CNA Catania esprime apprezzamento per il nuovo Regolamento comunale sui dehors approvato dal Consiglio comunale, ma chiede ulteriori modifiche per ampliare la platea delle attività che potranno usufruire degli spazi esterni. L’associazione di categoria, pur riconoscendo i miglioramenti introdotti durante l’iter di approvazione, critica l’esclusione delle imprese dell’artigianato alimentare prive di somministrazione assistita.
Secondo CNA, il provvedimento rappresenta un passo avanti per garantire regole uniformi agli operatori economici e una migliore gestione dello spazio pubblico, ma presenta ancora alcuni aspetti da rivedere.
CNA Catania sul nuovo regolamento dehors
L’associazione sottolinea come il confronto sviluppato durante l’esame del provvedimento abbia consentito di apportare modifiche ritenute significative rispetto alla proposta iniziale.
“In particolare apprezziamo la semplificazione delle procedure per le tipologie meno impattanti, l’introduzione di meccanismi premiali per i progetti di rigenerazione urbana e alcuni correttivi sul sistema sanzionatorio”, affermano i vertici di CNA Catania che però evidenziano come “permangono alcune questioni che, a nostro avviso, non trovano ancora una soluzione pienamente soddisfacente. Restano, infatti, elevati gli oneri previsti per alcune tipologie di dehors, continuano a sussistere vincoli particolarmente stringenti nelle aree del centro storico e permane un impianto sanzionatorio che, pur migliorato, presenta ancora profili di rigidità”.
“Ma la questione che riteniamo più rilevante – continuano – è di natura politica e riguarda l’esclusione delle attività artigianali alimentari prive di somministrazione assistita. Il regolamento compie un importante passo avanti estendendo correttamente la disciplina a librerie e biblioteche, riconoscendo il valore culturale e sociale che queste attività svolgono nello spazio pubblico. Una scelta che condividiamo. Proprio per questo appare ancora più difficile comprendere la decisione di mantenere l’esclusione di gelaterie artigianali, pasticcerie, rosticcerie, panifici, gastronomie e, più in generale, delle attività artigianali di preparazione e vendita di prodotti alimentari destinati al consumo diretto”.
Le richieste per l’artigianato alimentare
Per CNA Catania, il regolamento continua a penalizzare un comparto che rappresenta una parte rilevante dell’economia e dell’offerta turistica cittadina. L’associazione ricorda di avere proposto, nel corso del confronto con l’Amministrazione e il Consiglio comunale, soluzioni già adottate in altre grandi città italiane.
“Non chiedevamo di equiparare un laboratorio artigianale a un ristorante o a un pubblico esercizio con servizio al tavolo – dichiara – Avevamo proposto soluzioni già sperimentate in città come Palermo e Napoli, dove il riconoscimento dell’artigianato alimentare è stato affrontato con maggiore apertura e capacità regolatoria. Modelli che abbiamo formalmente sottoposto all’attenzione del Sindaco Enrico Trantino e del Consiglio comunale senza trovare accoglimento. Su questo punto riteniamo che la politica avrebbe potuto compiere una scelta più coraggiosa e più coerente con il ruolo che l’artigianato alimentare svolge nella costruzione dell’immagine e dell’attrattività di Catania”.
“La politica – afferma ancora CNA Catania – aveva davanti una scelta: limitarsi a recepire una lettura burocratica e restrittiva oppure affermare una visione più moderna, capace di valorizzare anche l’artigianato alimentare come presidio di qualità urbana, elemento identitario della città e componente essenziale della sua offerta turistica. Su questo punto, purtroppo, ha prevalso la prudenza degli uffici rispetto al coraggio della decisione politica“.
Il ruolo della politica e le prospettive
CNA evidenzia inoltre come il nuovo regolamento lasci ancora ampi margini di valutazione alla Conferenza di Servizi, chiedendo invece criteri più chiari e scelte politiche definite su temi che incidono sul modello di sviluppo della città.
Secondo l’associazione, l’esclusione dell’artigianato alimentare non rappresenta un vincolo tecnico inevitabile, ma una precisa decisione politica che potrebbe essere rivista: “Accogliamo tuttavia con favore le dichiarazioni rese in Aula dal Presidente della Commissione Urbanistica che ha riconosciuto come il regolamento approvato non esaurisca tutte le esigenze presenti in città e che sarà ulteriormente ampliato e migliorato”.
L’associazione conclude confermando l’intenzione di proseguire il confronto con le istituzioni affinché anche le botteghe dell’artigianato alimentare possano essere inserite in una disciplina che favorisca uno sviluppo equilibrato e inclusivo dello spazio pubblico, valorizzando il loro contributo all’identità economica, culturale e turistica di Catania.

