Giornale L'Ora, l'evento| al Teatro Santa Cecilia - Foto - Live Sicilia

Giornale L’Ora, l’evento| al Teatro Santa Cecilia – Foto

"Non ricordiamo solo il giornale, ma una scuola dell'informazione".

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PALERMO – L’Ora, una passione mai spenta. Anche se non è più nelle edicole, resta ancora nei cuori di fieri giornalisti a testimonianza per le nuove generazioni che non hanno conosciuto questo piccolo e glorioso quotidiano palermitano.  Nel decennale della scomparsa di Vittorio Nisticò, direttore storico del giornale, una targa, una via intitolata( via Giornale L’Ora) e un libro, in memoria di una lezione di giornalismo e di impegno civile.
Un “reading” di articoli giornalistici e intermezzi musicali al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, ieri 29 settembre 2019, curati dal  Brass Group e tantissime iniziative per  una “Edizione straordinaria” in grande stile, promosse dal Comitato ex giornalisti de L’Ora. Immagini relative al quotidiano, letture di testi editoriali, con particolare riferimento alle figure di Vittorio Nisticò, Mauro De Mauro, Salvo Licata e Nino Sofia, interpretate da Costanza Licata, accompagnata al piano da Ignazio Garsia. E ancora anticipazioni delle pagine del libro “L’Ora – Edizione straordinaria”, romanzo di un giornale raccontato dai suoi cronisti, che la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana pubblicherà a ottobre. Un omaggio non solo a un giornale, ma a una scuola dell’informazione, un livello così alto di analisi politica, sociale e culturale che ha rappresentato l’informazione italiana e le sfide sempre attuali.  Una simbiosi tra Giornalismo popolare e intellettuale. L’alto spessore culturale in un piccolo giornale, che ha fatto la storia del Giornalismo di questa città. La chiusura del quotidiano del pomeriggio di 27 anni fa, una grave perdita per il capoluogo siciliano, alto riferimento per tanti anni e  avanguardia dell’informazione. Quelle grandi “forbici”con cui il direttore Vittorio Nisticò ritagliava la foto per la prima pagina, erano la metafora di quel taglio giusto con cui il giornale sapeva trovare e descrivere le vicende palermitane. Un evento memorabile, il 29 settembre 2019, nel ricordo leggendario ed emblematico del quotidiano L’Ora, sempre in prima linea nel denunciare la mafia, l’illegalità e i cambiamenti sociali.

La foto in prima linea, una caratterizzazione simbolica del giornale, che coglieva i fatti eclatanti come già avveniva nei tabloid inglesi. La vignetta, elemento caratterizzante e allegorico del quotidiano siciliano con cui venivano descritti i fatti e l’ironia con cui si tendeva a sdrammatizzare il fenomeno mafioso. ( Falcone su una piovra, e accanto un corvo, la testa di un serpente, una talpa: un tratto di matita rappresentava tutto quello che era successo nel corso di un anno). L’Ora ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un punto fermo di questa terra con la sua cultura e la sua storia. Una testata giornalistica di grande espressione e abilità analitica raccontata per decenni da prestigiosi giornalisti e intellettuali. Pagine di cultura  straordinarie con  i contributi di Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Renato Guttuso, Bruno Caruso, Michele Perriera, Danilo Dolci, e tanti altri intellettuali siciliani e non, presenti nella redazione di Piazzetta Napoli. Un modo di fare Giornalismo diverso e tuttavia unico. Un prestigioso “happening”, il 29 settembre,  in memoria  della storia del quotidiano palermitano negli anni della direzione di Vittorio Nisticò, tra il 1954 e il 1975.


La storia del giornale L’Ora, che chiuse i battenti nel 1992,  intrecciata con quella della città di Palermo e con la carriera di tanti giornalisti, intellettuali, scrittori poi diventati famosi, che frequentarono la redazione e che fecero del L’Ora qualcosa di più di un semplice giornale d’opposizione. Era l’unico quotidiano ad avere una terza pagina dedicata alla cultura degna di questo nome e privilegio secondo molti intellettuali.  L’Ora rivive attraverso la testimonianza di alcuni dei giornalisti protagonisti di quella stagione, formatisi nella redazione  e oggi firme autorevoli nelle redazioni dei principali quotidiani italiani. Tra loro, Marcello Sorgi, Francesco La Licata, Franco Nicastro, Piero Violante, Antonio Calabrò, Letizia Battaglia e tanti altri.  Il racconto delle battaglie del giornale, nato per iniziativa della famiglia Florio il 21 aprile del 1900 e chiuso l’8 maggio del 1992, si intreccia così con i casi di cronaca più significativi. È in quest’epoca che nasce il giornalismo antimafia. Le inchieste sulla mafia avevano portato all’attentato dinamitardo contro il giornale che subito dopo era pronto a continuare a fare il suo importante lavoro. E ancora  i drammi che hanno portato alla morte di tre cronisti de L’Ora, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato. Un percorso che attraversa la storia della Sicilia, dalla prima inchiesta antimafia nel 1958 fino al terremoto del Belice, dal governo regionale di Silvio Milazzo alla guerra di mafia degli anni ‘80, impreziosito dalla collaborazione di intellettuali come Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, fino alla chiusura del giornale, nel 1992, a pochi giorni dalla strage di Capaci.

La mafia è diventata invisibile ma resta ben visibile in certe realtà. L’Ora era un giornale che riusciva a raccontare il groviglio di interessi tra mafia e politica, che rompeva gli schemi di certi quotidiani che sembravano asserviti al potere. Una delle verità  espresse dal giornale era che il potere è silenzio, il silenzio è potere.  La missione che il giornale assumeva  era sfidare e rompere l’arroganza del potere, di ogni potere, che vuole il silenzio.


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