CATANIA – Revocata la confisca della Metal Ferrosi e della Giada Immobiliare. Lo ha deciso La Corte d’Appello di Catania, sezione Misure di Prevenzione, in riforma (parziale) della sentenza di primo grado che aveva emesso il provvedimento patrimoniale. Accolto quindi il ricorso presentato dal collegio difensivo composto dagli avvocati Michele Ragonese e Francesco Occhipinti, che assistevano i terzi interessati nel procedimento.
Ritornano quindi nelle mani dei titolari le quote delle due società sequestrate alcuni anni fa nell’ambito di un procedimento nei confronti di Massimo Leonardi e Daniela Strano, finiti nel mirino della magistratura per il loro legame (anche familiare) con Alessandro Bonaccorsi, esponente di spicco del clan Cappello. Leonardi e Strano, inoltre, sono imputati nel processo scaturito dall’indagine della Squadra Mobile “Revenge IV” per traffico di droga. Nel corso di una perquisizione inoltre a casa di Massimo Leonardi furono trovati quasi 400 mila euro in contanti nascosti in una botola.
Tornando alla Metal Ferrosi la Corte d’Appello ha ritenuto di accogliere i rilievi difensivi, rivelando alcuni aspetti. “In primo luogo – scrivono i giudici di secondo grado – va ribadito che non opera nel caso di specie la presunzione di intestazione fittizia e inoltre – aggiungono – non è condivisibile la tesi del primo decidente circa la sussistenza di un rapporto di convivenza tra Massimo Leonardi e Felice Leonardi (il padre del primo, ndr)”. Conclusione, quest’ultima, a cui la Corte d’Appello arriva dopo l’analisi di una serie di certificazioni che attestano come padre e figlio abbiano una residenza diversa. Oltre questo la consulenza peritale ha permesso di “escludere con convincenti e condivisibili argomentazion” che nella società Metal Ferrosi vi “sia stato un repentina ascesa imprenditoriale in quanto il fatturato ha avuto un andamento crescente, costante e più che proporzionale”. La Corte d’Appello dunque ha chiarito che le “risultanze peritali non consentono di affermare con certezza che i proposti (Massimo Leonardi e Daniela Strano) abbiano di fatto utilizzato i beni in sequestro (attraverso il finanziamento di denaro di provenienza illecita) al di là della mera intestazione formale in capo a Leonardi Salvatore e Leonardi Felice”. Da questa valutazione i giudici di secondo grado hanno deciso di revocare la confisca delle due società: Metal Ferrosi e Giada Immobiliare, quest’ultima strettamente legata alla prima.
La Corte d’Appello ha confermato nel resto la sentenza di primo grado. Restano quindi confiscati quattro di terreni undici fabbricati e alcuni automezzi. Così come sono state confermate le misure di prevenzione personale nei confronti di Massimo Leonardi e della moglie Daniela Strano. “Appare pienamente sussistente e concreto, come rilevato dal decidente di primo grado – scrivono i giudici d’Appello – il presupposto dell’esistenza di indizi di attuale pericolosità”. Leonardi è sottoposto alla misura di sorveglianza speciale per la durata di anni due e mesi sei con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e obbligo di presentazione bìsettimanale all’autorità di P.S. nonché cauzione di 10 mila euro, la moglie invece è sottoposta alla sorveglianza speciale per la durata di un anno e mezzo con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e cauzione di dieci mila euro.

