Conca d'Oro, rebus riapertura dopo l'incendio: nodo ammortizzatori

Conca d’Oro, incognita riapertura. Nodo ammortizzatori sociali

incendio centro conca d'oro
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
I sindacati chiedono di incontrare la governance del centro commerciale. Tavolo con Tamajo

PALERMO – Le fiamme sono spente e la colonna di fumo che martedì 1 settembre sovrastava il centro commerciale Conca d’Oro di Palermo è scomparsa ma la nube nera che avvolge il futuro dei lavoratori resta, in tutta la sua drammaticità. Le stesse incognite che riguardano la data della possibile riapertura del centro commerciale.

Incendio al Conca d’Oro, 1.500 famiglie nel limbo

L’incendio della struttura che fu costruita dall’allora presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha gettato nello sconforto 1.500 famiglie: 1.200 lavoratori impiegati all’interno dei negozi del centro, più altri trecento che, tra indotto (pulizie e sicurezza, ad esempio) e dipendenti a tempo determinato in attesa di rinnovo, ruotavano attorno al centro di via Giuseppe Lanza di Scalea.

Un mondo che ora guarda col fiato sospeso a chi dovrà adottare le decisioni sul futuro del centro commerciale, con tempi e tabelle di marcia. Scelte che dovranno essere fatte dal collegio dei curatori di Compal Srl, società della galassia Zamparini finita in liquidazione giudiziale.

L’incendio al Conca d’Oro

Il capitolo degli ammortizzatori sociali

Il primo passo sarà un censimento delle varie realtà imprenditoriali che erano attive all’interno del centro commerciale: almeno un centinaio, secondo i primi calcoli, e ciascuna con caratteristiche diverse. Dal piccolo punto ristoro con meno di cinque dipendenti ai grandi marchi presenti all’interno della struttura.

Ogni realtà dovrà sedersi con i propri esperti del lavoro e studiare un piano. La prima mossa per tanti, dopo le immagini devastanti dell’incendio (VIDEO), è stata quella delle ferie forzate o dei trasferimenti in altre sedi, ma a seguire dovrà arrivare il tempo degli ammortizzatori sociali che daranno una boccata d’ossigeno a chi non ha più un lavoro. L’incertezza, per ora, è il sentimento dominante.

Che cos’è il Fis e come funziona

Per i lavoratori del commercio si guarda soprattutto al Fis (Fondo d’integrazione salariale), gestito dall’Inps. Il Fondo paga una parte dello stipendio ai lavoratori (l’80% circa della retribuzione globale) quando un’azienda riduce o ferma l’attività lavorativa e interviene quando non è possibile erogare la Cassa integrazione.

Per le aziende che hanno occupato mediamente fino a cinque dipendenti, l’assegno viene riconosciuto per 13 settimane. Le realtà con più di cinque dipendenti, invece, possono contare su un sostegno di 26 settimane. Per le aziende con oltre cinquanta dipendenti sarà possibile attivare la Cassa integrazione straordinaria.

Filcams Cgil: “Si superi al più presto la fase di stallo”

“I lavoratori in questo momento si trovano nella terra di nessuno – è l’allarme lanciato da Giuseppe Aiello, segretario generale Filcams Cgil Palermo -. Siamo ancora in attesa di un provvedimento ufficiale di sospensione delle attività da parte delle istituzioni competenti. C’è una fase di stallo che va superata al più presto”.

L’altra incognita riguarda i tempi di riapertura del centro commerciale: “Non sappiamo quanto durerà la chiusura del Conca d’Oro, né se ci sarà la possibilità di investire fin da subito dei capitali per la riapertura – ancora Aiello -. Siamo molto preoccupati”. Il segretario generale Filcams Cgil Palermo lancia poi una domanda: “Il sistema antincendio si è attivato prontamente?”.

Il segretario della Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello

LegaCoop Sicilia: “Sicurezza e celerità nella riapertura”

Il tema della sicurezza e della riapertura del centro è stato affrontato anche da LegaCoop Sicilia, che ha tra i suoi soci l’ipermercato SpazioConad del Conca d’Oro. “I tempi della riapertura devono essere gestiti con la necessaria celerità, senza alcuna scorciatoia sulla sicurezza, ma evitando qualsiasi ritardo – ha osservato Filippo Parrino, presidente di LegaCoop Sicilia -. Con la consapevolezza che tempi eccessivamente lunghi per la riapertura potrebbero compromettere definitivamente la continuità di molte imprese e, con essa, il futuro occupazionale dei lavoratori e delle loro famiglie. Per questo è necessario che istituzioni, organismi tecnici, imprese e rappresentanze dei lavoratori operino con il massimo coordinamento e senso di responsabilità”.

Lettera dei sindacati all’azienda

I sindacati, intanto, si muovono in maniera coordinata. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto un incontro alla governance del Conca d’Oro per potere avere “con urgenza” informazioni “dettagliate e ufficiali” sulla situazione della struttura e “sulle prospettive” di ripristino” delle condizioni di sicurezza e agibilità. Sulla ipotesi di una parziale riapertura della parte di struttura non coinvolta dalle fiamme, il sindaco Roberto Lagalla, che incontrerà i curatori della liquidazione giudiziale, è parso possibilista ma i sindacati chiedono di avere notizie certe sulla possibilità di una riapertura parziale del centro commerciale, limitatamente alle aree non interessate dall’incendio e “ritenute idonee” sotto il profilo sicurezza. Il tema di un eventuale intervento delle assicurazioni per la ripartenza, invece, è ancora prematuro: bisognerà attendere l’evoluzione delle indagini.

La Regione: “Pronti a supportare i lavoratori”

La Regione, intanto, segue l’evoluzione della vicenda e assicura il massimo sostegno. “Quanto accaduto suscita forte preoccupazione – ha detto il governatore Renato Schifani -. Ai lavoratori e alle loro famiglie, che stanno vivendo ore difficili, va la mia sincera vicinanza”. Sulla stessa linea l’assessora al Lavoro Nuccia Albano: “Comprendiamo l’apprensione dei tanti lavoratori coinvolti e siamo loro vicini. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione, vigilando sulle possibili conseguenze per l’occupazione e garantendo la massima disponibilità per l’attivazione di tutte le politiche attive”.

Il riferimento di Albano è alla possibilità di coinvolgere i lavoratori del centro commerciale in corsi di formazione per la riqualificazione professionale. Un modo per aggiornare le competenze e consentire ai lavoratori un rientro più agevole nel mercato del lavoro, dando loro un sussidio durante il periodo di formazione. Si tratta, però, di uno step successivo agli ammortizzatori sociali immediati che potranno essere erogati dall’Inps.

Tamajo convoca un tavolo

L’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, ha convocato un tavolo per venerdì 4 settembre con i soggetti interessati e con le strutture competenti dell’assessorato. L’obiettivo è “comprendere quali risorse e quali strumenti possano essere messi in campo nell’immediato per sostenere le attività colpite e contribuire a risollevare nel più breve tempo possibile questa importante realtà economica e occupazionale di Palermo”.

Leggi anche

Conca d’oro, Schifani: “Vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie”

Incendio al Conca d’oro, Tamajo: un vertice per individuare degli aiuti

“C’è l’inferno qua dentro”: centro Conca d’oro devastato VIDEO

Edy Tamajo
L’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo

Il Pd chiede una seduta della commissione Attività produttive

Preoccupazione per il futuro dei lavoratori del centro commerciale è stata espressa anche dal vice capogruppo del Pd all’Ars, Mario Giambona. “Bisogna prestare la massima attenzione alle conseguenze che l’incendio potrebbe avere sul piano occupazionale – ha sottolineato -. In attesa di conoscere con maggiore precisione l’entità dei danni, i tempi necessari per la messa in sicurezza della struttura e tempistiche per la riapertura, è fondamentale individuare ogni possibile misura di tutela”. Giambona ha poi annunciato l’intenzione di  chiedere un’audizione presso la commissione Attività produttive dell’Ars.

Le indagini sull’incendio al Conca d’Oro

Proseguono, intanto, le indagini per capire l’origine dell’incendio. Al Conca d’Oro, con gli esperti del Nucleo investigativo antincendi territoriale dei vigili del fuoco, ci sono anche carabinieri e polizia. L’ipotesi privilegiata è quella che le fiamme possano essere state innescate da un problema elettrico, come un cortocircuito ad un impianto di condizionamento di un locale commerciale.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI