"Pedonalizzo viale Regione| Tranquilli, è solo uno scherzo"

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Commenti

    Tanto il suo sindaco è sulla via del tramonto,invece il suo partito inesistente.

    Quando si dice oltre al danno, la beffa!

    Assessore Catania, di Lei apprezzo la Sua onestà oltre che – adesso – la Sua vena ironica.

    Complimenti. I Palermosauri la detestano ma questo è solo un punto a Suo favore.

    Giusto, se hai coraggio pedonalizzaci almeno il quadrilatero Lazio-Libertà-Dante- Serradifalco-Malaspina-Giotto. Se non ora, quando?

    Questo è stato uno scherzo ma quello che seriamente caro Giusto dovresti fare, anche perchè se ne è già discusso a suo tempo in sede politica, è l’estensione della ZTL all’intero territorio comunale, borgate e periferie comprese. Dovrebbe in sostanza esserci un unica ZTL che arrivi fino ai confini topografici della Città, la maggioranza in consiglio comunale per appoggiare questa iniziativa c’è.

    Volevo dire ai miei concittadini se Catania comincia a fare cose inutili protestiamo andando sotto casa sua o dove fa il preside la stessa cosa vale per gli altri …..non facciamoli piu’ uscire di casa.

    Vorrei ricordarle che siamo in una democrazia, la rivoluzione andatela a fare in Francia assieme ai sovversivi gilet gialli.

    No alla barbarie se hai coraggio vai sotto L assessorato o il comune la vita privata va rispettata e il luogo dove uno si guadagna il pane idem

    Giacomo vorrei ricordare che in democrazia non si fanno le leggi su misura x evitare il ballottaggio.

    Se ne torni a Catania.

    Fattela a casa tua la Ztl.

    miii gira e rigira di nuovo GIUSTO CATANIA…. adesso possiamo finalmente dire ci curpa giustu catania se non va qualche cosa

    Le sue pedonalizzazioni potranno essere annullate dalla prossima amministrazione con buona pace dei suoi pochi sostenitori.

    Giacomo gli Italiani il 26 Maggio (Elezioni Europee) ti faranno vedere la democrazia,tieni duro…

    Pedonalizziamo anche la via Messina marine…..!!!!!!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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