Prima vittima del virus a Cefalù| E' un brigadiere di 62 anni - Live Sicilia

Prima vittima del virus a Cefalù| E’ un brigadiere di 62 anni

In lacrime la cittadina del Palermitano. Il sindaco: "Una notizia che sconvolge tutta la comunità"

CORONAVIRUS
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CEFALU’ (PALERMO) – Ha lottato fino all’ultimo contro il nemico più temuto negli ultimi tempi, ma le speranze si sono spente stamattina, quando le condizioni di Salvatore Barro, che ad agosto avrebbe compiuto 62 anni, sono precipitate. Si tratta della prima vittima del Coronavirus a Cefalù, dove fino a ieri si registrava soltanto un altro caso positivo: dei quattro tamponi di cui si attendeva l’esito, infatti, tre sono definitivamente risultati negativi. “Un paziente – come ha spiegato il sindaco, Rosario Lapunzina – è asintomatico e si trova in quarantena obbligatoria da tempo”. Barro era invece ricoverato a Palermo ormai da alcuni giorni: dopo l’esito del tampone era stato trasportato il 20 marzo all’ospedale ‘Cervello’ di Palermo, dove le sue condizioni erano inizialmente migliorate.

Brigadiere capo q.s dei carabinieri, in congedo dall’agosto del 2018, era conosciuto da tutti nella cittadina normanna del Palermitano ed era molto amato: Cefalù è oggi sotto choc e manifesta in ogni modo la propria vicinanza alla famiglia del 62enne. E’ anzitutto il sindaco Lapunzina a dedicare delle parole di grande affetto al carabiniere: “E’ una notizia che funesta l’intera comunità cefaludese – dice il primo cittadino – una notizia tremenda che, vi devo confessare in tutta franchezza, mi ha personalmente sconvolto. Da quando mi contattò per manifestarmi il timore di aver contratto il virus e poi (in tutte le fasi seguenti: la quarantena, l’effettuazione del tampone, l’esito positivo, il ricovero, la terapia intensiva, il miglioramento delle condizioni fino alla drammatica notizia di poco fa) ho seguito la vicenda del nostro sfortunato concittadino e posso affermare che è nata, seppur a distanza, una sincera amicizia”.

“L’ho più volte incoraggiato aggiunge – ho sperato, mi sono rallegrato e, ora, sono affranto davanti ad un destino che si è rivelato implacabile. Certo di avere la condivisione da parte di tutti i cefaludesi ho deciso di proclamare il lutto cittadino, per offrire un simbolico attestato di partecipazione dell’intera comunità al dolore per la sua scomparsa. Desidero, pertanto esprimere il cordoglio della Città ai familiari, all’Arma dei Carabinieri, che lo ha annoverato tra le sue fila, agli amici, ai colleghi, a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Il virus, terribile e impietoso, che lo ha sottratto alla vita terrena ci impedisce di rendergli l’ultimo estremo omaggio come meriterebbe. Prometto – sottolinea Lapunzina – che il suo nome non sarà dimenticato; lo dobbiamo a lui e a tutti coloro che a causa di questa pandemia sono morti, hanno perso gli affetti più cari, hanno sperato, hanno combattuto e continuano a profondere tutte le energie affinché il mondo esca al più presto da questo incubo”.


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Commenti

    Poesia africana:
    “Quando la bandiera è a mezz’asta”

    Quando la bandiera è a mezz’asta
    significa la caduta di un gigante
    sul campo d’onore della sua patria
    e la nazione riconoscendone il merito lascia il drappo nazionale a mezz’asta.
    Quando la bandiera è a mezz’asta
    tutta la nazione sta male,
    la calma regna nella savana, perfino la cicala è ammutolita.
    Sole le donne, nel loro dovere di madre cantano l’inno del dolore.
    Quando la bandiera è a mezz’asta
    il vento non spinge più le nuvole
    l’aria è calda ed il tempo non passa.
    Quando la bandiera è a mezz’asta
    significa che un nome illustre non è più sulle onde nazionali ed amiche.
    Si diffonde un solo messaggio,
    Il nome dell’ilustre scomparso.
    Fin quando il suo nome resta negli annali il suo corpo sopra o sotto terra resta vigile.

    Isaac Daniel Itoua: (A Samora Machel)

    Poeti Africani Anti-Apartheid

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