PALERMO – I riconoscimenti c’erano, ma troppo traballanti per reggere alla prova del giudice.
Il Gup del Tribunale di Palermo ha assolto Roberto Torres dall’accusa di rapina a mano armata. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a cinque anni di carcere. È passata la tesi dei difensori, gli avvocati Enrico Bennici e Lucio Vetrano, che hanno evidenziando l’inattendibilità e l’inaffidabilità del riconoscimento fotografico effettuato dalla proprietaria di una profumeria.
Il colpo fu messo a a segno un anno fa. I due rapinatori, armati di coltello, fecero irruzione nell’attività commerciale nella zona di Partanna Mondello. Urlavano: “Posa il telefono…. perché è una rapina, dammi i soldi, tutto… dobbiamo mangiare”. Alla fine si portarono via 700 euro e alcune confezioni di profumi.
Al momento del colpo nel locale c’era anche una cliente. Entrambe furono convocate in commissariato. Descrissero i rapinatori, ma non li riconobbero nell’album delle foto segnaletiche. Almeno così avvenne alla prima convocazione. Alla seconda, con nuove foto davanti agli occhi, puntarono il dito contro Torres, pregiudicato di 40 anni.
L’iniziale “non riconosco nessuno, non me lo ricordo” divenne “è lui senza ombra di dubbio”. “In definitiva gli elementi di prova acquisiti non configurano – scrive il giudice Filippo Serio – quella convergenza del molteplice che giustifica una affermazione di responsabilità”.
Da qui l’assoluzione dell’imputato la cui posizione processuale era separata dall’altro presunto autore della rapina che ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario.


