Poliambulatorio distrutto |Rimane solo lo scheletro

Poliambulatorio distrutto |Rimane solo lo scheletro

Così lo hanno trovato i membri della commissione Patrimonio stamani, quando hanno effettuato un sopralluogo per rendersi conto delle condizioni dell'immobile. "Un insulto a una zona della città - afferma Salvo Tomarchio - che da sempre chiede spazi sociali".

CATANIA – Non è rimasto nulla, se non lo scheletro in ferro. Tanto resta dell’ex poliambulatorio di viale Bummacaro, a Librino, dismesso dal 2009 e da allora letteralmente smantellato, tanto da non aver conservato nulla della struttura originaria. Così lo hanno trovato i membri della commissione Patrimonio stamani, quando hanno effettuato un sopralluogo per rendersi conto delle condizioni dell’immobile. “Abbiamo trovato solo distruzione – afferma il presidente Salvo Tomarchio. Una situazione a dir poco indecente e un insulto a una zona della città che da sempre chiede spazi sociali”. L’ex poliambulatorio, infatti, dal 2009, anno di dismissione, non è mai stato destinato ad altro, nonostante le richieste dell’allora presidente del consiglio di quartiere Loredana Gioia che chiedeva l’assegnazione a una delle tante associazioni che operano nella zona. “Un insulto – aggiunge il consigliere Salvo Spadaro – soprattutto considerato che gli anziani sono costretti a riunirsi in un container per giocare a carte”.

“Nessuno, in questi anni, ha pensato di garantire l’integrità di questa struttura che è patrimonio comunale – aggiunge Tomarchio – o a utilizzarla, preferendo lasciarla nel completo abbandono “. Oltre al danno, i membri della commissione evidenziano la beffa: la struttura, sei mesi fa, sarebbe infatti stata assegnata a un’associazione animalista per diventarne la sede. Peccato che è proprio questa a non esserci più. “Temo che l’amministrazione – continua Tomarchio – non sapesse che l’immobile fosse in queste condizioni, ma anche questo non è accettabile”. Tante le proposte della commissione, da quella del presidente, di demolire la struttura, a quella del consigliere Giuseppe Catalano, di darla in gestione a titolo gratuito. “Intanto però – conclude Catalano – è necessario mettere in sicurezza”.

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