistra”, sul far della sera non ci gira intorno e ricomincia il suo personale Amarcord alla Ciccio Ingrassia “Voglio... De Luca”. La notte, poi, avrà portato consiglio?

Commento firmato con nome e cognome . Il centrodestra dovrebbe ringraziare AVS ( meno che cespuglietto ) e LaVardera ( specialista in semina di zizzania ) . Grazie a loro almeno AVS parla di principi LaVardera solo di protagonismo personale vincerà il Presidente Schifani ( Anche chi era di centrosinistra lo voterà se il candidato è LaVardera) . Faraone , Crisafulli e chi fa POLITICA lo capisce i nuovi arrivati no .

L'unica cosa sensata e, quindi, il minimo comune denominatore tra centrodx e centrosx, dovrebbe essere l'intesa sul tenere fuori De Luca da entrambe le coalizioni. Non sono abbagliata dal populismo lavarderiano, ma sul punto non solo ha ragione da vendere, ma lo stendere un cordone sanitario per scongiurare di farsi contagiare da De Luca dovrebbe essere un fatto sul quale dovrebbe convenire tutta la politica.

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