Prevenzione per il tumore del colon retto

Prevenzione per il tumore del colon retto

Nel mondo, il tumore del colon-retto rappresenta la terza causa di mortalità riferita a tutti i tumori. E le Le stime lo indicano in aumento. In Italia, ogni anno, vengono diagnosticati oltre 37.000 nuovi casi di tumore colo-rettali (più negli uomini che nelle donne), ma stime dell’Istituto Superiore di Sanità indicano per il 2008 un’incidenza di circa 48.000 casi. Cifre rilevanti, con una mortalità che si aggira sui 20.000 decessi all’anno. Eppure, oggi, le possibilità di guarigione non sono poche, se questo tumore viene diagnosticato e curato in tempo. E proprio dal Sud, esattamente da Palermo, oggi prende il via una vasta campagna di prevenzione promossa dall’Associazione Italiana Stomizzati (Aistom) e dall’Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom), con il patrocinio del Ministero della Salute e della Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) e conta sul supporto di Roche. In piazza Francesco Crispi è stato allestito un gazebo con un grande gonfiabile che riproduce il colon. Il cittadino potrà rendersi conto del suo funzionamento e delle patologie che possono colpirlo e di come evitarle. Inoltre, verranno distribuiti opuscoli informativi su questo tipo di tumore e sull’importanza della diagnosi precoce e degli screening. “Abbiamo posto le basi, condivise dal Ministero della Salute, per attivare un cammino virtuoso che dovrebbe condurre al più presto la Sicilia ad allinearsi alle regioni che hanno attivato in modo soddisfacente programmi di screening per il tumore del colon-retto”, sottolinea Massimo Russo, assessore alla Sanità della Regione Siciliana. “La nuova organizzazione – spiega il professore Francesco Vitale, coordinatore regionale per gli screening del colon-retto dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana – prevede una cabina di regia regionale e in ogni Asp – presso il dipartimento di prevenzione – un centro gestionale screening provinciale, gestito tramite il servizio di epidemiologia”. In programma, entro l’anno, l’invio di lettere di invito alla popolazione siciliana tra i 50 e i 69 anni (oltre un milione e centomila persone) per sottoporsi allo screening. La lettera dovrà essere controfirmata dal medico di famiglia.

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