Poste Italiane: "No alla svendita. Difendiamo il servizio postale pubblico"

Poste Italiane: “No alla svendita. Difendiamo il servizio postale pubblico”

Previsto un sit-in, sabato 18 maggio, davanti alla Prefettura di Palermo
SLP-CISL E UGL COMM
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PALERMO – “Con profonda preoccupazione apprendiamo le intenzioni del Governo Meloni di privatizzare ulteriormente Poste Italiane, cedendo una quota del 30% del capitale azionario attualmente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF)”, si legge in una nota congiunta dei segretari regionali di Slp-Cisl e Ugl Comm, Maurizio Affatigato e Giuseppe Arancio.

Il segretario regionale del Slp-Cisl Maurizio Affatigato

“In Sicilia, Poste Italiane rappresenta un presidio essenziale per il territorio e per la popolazione, soprattutto per le fasce più deboli e marginali. La capillare presenza di uffici postali e sportelli ATM, la diffusione di servizi finanziari e assicurativi, la consegna della corrispondenza e dei pacchi, sono solo alcuni dei servizi essenziali che Poste Italiane offre quotidianamente ai cittadini siciliani”.

Una privatizzazione del Gruppo avrebbe conseguenze devastanti per la nostra regione. Si registrerebbero perdita di posti di lavoro: Poste Italiane è uno dei principali datori di lavoro in Sicilia, con circa 9.000 dipendenti. La privatizzazione potrebbe portare a una drastica riduzione del personale, con gravi ripercussioni sull’occupazione e sull’economia locale”

“Riduzione dei servizi offerti. La privatizzazione potrebbe comportare una diminuzione dell’offerta di servizi, con un impatto negativo sulla qualità della vita dei siciliani, soprattutto nelle aree rurali e interne. Inoltre, è prevedibile un aumento dei costi dei servizi postali, con un ulteriore aggravio per famiglie e imprese.

Smantellamento del Progetto Polis. In Sicilia, il Progetto Polis prevede la presenza di 325 uffici postali nei comuni con meno di 15.000 abitanti, garantendo l’accesso ai servizi essenziali per 1,6 milioni di cittadini. La privatizzazione metterebbe a rischio la realizzazione di questo progetto strategico per il contrasto al divario digitale e lo sviluppo del territorio.

Per questi motivi, chiediamo con forza al Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, di intervenire con la sua autorità per scongiurare la privatizzazione di Poste Italiane e per tutelare i diritti dei cittadini siciliani.

Dopo un possente piano assembleare in tutto il territorio siciliano, si è deciso di organizzare un grande sit-in davanti alla Prefettura di Palermo il 18 maggio 2024 alle ore 11, coinvolgendo chi è libero dal servizio.

Il concentramento avrà luogo in Piazza XIII Vittime, da dove si muoverà un piccolo corteo dimostrativo verso la Prefettura. L’obiettivo è quello di sensibilizzare lavoratori e cittadini sui gravi rischi che la privatizzazione di Poste Italiane comporterebbe per il Paese. Insieme, possiamo difendere Poste Italiane e il suo futuro!”.

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