Ritorna la Giornata nazionale | della colletta alimentare

Ritorna la Giornata nazionale | della colletta alimentare

Una iniziativa promossa anche quest’anno dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus. Messina: “Ognuno di noi può fare un piccolo miracolo”.

Il 28 novembre
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CATANIA. Donare scalda il cuore e serve farlo sempre di più. Il numero dei poveri è tristemente in aumento, un fenomeno preoccupante che allarma come riportato dai recenti dati Istat. Ma qualcosa per aiutare le tante famiglie in difficoltà si può fare sin da subito. Sabato 28 novembre si svolgerà la 19° giornata nazionale della colletta alimentare. Quest’oggi presentata l’iniziativa a Tremestieri Etneo alla presenza del sindaco Santi Rando con Domenico Messina, direttore del Banco Alimentare della Sicilia onlus, Filippo Immè, presidente dell’associazione Accoglienza e Solidarietà e la signora Pina Indiogene dell’Associazione Cappuccini di Catania.

“Tremestieri Etneo – ha spiegato il sindaco Rando – è vicina alla tematica della solidarietà che investe non soltanto il mio territorio comunale, con un aumento del disagio soprattutto nel Mezzogiorno. Ecco perché non possiamo rimanere fermi e anche Tremestieri intende dare un segnale che serva da esempio nella promozione della Colletta Alimentare sia verso l’Amministrazione sia verso i cittadini. Oggi la difficoltà è globale e bisogna intervenire, a volte in modo eclatante a volte in modo silenzioso, sanando quelle difficoltà che portano le famiglie a una crisi che, partendo dalla mancanza del cibo, investe i valori stessi del nucleo familiare e la crescita dei figli. Disagio che andrebbe affrontato – ha concluso Rando – facendo rete con gli altri Comuni”.

Ma tornando ai dati Istat pubblicati a luglio 2015 per il 2014, questi sono impietosi e parlano chiaro: in Italia risultano in condizione di povertà assoluta 4.102.000 individui, di questi 1.866.000 risiedono nel Mezzogiorno, 2.044.000 sono donne, 1.045.000 sono minori, 857.000 hanno un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, 590.000 sono anziani. Un dato in parte positivo, quindi, anche se non lo è rispetto alla media dell’Unione Europea con la quale ha uno scarto di quattro punti percentuali in più. Stiamo parlando – come pubblicato dall’Ansa il 23 novembre 2015 – “del 28,3% della popolazione, secondo le stime Istat, e del fatto che nel 2014 una persona su 4 in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale, che il 19,4% è a rischio povertà, che l’11,6% vive in famiglie gravemente deprivate e che il 12,1% in famiglie a bassa intensità lavorativa” – dice Rando.

Ma l’invito a donare è rivolto anche quest’anno dalla fondazione Banco Alimentare che dà aiuto a più di un milione e mezzo di persone bisognose in Italia – di cui 135.000 sono bambini fino a 5 anni di età – tramite le 8.100 strutture caritative convenzionate in tutta Italia. In Sicilia è il Banco Alimentare della Sicilia assiste circa 168.143 persone nelle sette province, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Siracusa e Ragusa. Di questi 15.939 bambini sotto i 5 anni, 125.607 persone tra i 5 e i 65 anni, 26.597 gli over 65 secondo una classificazione che segue soprattutto il ciclo della dentizione.

Contribuire sarà facilissimo e veloce. Basterà acquistare in tutti gli esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa, beni a lunga conservazione, come: olio, alimenti per l’infanzia, scatolame, pasta, biscotti, farine (pesce, carne, legumi, pelati e sughi) che verranno poi distribuiti alle strutture caritative, mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà e centri d’accoglienza. “Quest’anno – ha detto Domenico Messina – in forza dell’appello che ci ha fatto il Papa vorrei sottolineare non soltanto i numeri ma l’importanza della persona umana. Ecco perché la 19° Colletta Alimentare quest’anno mette in primo piano la persona: è l’azione di ogni ognuno di noi che può fare la differenza realizzando quel piccolo miracolo, auspicato anche da Papa Francesco. La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è il momento più importante dell’anno per il Banco – prosegue Messina – sia perché ci consente di aiutare chi ha bisogno sia perché rappresenta il raggiungimento di un appagamento e di una felicità non replicabili. Per rendersene conto basta guardare i visi dei volontari con la pettorina gialla, che stanno nei supermercati, o quelli di chi scarica gli scatoloni, che arrivano nel magazzino anche grazie alla collaborazione dell’Esercito”.

Ma il Banco Alimentare non è l’unica iniziativa di solidarietà che ha visto la luce. Ne è un esempio l’attività portata avanti dalla signora Pina Indiogene dell’Associazione Cappuccini, anche se nella zona di via Plebiscito tutti la conoscono come La Casa dal Portone Verde. Essa è in effetti proprio la casa della signora Pina utilizzata, da vent’anni ormai, come sede per la distribuzione del cibo alle famiglie più bisognose del quartiere. E sono 120 queste famiglie. “È nato tutto grazie a mia figlia Antonella, allora quindicenne, che non riusciva a capire – racconta Pina Indiogene – perché un bambino dovesse rovistare nella spazzatura per cercare qualcosa da mangiare. Poi lei si è sposata, si è trasferita a Milano e sono rimasta io a distribuire il cibo che mi dà il Banco Alimentare. Io e 40 giovani volontari che mi aiutano tutti i giorni”.

Un altro esempio è il progetto “Spendiamoci Bene” che il Banco Alimentare sta portando avanti con una rete O.d.V che vede, come capofila, l’associazione Accoglienza e solidarietà insieme a Mani Tese Sicilia, Mettiamoci in Gioco, Centro Aiuto alla Vita, Fraternità di Misericordia Maria Immacolata e altre organizzazioni anche di Siracusa, Avola e altre città. Il progetto si concretizza in un Emporio Solidale la cui sede è stata presa in affitto in via Luigi Sturzo a Catania e proporrà generi alimentari, prodotti per l’igiene personale e della casa, prodotti per l’infanzia e la scuola, giocattoli e vestiario e sarà destinato alle famiglie indigenti.

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