"Pronti a un patto per la Finanziaria | Ma dopo si vada subito al voto"

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Il capogruppo di Cantiere popolare: "Lavoriamo insieme per i siciliani. Ma poi Crocetta si dimetta".

Toto Cordaro
di
4 min di lettura

PALERMO – “Il modello di Governo “accattone” del Presidente Crocetta è ormai, senza tema di smentita, miseramente fallito”. Lo afferma il capogruppo all’Ars del Cantiere popolare, Toto Cordaro: “I quattro anni trascorsi dall’inizio della legislatura – prosegue – hanno dimostrato, al di là degli slogan sempre sterili e spesso anche farseschi, che quando si governa mettendo insieme maggioranze formate da uomini che hanno come unico filo conduttore la gestione del potere per il potere, ma che nulla hanno in comune sotto il profilo dell’idem sentire culturale e politico, l’unico destino di una tale esperienza è il fallimento. A maggior ragione – continua Cordaro – questo principio vale per la maggioranza che sostiene l’esecutivo, maggioranza “bulgara” nello spartirsi cariche e sottogoverni, maggioranza inesistente quando deve impegnarsi nell’esito dei disegni di legge e nella buona amministrazione delle norme nelle Commissioni Parlamentari e in Aula”.

Cordaro passa poi in rassegna i “fallimenti” del governo e della maggioranza di Crocetta: “Innanzitutto, – dice – la svendita dell’autonomia finanziaria, appannaggio del Governo Nazionale e, dunque, anche politica; il sostanziale venir meno dell’autonomia legislativa, come mai era accaduto in passato (neanche ai tempi del Commissario dello Stato) e come, ad esempio, si è verificato con riferimento alle leggi sulle ex Province, sui precari, sul testo unico dei Lavori pubblici., per non dire delle tante norme strategiche inserite nelle varie finanziarie, regolarmente impugnate e cassate; il fallimento della politica dei fondi comunitari, – aggiunge Cordaro – legato all’inettitudine e alla mancanza di prestigio del Governo Regionale, nonostante i buoni consigli e l’impegno del management burocratico; il disastro della gestione dei rifiuti, che dopo un ritorno al passato tanto criminalizzato (vedi termovalorizzatori e inceneritori), ha finito per mettere ancor più nel ridicolo quel che resta dell’immagine di una Sicilia costretta a trasportare i rifiuti all’estero; la svendita allo Stato del settore della mobilità, con l’accorpamento del Cas all’Anas, l’assenza assoluta di politiche di sviluppo e di impresa, soprattutto nel settore giovanile e femminile”.

E ancora, per Cordaro, tra i flop ecco anche “la ridicola gestione del “Patto per la Sicilia”, che avrebbe potuto essere una straordinaria opportunità per la realizzazione delle grandi infrastrutture mancanti e che si è, invece, risolto in una serie di “manciugghie” a favore degli amministratori locali amici; la annunciata e mai realizzata riforma dei forestali, che avrebbe consentito la loro definitiva stabilizzazione; la macelleria sociale del mondo della formazione, fatto di donne e uomini che da anni, ormai, attendono da questo governo una risposta che non arriverà mai; la crisi irreversibile degli enti locali siciliani e, soprattutto, delle ex Province che, dopo la riforma Crocetta-Giletti, annunciata urbi et orbi e mai concretamente applicata, sono sempre sull’orlo di un baratro che vede in pericolo in primo luogo il lavoro di migliaia di dipendenti pubblici ed ancora servizi essenziali come quelli legati all’assistenza ai disabili, alla edilizia scolastica, alla manutenzione della viabilità”.

Uno scenario che, secondo il capogruppo del Cantiere popolare, non permette di essere ottimisti in vista delle prossime scadenze: “A fronte di questa realtà inoppugnabile, – dice infatti – ci apprestiamo (si fa per dire, considerato che ancora non abbiamo in Aula neanche l’assestamento di bilancio) a confrontarci con l’ultima legge finanziaria della legislatura. Questo passaggio così importante e, per certi versi, decisivo pretende da parte dell’attuale Governo regionale una straordinaria presa di coscienza circa la oggettiva impossibilità di condurre in porto una manovra così delicata con una “compagnia di giro” così inadeguata e raccogliticcia, quale è la maggioranza che sostiene Crocetta. In tal senso, – prosegue Cordaro – l’opposizione responsabile deve offrire, a mio parere, nell’esclusivo interesse dei siciliani, la disponibilità ad un patto per una finanziaria che metta in sicurezza le emergenze sociali dell’isola (lavoro in primis) e che elimini tutte le “marchette” che i gestori del bilancio sono pronti a distribuire pur di ottenere una maggioranza in Aula”.

“Questo patto per la finanziaria – avverte Cordaro – ha, però, una condizione: all’indomani dell’approvazione della legge di bilancio, una volta scongiurato il pericolo della deriva populista e sociale, il presidente Crocetta rassegni le sue dimissioni e si torni a dare la parola ai siciliani, si torni al voto. Sarebbe, per Rosario Crocetta, un modo onorevole per concludere con un gesto di grande dignità politica una vicenda disastrosa per la Sicilia e i siciliani, che lo hanno eletto con ben altre aspettative e che dovranno fare tesoro di questa esperienza, pretendendo un futuro presidente della Regione – conclude – attrezzato e competente sotto il profilo culturale, ineccepibile sotto il profilo umano e politicamente prestigioso”.

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