CATANIA – “Hanno trovato rifugio nella caserma dei carabinieri”. Francesco Gargaro, comandante provinciale dell’Arma racconta i retroscena della rissa scoppiata all’interno della Caserma della Compagnia di Palagonia dove due amici hanno cercato riparo per sfuggire all’aggressione di tre persone che poi sono finite in manette. Ad avere la peggio è stato il carabiniere che non appena si è accorto della violenza è intervenuto per sedare la lite e invece è stato colpito con un bastone all’avambraccio destro, riportando lesioni e traumi con una prognosi di 25 giorni. E pensare che per il carabiniere era solo il terzo giorno di servizio a Palagonia.
La notizia dell’arresto è stata già diramata ieri dal Comando provinciale attraverso un comunicato. In manette sono finiti tre persone: Salvatore Caniglia, 33 anni, con precedenti per droga e reati contro il patrimonio e i due nipoti ventenni incensurati. I tre sono detenuti nel carcere di Caltagirone: la magistratura ha infatti convalidato la misura cautelare delle detenzione in un istituto penitenziario. “La rissa era scoppiata sabato pomeriggio nella piazza di Palagonia per una questione relativa all’affitto di un immobile – racconta Gargaro – i due affittuari (uno originario di Castel di Judica e l’altro del comune calatino) sono fuggiti in macchina tentando di seminare i tre proprietari”. I due amici hanno visto aprirsi il cancello della caserma e si sono piombati all’interno, ma sono stati seguiti e l’aggressione è continuata nel cortile interno. A quel punto l’intervento del carabiniere e poi l’arresto. Si pensa che tra le vittime e i tre arrestati ci fossero già vecchie ruggini: inspiegabile sarebbe infatti una tale reazione violenta.


