CATANIA – C’è un colpo di scena nel procedimento Fake Credits della Procura etnea: a meno di una settimana dall’esecuzione del blitz, sono state revocate tutte le misure a carico del noto imprenditore Salvatore Debole, amministratore unico dell’istituto di vigilanza privata ANCR.
La decisione
Con il parere favorevole del pubblico ministero Fabio Regolo, il Gip Montuori ha revocato la custodia domiciliare a carico di Salvatore Debole e le ulteriori misure a carico di Claudia Debole e Federico Risicato. Dopo l’esecuzione del blitz sono emersi elementi che indirizzano l’accusa nei confronti di quelli che sono ritenuti i “veri responsabili” del sistema di truffe fiscali. Tra questi non rientra Debole ed è stato proprio il Pm Regolo a volere la revoca delle misure.
Il documento
Debole è assistito dall’avvocato Nino Grippaldi, che ha presentato un documento che lascia pochi spazi alle perplessità: copia di una denuncia contro le società riconducibili al noto commercialista Paladino.
È questa la prova che dimostra – secondo la tesi difensiva che ha trovato accoglimento tra gli inquirenti – come l’imprenditore ai vertici dell’istituto di vigilanza sia vittima e non complice del sistema portato alla luce dalle indagini.
Il profilo
Già ai vertici di Federsicurezza, Salvatore Debole è amministratore unico dell’ANCR, un vero e proprio colosso nel settore della vigilanza. Imprenditore in prima linea nel rappresentare gli interessi di categoria in Confcommercio, è stato sempre al di sopra di ogni sospetto.
Il commento
Dalle intercettazioni e dagli atti “emerge – spiega a LiveSicilia l’avvocato Nino Grippaldi – come Debole sia stato raggirato e per questo aveva presentato, in tempi non sospetti, una denuncia, dopo aver pagato oltre 3 milioni di euro per la compensazione dei crediti”.
“Ringrazio la Procura – conclude Grippaldi – per aver esaminato gli atti confermando l’estraneità del nostro assistito alle accuse”.

