ROMA – “Solidarietà a Rino Giacalone. La mafia è una montagna di m… e chi ne fa parte è un pezzo di m…”: è quanto afferma il senatore M5S e componente della Commissione Antimafia Mario Giarrusso, riferendosi al fatto che oggi a Trapani il giornalista Rino Giacalone dovrà affrontare una nuova udienza: lo ha querelato la moglie del boss mafioso defunto, Mariano Agate. “Non si può processare un giornalista per aver detto la verità, quello che pensano milioni di italiani onesti – prosegue il Senatore – il nome di Mariano Agate non è più un nome rispettabile, a causa degli atti orrendi e criminali che ha compiuto. Per questi nomi si vorrebbe la damnatio memoriae, non certo la tutela giurisdizionale. Sono qui per sentire con le mie orecchie un Pm, che dovrebbe difendere il buon nome di Mariano Agate, un boss sanguinario, condannato all’ergastolo per la strage di Capaci. Una vergogna”.
“Se la mafia è una montagna di m.., un boss come quello ne rappresenta senz’altro un bel pezzo e chi ha passato una vita intera a calpestare vite umane, accaparrando denaro illecito, non può pensare che la morte dia diritto all’oblio”. Lo scrive su Fb il deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione Antimafia, a proposito della nuova udienza, prevista oggi a Trapani, nell’ambito del processo al giornalista Rino Giacalone, che è stato querelato dalla moglie di un boss mafioso morto, Mariano Agate. “Al contrario, la maledizione di quelle condotte – osserva Mattiello – deve essere parte integrante e continua nella manutenzione della coscienza collettiva: nessuno sconto, nessuna accomodante normalizzazione”. (ANSA)

