PALERMO – I cantieri infiniti dell’aeroporto. Quel che è accaduto all’aerostazione di Punta Raisi è il simbolo di una terra malata. Negli ultimi mesi, con l’arrivo del nuovo management c’è stata un’inversione di tendenza. Adesso c’è una tabella di marcia con scadenze precise. Nel passato, però, di certa c’era solo la data di inizio dei lavori. La fine era una grande, grandissima incognita.
Su questo si concentra l’inchiesta della Procura della Repubblica. E ci sono già alcuni indagati. Si tratta del direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, dell’ex amministratore delegato Giacomo Terranova, dell’ex responsabile degli Affari generali e legali Vincenzo Petrigni, e di Giuseppe Listro, responsabile unico del procedimento di molti appalti. Come anticipato da Livesicilia, gli investigatori della sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Squadra mobile di Palermo stanno cercando di capire se sia stato un meccanismo illecito a bloccare i cantieri. Su delega del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Daniele Paci e Fabio Battinieri, ormai da mesi e in gran segreto, acquisiscono la documentazione degli appalti consegnata dalla Gesap che sotto la presidenza di Fabio Giambrone sta offrendo collaborazione piena agli inquirenti. Dal canto loro gli indagati, il reato ipotizzato è associazione per delinquere finalizzata all’ubuso d’ufficio, riconducono tutto alla polemica che nei mesi scorsi ha visto opporsi proprio Scelta e l’ex dirigente dell’ufficio di polizia dell’aeroporto che ha avviato l’indagine. Scelta l’ha querelata per diffamazione.
Le indagini partono dall’amara constatazione che l’Unione europea ha finanziato milioni di euro per ammodernare lo scalo di Punta Raisi, ma il lavori sono rimasti al palo. Quali sono stati i meccanismi di spesa? A muovere i primi passi dell’inchiesta sono stati gli agenti del commissariato dell’aeroporto. Poi, hanno capito che era più opportuno, vista la mole di lavoro, passare l’indagine alla Squadra mobile.
In ballo al Falcone e Borsellino – fra lavori ultimati, da completare e da avviare – c’è una torta che supera i 140 milioni di euro. Di carte da spulciare ce ne sono parecchie. Soprattutto quelle che fotografano la lungaggine dei cantieri. Partiamo dal “Nuovo Centro Direzionale Aeroportuale”. I lavori per 8 milioni e 600 mila euro sono stati appaltati nel 2009 ad un’associazione temporanea di impresa con capogruppo l’Impresa Siciliana Carbolio e mandante la Sic.Im, entrambe con sede a Catania. I lavori dovevano essere ultimati nel 2011. Il cantiere è fermo al 30 per cento della tabella di marcia. La Carbolio, in difficoltà economiche, ha affittato il ramo di azienda – era il gennaio 2012 – alla Cosedil spa. Un anno dopo, però, è arrivata la rescissione del contratto. All’impresa sono state contestate una serie di negligenze. La Cosedil ha proposto della transazioni per riprendere i lavori che effettivamente sono ripartiti nel settembre scorso. Dovrebbero concludersi a febbraio 2015.
C’è poi l’ampliamento del piazzale aeromobili. Sedici milioni di euro. Nel 2008 il contratto con la Tractabel è stato rescisso e Gesap ha affidato la direzione dei lavori a tecnici interni. Il cantiere è ripartito nel 2010 e siamo al 68% dei lavori previsti. Ed ancora, l’appalto per le reti idriche e fognarie (quasi otto milioni). Avviato nel 2011 doveva finire ad aprile scorso ed invece è ancora in corso. Nel dicembre 2012 l’impresa appaltatrice – la Sigenco di Catania – ha dichiarato un concordato preventivo in continuità con conseguente fermo del cantiere. E così nel marzo scorso la Gesap ha rescisso il contratto. Si parla di “grave inadempimento, anche a seguito dell’artificiosa formazione di atti e certificazioni riguardanti l’appalto e prodotte dall’impresa alla banca”. La stessa Gesap ha richiamato la Elef, arrivata seconda ala gara, che si è detta pronta a finire i lavori entro la prossima estate.
È andata ancora peggio per la realizzazione del sistema di sicurezza per l’inviolabilità del perimetro aeroportuale. I lavori per un milione 800 mila euro furono consegnati nel gennaio 2007. Dovevano essere ultimati a marzo 2008. C’è un arbitrato in atto e i lavori dovrebbero riprendere il prossimo mese. Ed ancora, nel 2009 fu inaugurato il cantiere per terza sala check-in. Doveva essera pronta in pochi mesi ed invece siamo ancora al sessanta per cento della tabella di marcia.
Tutto normale? Siamo di fronte ai “consueti” intoppi che stanno rendendo complicato il lavoro della Gesap? I soldi sono stati finora spesi bene? Ecco alcune delle domande a cui sta cercando di dare una risposta la Procura della Repubblica.

