Ponte sullo Stretto di Messina, indagine per corruzione: le reazioni

Ponte sullo Stretto, indagine per corruzione: le reazioni della politica

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In tanti chiedono al governo di fare chiarezza
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ROMA – La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

La notizia dell’indagine ha suscitato molto scalpore e in tanti, soprattutto nel mondo politico, hanno manifestato il loro pensiero.

Ciucci: “Società totalmente estranea”

“Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”. Lo dice l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci in relazione all’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

“La società – dichiara Ciucci – prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL ‘Commissari’ dell’11 marzo 2026″.

Barbagallo (Pd): “Scoperchiato un pentolone di forzature e opacità”

L’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sul progetto del Ponte sullo Stretto scoperchia un pentolone di forzature e pesanti opacità che il Partito Democratico denuncia da mesi. Le perquisizioni del Ros a carico di figure chiave, tra cui un ex consigliere di amministrazione della società ‘Stretto di Messina Spa’, confermano l’esistenza di zone d’ombra inquietanti attorno a quella che il ministro Salvini ha trasformato in una bandiera ideologica, ignorando deliberatamente i rischi e i pareri tecnici. Mentre i magistrati indagano con contestazioni gravissime su eventuali condizionamenti per l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo, assistiamo allo spettacolo indecoroso di una destra impegnata esclusivamente nella lottizzazione selvaggia e nella guerra per le poltrone”.Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera.

“Lo scontro in atto in queste ore tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il controllo della governance della società dello Stretto – spiega -, con il siluramento del leghista Saccomanno a favore del fedelissimo di Fratelli d’Italia Marco Stasi, dimostra come per la maggioranza il Ponte sia solo un enorme poltronificio da spartire, un terreno di scontro di potere sulla pelle dei cittadini calabresi e siciliani. Il clima attorno all’opera è ormai pesante e insostenibile. Le scorciatoie procedurali inaccettabili imboccate dal ministro Salvini per accelerare a tutti i costi l’approvazione del progetto, calpestando le regole e la trasparenza, stanno mostrando che le forzature hanno le gambe corte”.

“Il governo non può più sfuggire alle proprie responsabilità, venga immediatamente in Aula a riferire e a chiarire cosa sta accadendo nella società dello Stretto. Fermi i cantieri – conclude – e questa folle corsa al consenso elettorale prima che sia troppo tardi e impegni quelle risorse per i siciliani e i calabresi”

Fratoianni (Avs): “Vedremo gli sviluppi dell’inchiesta della Procura sul Ponte sullo Stretto”

“La cosa che colpisce, dalle prime notizie emerse, è che le indagini documenterebbero condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs dai microfoni de La 7 nel corso de L’Aria Che Tira.

“Sarebbe un fatto clamoroso che qualora fosse confermato – è ovvio che ci vuole il massimo della prudenza – però confermerebbe ancora una volta tutto – conclude il leader rossoverde – ciò che in particolare noi come Avs abbiamo più volte denunciato rispetto a un progetto inutile e costoso e al grave rischio di infiltrazione di interessi non leciti. Vedremo con attenzione gli sviluppi”.

Bonelli “Emerge ipotesi di corruzione sul Ponte sullo stretto”

“Quanto emerge dall’inchiesta della Procura è di una gravità inaudita: si parla di presunti tentativi di condizionare la decisione della Corte dei Conti sulla delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto di Messina. Saccomanno, fino a poche settimane fa commissario della Lega in Calabria e membro del Cda della società Stretto di Messina, era stato rimosso da poche settimane. Non più tardi di tre settimane fa ho depositato alla Procura di Roma il sesto esposto integrativo sulle procedure adottate dal Governo, che a mio avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente. I nostri esposti servono per fare chiarezza considerato che il governo ha negato al sottoscritto atti e documenti trasmessi alla Corte dei Conti. Il Governo ha gestito tutto nella segretezza, arrivando a negare a un parlamentare gli atti intercorsi con la magistratura contabile”. Lo afferma in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

“In questi anni il Governo, a partire da Salvini, ha forzato ogni passaggio per arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera Cipess. Una scelta – spiega – che avrebbe fatto maturare diritti in capo alla società costruttrice, esponendo lo Stato al rischio di penali miliardarie, nonostante un progetto vecchio, valutato nel 1997, e senza valutazioni sismiche aggiornate. Parliamo di 14 miliardi di euro pubblici: il progetto originario prevedeva il 60% di fondi privati e il 40% pubblici, mentre Salvini ha messo tutto a carico dello Stato. È inaccettabile, mentre il Paese ha bisogno di risorse per sanità pubblica, scuola, pensioni e trasporti”.

“Il Governo si fermi subito. Vogliamo sapere se siamo davanti a un singolo episodio o al rischio di un fenomeno corruttivo più ampio. Quei 14 miliardi – conclude – devono essere restituiti agli italiani e destinati alle vere priorità del Paese: sanità, scuola e pensioni”.

Santillo (M5S): “Il Ponte è un banchetto per i comitati d’affari”

“La Procura di Roma indaga per corruzione un ex consigliere del CdA della società ‘Stretto di Messina’, un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e un imprenditore. Questo progetto non è solo uno scempio ambientale e un buco nero per le casse dello Stato, ma il solito banchetto per comitati d’affari, spartizioni e scambi di favori. Ad oggi, il Ponte sullo Stretto di Messina è poco più di un progetto di massima, che ebbe già osservazioni dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici addirittura nel 1997: per Legge non può un’idea mancante di tante valutazioni e analisi, trasformarsi in un progetto definitivo. Questa è la realtà dei fatti. Salvini e Meloni fermino tutto, ci sono troppe zone d’ombra su questa mangiatoia di Stato e vanno spazzate via immediatamente. I soldi degli italiani servono per strade, treni e sanità, non per i loro affari”. Lo scrive sui social Agostino Santillo (M5s), vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera. 

Conte: “L’inchiesta sul Ponte getta l’ombra della corruzione sul progetto”

“L’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto conferma che non solo il progetto era fallato, non solo c’è stata una forzatura, addirittura contro la Corte dei Conti, ma adesso si scopre anche l’ombra della corruzione su questo progetto. L’ennesimo fallimento del governo Meloni, non ne azzeccano una. Recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo, servono per le famiglie e per la sanità, per le imprese, per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del paese”. Lo afferma il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. 


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