Rap, Girolamo Caruso è il nuovo amministratore unico

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Commenti

    VISTO CHE LE PERSONE NON SI AVVICINO AL “SINDACO LO SA’ FARE”
    ANZI SCAPPANO, RE ORLANDO E’ COSTRETTO A RICORRERE AI PENSIONATI.
    L’OPERAZIONE DEL SINDACO DI TROVARE NELLA CITTA’
    DI PALERMO QUALCUNO DISPOSTO A PRENDERSI UNA
    PATATA CALDA NELLE MANI, LA CAPISCO, MA IL PENSIONATO
    DISPOSTO A METTERE LA FACCIA SU UNA OPERAZIONE CHE C’E’
    SOLO DA PERDERE NON RIESCO A CAPIRLA.
    E NON PUO’ TUTTO ESSERE RICONDUCIBILE AI SOLDI!

    In più bisogna precisare che un pensionato per legge può accettare l’incarico solo a titolo gratuito per cui bisogna chiedersi se il soggetto in questione è un benefattore……

    Per legge un pensionato che fa il presidente di CdA o il consigliere DEVE farlo aggratis!!!

    Il tuttto e’ una scena di una tristezza e squallore senza paragone ….

    Speriamo che almeno questo metta mano alla questione dei diversi dirigenti a giudizio per peculato in linea con quanto grida il sindaco sulla questione della costituzione di parte civile contro gli indagati aziendali.

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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