Parte "Sicilia sì" |Sindaci in movimento

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Bartolo Fazio

La prima iniziativa ieri a Termini Imerese. A gennaio i primi congressi. Il plauso di Venturino

Nuovo partito
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PALERMO – E’ iniziato ieri a Termini Imerese il cammino di “Sicilia Sì!”, nuovo movimento politico sostenuto da alcuni sindaci del Palermitano. L’iniziativa è stata organizzata a Termini proprio in occasione del secondo anniversario della chiusura dei cancelli della Fiat. Gli operai non si sono fatti perdere l’occasione per sollevare la scarsa attenzione che è calata sul loro problema di sopravvivenza anche tentando di non fare svolgere la manifestazione politica. La calma è rientrata quando è arrivata l’assicurazione che tra i primi adempimenti del movimento ci sarà la richiesta di riaccendere la trattativa a livello nazionale e regionale per dare una concreta speranza di rilancio all’area industriale di Termini Imerese. Una lettera, a firma congiunta con le rappresentanze sindacali, sarà inviata nei prossimi giorni al Presidente del Consiglio Letta.

Nell’intervento di apertura il portavoce provvisorio del movimento Giuseppe Ferrarello, Sindaco di Gangi, ha ricordato le tappe che hanno dato origine alla costituzione di “Sicilia Sì”, a partire dall’estate del 2012. Un lavoro preparatorio che ha visti coinvolti numerosi sindaci e amministratori comunali, esponenti delle agenzie di sviluppo locale, dei Distretti Produttivi e Turistici nonché ambiti universitari e settori dell’economia e del mondo della ricerca, presenti ieri a Termini. “Non potevamo più delegare ad una classe politica inadeguata le sorti dei nostri comuni, dovevamo in qualche modo intervenire” ha affermato Ferrarello, “dovevamo assumere una iniziativa che riportasse ai territori ed ai comuni la responsabilità di disegnare il loro futuro, pur nella esigenza imposta dalla crisi economica in cui siamo costretti ad operare dal 2007”.

E’ seguito l’intervento accorato del Sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato, uno dei promotori del Movimento, che ha dovuto ripercorrere i 4 anni della vertenza Fiat la cui ferita è ancora viva nel territorio termitano e rappresenta una delle più gravi sconfitte della politica nazionale e regionale. Sono seguiti gli interventi di Paolo Amenta, vicepresidente di ANCI-SICILIA, del sindaco di Menfi Lotà e del Coordinatore regionale dei Consigli comunali di Sicilia Giovanni Bovì. Nutrita la presenza di rappresentanti di movimenti e associazioni tra i quali L’Italia Migliore del vicepresidente dell’Ars Antonio Venturino, il Consorzio ARCA di Montagnino, oltre a docenti delle Università di Palermo ed Enna.

In conclusione, a nome del comitato promotore, l’ex senatore Bartolo Fazio ha tracciato la road map dei prossimi mesi che prevede la chiusura a fine anno della prima fase di adesioni, la costituzione di gruppi di lavoro e tavoli tematici per definire le proposte per la gestione delle SRR, per l’approvazione del disegno di legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica, per i trasporti pubblici locali e per il superamento dei commissari a tutti i livelli a partire dalle Province Regionali. A gennaio si terranno i primi congressi di “Sicilia sì”.

“Quella di Termini Imerese e degli oltre 1300 lavoratori dell’indotto Fiat lasciati a casa è l’ennesima dimostrazione di come la classe politica in questi anni sia stata incapace di reagire agli interessi delle lobbies economiche che hanno dapprima sfruttato il nostro paese col ricatto degli incentivi, con la minaccia dei licenziamenti, e con la delocalizzazione dei cicli produttivi e che hanno abbandonato la Sicilia ed i lavoratori”, ha detto il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Antonio Venturino a Termini Imerese, intervenuto al varo di Sicilia, Si! “La scelta della data di presentazione del Movimento Sicilia, Si! – continua- non è stata casuale, ma al contrario è stata voluta dai componenti del comitato proprio nel giorno simbolo della crisi di Termini Imerese, con la chiusura due anni fa dello stabilimento Fiat. Ho trovato l’iniziativa dei sindaci molto importante, condividendone il metodo e la forma. I sindaci, primo baluardo del sistema istituzionale sui territori, e fautori di una politica front line, non intendono più assistere inermi alla crisi del sistema politico-istituzionale, limitandosi a lamentarsi e protestare. Spero che la mia presenza in Assemblea Regionale possa essere utile alla causa di chi i territori li vive dal basso, affrontando quotidianamente le mille problematiche delle comunità locali”.

 

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