CATANIA. Quello che accadrà dopo l’8 dicembre all’interno del Pd catanese non dipende solo dall’esito delle Primarie. Renzi, Cuperlo o Civati alle falde dell’Etna tra i democratici è principalmente tutta una questione di equilibri. In un partito che in città è diventato forza di governo, sono in tanti a reclamare spazi e visibilità: e le diverse anime che si scontrano ed incrociano al suo interno rischiano di finire col fare un gioco a remare contro. Ed i recenti fatti legati al mai più celebrato congresso provinciale ne sono stati l’ultima controprova. Tuttavia, domenica si “disputano” le Primarie ed a Catania il primissimo responso ha detto che la maggioranza della base del partito ha premiato Gianni Cuperlo sostenuto dal sottosegretario Giuseppe Berretta.
Onorevole Berretta, immaginiamo sia ancora soddisfatto per l’affermazione di Cuperlo a Catania e provincia.
“Quello di Cuperlo è stato un risultato positivo oltre ad essere anche una grande soddisfazione per chi crede fermamente che il partito debba essere anzitutto il partito degli iscritti e di chi lavora quotidianamente per migliorare il partito stesso”.
Mi vien da dire, però, che come sempre il Pd etneo si è complicato la vita facendo battaglia al suo interno.
“Io credo che l’elemento che è emerso è che il Pd è riuscito in questi anni, nonostante tante difficoltà, a rimanere in piedi e rilanciarsi: ed oggi nei Circoli e nelle istituzioni vi è una classe dirigente profondamente rinnovata e che sta lavorando in un’ottica di sviluppo”.
Ma è in atto un ricambio generazionale reale?
“C’è un notevolissimo ricambio ma anche un bell’amalgama tra i nuovi e chi viene dalle passate esperienze” .
Che succederà a Catania dopo l’8 dicembre?
“Credo che prima dell’8 dicembre c’è, comunque, il 7 dicembre nel senso che occorre lavorare con convinzione alla chiusura della fase berlusconiana con le Primarie che riescano ad essere, con una grande partecipazione, una festa della democrazia. Ovviamente, la mia speranza è anche che vi sia una netta affermazione di Cuperlo, proprio in quella visione di rinnovamento che riguarda anche Catania. Sarebbe una garanzia per il PD: in grado di rappresentare i ceti più deboli e dare autorevolezza al partito”.
E, quindi, a Catania?
“Guardi, io credo che a Catania quello che doveva accadere è già accaduto. Abbiamo un’amministrazione comunale di centrosinistra scelta dalla città, una serie di parlamentari regionali e nazionali sicuramente di grande qualità, un gruppo al Comune che va valorizzato al meglio a partire dai tanti giovani eletti, e così via discorrendo”
Mi vuol dire che il risultato delle Primarie non muterà gli equilibri?
“Abbiamo avviato un percorso di rinascita del nostro territorio: per cui è su questo che siamo concentrati. Abbiamo l’obbligo di utilizzare il grande patrimonio a nostra disposizione dopo anni davvero complicati e particolari”.
Mi dice come giudica sinora l’azione dell’amministrazione Bianco?
“Io credo che in questi mesi fondamentalmente l’amministrazione abbia dovuto fronteggiare l’emergenza frutto di tredici anni passati davvero negativi nel corso dell’esperienze del centrodestra. La macchina è stata rimessa in moto ma adesso occorre farla camminare perchè le esigenze e le speranze dei catanesi sono tante a partire dal lavoro. Capisco benissimo, però, che le difficoltà per operare sono tante”.
Senta, Lei sta portando avanti una sorta di battaglia legata alle carceri. Mi dà un suo giudizio su quello di piazza Lanza?
“Dal punto di vista del trattamento assicurato ai detenuti, dico che l’Italia non è all’altezza della sua storia e dei precetti costituzionali i quali vorrebbero che chi sta in carcere venga educato al reinserimento. In questo quadro stiamo lavorando intensamente: abbiamo approntato un Decreto legge che punta ad utilizzare di più la custodia domiciliare piuttosto che la detenzione carceraria. Tuttavia, il vero salto di qualità lo si può fare solo attraverso concreti percorsi di recupero: e la via maestra è il lavoro con attività di pubblica utilità”.
Torniamo, infine, alle questioni del Pd etneo: con la mancata celebrazione del Congresso provinciale, si è toccato uno dei punti più bassi della recente storia dei democratici a Catania. Mi viene da chiederLe: ma con Bianco vi parlate o restate in freddo?
“Io penso che la vicenda provinciale che, secondo me, è stata inutilmente enfatizzata andava condotta in porto svolgendo il Congresso nel rispetto delle regole. C’è stata una scelta diversa e l’abbiamo accettata: rivendico la scelta di Mauro Mangano come candidato perchè era una scelta di qualità rispetto alle difficoltà e alle esigenze di coordinare un partito così complesso. Il dialogo con Bianco non è mai mancato ma si tratta di capire se il dialogo possa portare ad un lavoro comune nell’interesse del partito. Da parte nostra c’è la massima disponibilità e mi auguro che anche dall’altra parte si sia sulla stessa lunghezza d’onda”.

