Pullara alla Lega: "Liste bloccate? Visione padronale della politica"

Pullara alla Lega: “Liste bloccate? Visione padronale della politica”

Carmelo Pullara
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Commenti

    Meglio farebbe il Sig. Candiani ad indirizzare questo desiderio, che poi sarebbe un obbligo, alle elezioni nazionali inserendo le preferenze nonchè un bellissimo curriculum degli aspiranti parlamentari affinchè i cittadini prendano visione dell’uomo o della donna che votano.
    Occorre una legge che mai si farà, quindi si faccia un referendum

    La solita visione dell’uomo solo al comando…… I rappresentanti devono essere eletti dai cittadini no dai segretari dei partiti sia di destra che di sinistra

    Il capo decide e gli elettori come pecorelle a votare tutti felici, anche se non sappiamo chi. Ma ce lo.ha detto il capo.

    Significherebbe privare i cittadini del diritto di scegliere i propri rappresentanti.
    Sarebbe invece opportuno ricondurre il modello elettorale nazionale ai requisiti democratici minimi.
    Onorevole Pullara, continui a fare il suo lavoro in questo modo, in forza del mandato ricevuto dalla sua gente, i siciliani hanno bisogno di gente come lei!

    Ma è questo che vogliono, privarci del diritto di scegliere i nostri rappresentanti. Tutto deciso in segreteria dal capo di turno.

    Ormai l unico modo per far diventare deputati il suo cerchio magico (tragico).. siciliano.
    Che poi la lista dovrebbe prendere il 5%..
    Circa 120 mila voti e’ un dettaglio…
    Non sa piu cosa inventarsi

    Sono antileghista, ma riconosco che la lega e Candiani hanno ragione sulla reintroduzione delle province e delle elezioni dirette provinciali, la cui abolizione fu un errore storico del centrosinistra di Crocetta e del Rio. Reputo poi interessante il discorso dell’abolizione delle preferenze che sarebbe un valido aiuto contro voto di scambio, corruzione e clientelismo

    Comunque della riforma regionale è ancora più decisivo cambiate l’assurdo sbarramento al 5 per cento. Sbarramento va abolito o ridotto al 2 per cento. Con il premio di maggioranza lo sbarramento è antidemocratico e pericoloso. Peraltro al momento in sicilia tutti tranne i cinquestelle sono a rischio di non superare lo sbarramento. Anche la lega e fratelli d’Italia. Quindi togliete sbarramento del 5 per cento

    Dunque unica garanzia per pluralismo in sicilia è il proporzionale senza sbarramento o con sbarramento del 2 per cento

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Tutte le mattine intorno alle 4 del mattino e’ un continuo passeggio di calessi con auto a supporto. In tutta la provincia dal viale Rapisardi a Catania alle vie dei paesi pedemontani occidentali. Sequestro immediato del povero quadrupede e arresto per il fantino. Per strada non ci devono stare. PUNTO !!!

Lodevolissima l'intenzione del governo, ma come spesso accade se le norme sono scritte nella stanza dei bottoni, i risultati saranno prevedibilmente opposti alle intenzioni, con le lobby e i corrotti che diventeranno ancora più padroni della regione. Bisogna nominare dei semplificatori per ridurre la corruzione, si prendano pure da Marte, ma non affidare la lotta alla corruzione ai complicatori per natura. Ogni complicazione, cento corrotti in più. Mille complicazioni, centomila corrotti in più.

Non si può sentire che qualcuno, per tutelare gli interessi privati di alcune ONLUS, possa esercitare pressioni sulle istituzioni per rallentare l'accesso di nuovi operatori qualificati, trasformando il tempo per le procedure in tempo sottratto all'assistenza dei pazienti. È questo il rischio che emerge dall'inchiesta sul presunto patto corruttivo tra Gaetano Armao e Luigi Zancla, presidente della SAMO. Il 24 marzo 2026, Zancla ha dichiarato all'ANSA che in Sicilia la copertura del fabbisogno di cure palliative raggiunge appena il 23%, lasciando, secondo la sua stima, il restante 77% insoddisfatto. Già il 20 agosto 2025 Tania Piccione, esponente SAMOT e presidente della Federazione Cure Palliative, aveva espresso a SiciliaMedica preoccupazione per l'ingresso di operatori profit. Ma ai cittadini interessa ricevere cure, non la natura giuridica degli erogatori. Anche le ONLUS hanno bilanci con ricavi milionari, compensi e avanzi di gestione. Il D.A. 588/2025 richiama per ben due volte la necessità di «una maggiore concorrenza e trasparenza». Viene quasi da chiedersi, con ironia, se qualcuno immaginasse che quel 77% fosse riservato alle ONLUS già presenti, in una sorta di «monopolio della solidarietà». Di fronte a bisogni che riguardano persone gravemente malate e famiglie in difficoltà, le istituzioni dovrebbero correre per garantire cure e dignità, non rallentare inutilmente l'ingresso di operatori che rispondono ai criteri di accreditamento vigenti. Se le ipotesi investigative fossero confermate, sarebbe particolarmente grave che interessi economici privati fossero stati anteposti al diritto dei pazienti all'assistenza.

E se la Patria (il partito e la coalizione) non chiama, noi che facciamo? Ci teniamo Schifani? Ancora una volta il presidente Schifani è caduto dal pero raccontandoci che “l'inchiesta Armao non ha nulla da vedere con l'attività del governo regionale”. Se l'onorevole Mulè non è d'accordo lo faccia sapere. Insomma, dica se ha qualcosa da dire o avrà perso del tempo e un'occasione.

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