PALERMO – Il 17 settembre il Tribunale dovrebbe sciogliere la riserva e decidere se il processo a Gaetano Galvagno e all’autista Roberto Marino resterà a Palermo o sarà trasferito a Catania. I reati contestati sono corruzione, peculato, truffa e falso.
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Gli avvocati Ninni Reina e Antonia Lo Presti per il presidente dell’Assemblea regionale siciliana (Salvatore Sansone assiste Marino) ritengono che il reato più grave sia il peculato relativo all’uso improprio dell’auto di servizio e sarebbe stato commesso a Catania, città di residenza dell’esponente di Fratelli d’Italia.
Di diverso avviso la Procura che oggi ha replicato davanti alla terza sezione del Tribunale, ribadendo che il processo deve restare a Palermo. Decisione rinviata a settembre. Nel frattempo quattro indagati in un altro filone dell’inchiesta sono stati rinviati a giudizio.




