CATANIA. In strettissimo accento romano il pregiudicato ed ex procuratore Fabrizio Milozzi chiarisce al telefono, parlando con una non meglio precisata interlocutrice, il sistema di riciclaggio di denaro messo in moto dai guadagni facili provenienti dall’attività di alterazione dei risultati delle partite di calcio che gli intermediari erano sicuri di acquisire grazie alla corruzione di alcuni giocatori.
Milozzi: “Sta storia finisce prima o poi…più tardi finisce, meglio è”.
“Pensa quando quei venti si trasformeranno in mezze piote…sempre quattromila sono…quelli sono quattromila giusto?…sarebbero otto foglietti…otto melanzane…te ne metti pure in tasca…per esempio con otto melanzane devi andare otto volte in banca”.
Le intercettazioni telefoniche legate all’inchiesta “Il treno del gol” si arricchisce alla spicciolata, dunque, di altre rivelazioni. E c’è persino il sistema col quale – per non dare troppo nell’occhio- dev’essere versato il taglio delle banconote derivanti dal giro delle scommesse: “Quindi versi 500…dovresti fare in questo modo, versi…Un giorno appresso due giorni dopo una da 500…poi un’altra mazzetta da venti, altri due versamenti con quella da venti, un’altra da 500 e finisci con una venti…le mischi”.
E, poi, il pressing per “l’acquisto” del benestare di alcuni giocatori. Il procuratore ed agente Fifa Fernando Arbotti fa il punto della situazione con l’ex collaboratore del Genoa, Pietro Di Luzio:
Arbotti: “Allora senti ho sentito quell’amico che è interessato all’acquisto al business nostro e mi ha detto, senti bene, lui c’ha 4, boh 3 cose o 3-4 cose da risolvere prima ma lo farà a breve e poi si dedica al nostro business quindi io poi lo rincontro e vado un pò più dentro nei discorsi”.
DL: “Ho capito”
A: “…C’ha queste cose da sbrigare insomma, prima mi ha detto 4 po 4-3 ton magari!…Una cosa in più in mano. Alle 8 finisco, fermo restando l’altro discorso”.
DL: “Eh!”
A: “…Quindi mi ci vuole un 4 ore, quindi 4 dalle 4 alle 8 finisco insomma dai!”.

