Tregua armata tra i grillini dell'Ars| Nessuna scissione, separati in casa

Tregua armata tra i grillini dell’Ars| Nessuna scissione, separati in casa

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Commenti

    Se si votasse oggi di questi 20 miracolati ,massimo 2 sarebbero eletti.Comunque consiglio loro di cominciare a cercarsi un lavoro serio.

    Una vergogna determinata dalla incompetenza e presunzione. Il movimento non può fare delle scelte sul pensiero di mille voti on Line espressi da persone sconosciute e incompetenti che prima approvano una alleanza e poi la smentiscono alleandosi con soggetti volponi che gestiscono l’Italia da 30 anni. Persone che rinnegano le leggi approvate poco prima. I vecchi comunisti, ora PD e Renziani, sono sempre gli stessi affaristi di sempre e ora si sono inventati le sardine per riappropriarsi dei voti prima andati al movimento. Avete distrutto un grande movimento, provate ora di salvaguardare i voti i sicilia ma non per la vostra poltrona ma per i siciliani che non meritano di essere governati da questi politici

    Figuriamoci se questi possano mollare la poltrona,e quando l’avranno una prossima volta?….dovrebbero cercarsi un nuovo lavoro e mai retribuito come adesso……questi perchè erano contro la casta,la vecchia politica…onestà onestà onestà………

    Il problema è uno solo le continue diaspore dal movimento cinque stelle hanno dato uno scossone incredibile alla credibilità del movimento che continuando così finirà per scomparire molto più velocemente di come è nato e alle prossime scadenze elettorali non supererà più alcuna soglia di sbarramento, ma perché i parlamentari grillini scappano dal movimento? Forse perché hanno tutti maturato un nuovo percorso polico ed ideologico OPPURE PERCHÉ SI SONO SCOCCIATI DI DOVERE LASCIARE COSPICUA PARTE DI RETRIBUZIONE AL MOVIMENTO? Se il movimento vuole evitare la sua fine deve impedire la progressiva fuga di persone che prima di essere elette magari faticavano a tirare avanti e adesso vedono gli altri parlamentari papparsi per intero la loro retribuzione e giustamente , quando si tocca la propria saccoccia , maturano un nuovo percorso politico E ALLORA FATELA FINITA CON QUESTA REGOLA OBSOLETA NON AVETE CAPITO CHE ALLA GENTE COMUNE NON FREGA NIENTE CHE IL MOVIMENTO SI DECURTI LA RETRIBUZIONE MA INTERESSA SOLO CHE LAVORI PER IL BENE DEL PAESE E CHI LAVORA PER IL BENE DEL PAESE DEVE ESSERE GIUSTAMENTE RETRIBUITO COME PEREVISTO PER UN PARLAMENTARE ANCHE PERCHÉ SE LO OBBLIGATE A DECURTARSI LA RETRIBUZIONE QUELLO POI MATURERA UN NUOVO PERCORSO POLITICO A SACCOCCIA PIÙ LEGGERA DEGLI ALTRI PARLAMENTARI

    Le continue frizioni sono uno dei motivi di lacerazione e di debolezza del M5S in Sicilia e non solo. La litigiosità, la mancanza di comunicazione, e l’assenza costante dalle piazze non promette nulla di buono, anzi provoca una continua emorragia elettorale. La cecità e gli egoismi dei rappresentanti pentastellati hanno ridimensionato il M5S e le aspettative dei cittadini. Paolo Caruso.

    Credo che la sra Foti & co. si dovrebbero occupare di liberare la Sicilia da una classe politica che continua ad inchiodare la regione più bella del mondo ad essere cenerentola di Italia e di Europa anziché.
    Quando il Partito Comunista era vero rappresentante del Popolo, epoca Pio La Torre, occupava l’aula parlamentare per fare dimettere chi era in odore di corruzione o altri gravi reati e quindi cosa aspettano i cosiddetti cittadini ad agire per occuparsi della Sicilia e non del loro benessere a cui mi pare si stiano assuefacendo?
    La questione Morale è sempre attuale e neanche il M5S può fare finta di niente.

    Devo confessarvi che io sono una elettrice del M5S alle scorse regionali e comunali. Oggi pentita di avere buttato il mio voto, Più leggo del loro operato, è quello che mi interessa, più mi accorgo di quanta incompetenza ed approsimazione c’è in tutte le loro attività d’aula e territoriali. Non è il problema la loro giovane età ma la mentalità da vecchio politico che li porta a non volere cambiare nulla di questa terra. Hanno la fortuna di avere un governatore senza maggioranza all’ars e cosa fanno, lo aiutano? Ma che gioco fanno. Il M5S è morto.

    Complimenti davvero, è un commento molto sensato ed equilibrato che dice la pura verità… Discorsi come riduzione del numero dei parlamentari, taglio degli stipendi, etc… sono solo pura demagogia! Possono, ovviamente, intercettare i consensi di populisti, oltranzisti o di chi è abituato a dire di no a tutto: naturalmente questi discorsi fanno inizialmente presa pure sulle masse ma poi la gente si aspetta provvedimenti concreti e non gliene frega più niente se il grillino di turno si riduce lo stipendio oppure non lo restituisce più!!!

    Situazione surreale… Mi sembrano come quelle coppie la cui storia è oramai al capolinea ma rimangono insieme solo “per il bene dei figli” o per pura facciata ma poi si ignorano su tutto o peggio ancora litigano in continuazione in maniera estenuante!

    Il pentimento del proprio voto 5Stelle e addirittura considerarlo buttato mi sembra una esasperata riflessione in un momento di sconforto e di rabbia. Se si analizza lo scenario politico nazionale e regionale nello specifico, chiederei a me stesso e agli altri quale partito oggi meriti la fiducia e il voto da parte degli elettori; sicuramente sono stati commessi errori e le strategie sono risultate opache accompagnate da una buona dose di litigiosità, lacerazioni e in questi ultimi tempi dalla mancanza di una presenza attiva nelle piazze; capisco e posso anche condividere lo sfogo della signora Floriana ma mi chiedo cosa possano offrire di meglio gli altri partiti del vecchio e deleterio sistema. Forse tutti impegnandoci di più, superando egoismi e rancori, nonostante quello che avremmo voluto che fosse il movimento, magari nel peggiore dei modi turandosi il naso, oggi non ci resta che votare per il meno peggiore escludendo sicuramente l’astensione che non ha mai portato nulla di buono se non quello di rafforzare il vecchio potere consolidato. Dott. Paolo Caruso

    Il tempo dei cancellini è finito.Tutti cancellati.

    Vicini, vicini così vi leccherete le ferite insieme, non sono stato mai grillino ma fino a ieri vi ho sempre votato e fatto votare oggi capisco che la vostra funzione è finita non avete capito che avete fatto esattamente ciò che noi elettori volevamo, cioè rompere la politica dei mestieranti, oggi non servite più..grazie per essere esistiti.
    PS non avete capito mai nulla di politica né mai ne capirete .
    ADDIO.

    Questo eravate ed altro non vi poteva accadere che finire così

    Sì il M5S è morto. Ma non venitemi a dire che, con un minimo di raziocinio, non si sarebbe potuto prevedere tutto questo. A me, per esempio, è venuto facilissimo

    che pagliacciata, poi vi chiedete perchè avete perso un partito che volava sul 40%, ridicoli

    Purtroppo amico Marcello il tutto si riducuce ad una mera e semplice questione di soldi , gente che prima di essere eletta non vedeva il becco di un quattrino al momento di una robusta decurtazione della retribuzione che dura da iniziò elezione si rompono le scatole e “ maturano un nuovo percorso politico “ che ovviamente non prevede la decurtazione sostanziosa della retribuzione , attenzione personalmente io non li condanno perché questa è la natura umana quello che si ha non basta mai in particolare se accanto a me siedono parlamentari che percepiscono per intero la loro retribuzione , purtroppo chi si doveva evolvere e capire, mi riferisco ai vari Grillo casaleggio e company, che la decurtazione dello stipendio era semplicemente superata è obsoleta nella sua concezione non ha capito o non ha avuto il coraggio di capire e quindi il movimento ha decretato la sua fine perché nessuno mai voterà una persona che poi quasi sicuramente maturerà un nuovo percorso politico per percepire la intera retribuzione da parlamentare peccato però perché pi che come un grillo hanno cantato come una cicala per una sola stagione anzi mezza stagione

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La sanità che vorrei: ridurre l'overbooking, migliorare l'ascolto La testimonianza del paziente pubblicata da LiveSicilia racconta due facce della sanità: prima attesa, dolore e incertezza; poi competenza, umanità e fiducia ritrovata. Emergono due criticità strettamente collegate: l'overbooking dei pronto soccorso e la scarsa qualità della comunicazione. Come pretendere ascolto e gentilezza da operatori sovraccarichi, spesso esposti anche ad aggressioni? Ridurre gli accessi inappropriati potrebbe diminuire attese, tensioni e aggressività, restituendo tempo e serenità a chi cura. Perché non affiancare ambulatori di medicina generale ai pronto soccorso, collegandoli alle Case della Comunità, dove accompagnare i pazienti non urgenti dopo un'adeguata valutazione clinica? In Emilia-Romagna, Liguria e Valle d'Aosta esistono già esperienze di assistenza territoriale ad accesso diretto. Studiare e replicare i modelli virtuosi dovrebbe essere una regola della buona amministrazione. In Sicilia, invece, secondo i dati al 31 dicembre 2025, soltanto 2 delle 154 Case della Comunità previste erano pienamente operative: appena l'1,3%. Occorre inoltre rendere la buona comunicazione un compito istituzionale, misurarne la qualità, anche con sistemi automatizzati, e valorizzare chi sa ascoltare e informare. Una comunicazione efficace può prevenire incomprensioni, aggressività e contenziosi. La buona comunicazione non deve dipendere dalla sensibilità di pochi, ma diventare un dovere professionale e una garanzia per ogni paziente

Palermo è una città dalle grandi contraddizioni. Accanto alle sue ferite — povertà educativa, disoccupazione e lavoro precario, disuguaglianze, degrado urbano e ambientale, servizi insufficienti e periferie troppo spesso dimenticate — vive una straordinaria ricchezza di energie, competenze, creatività e passione civile. Ogni giorno associazioni, scuole, università, imprese, lavoratori, professionisti, realtà del Terzo Settore, comunità delle varie confessioni religiose, organizzazioni culturali e tanti cittadini costruiscono, spesso lontano dai riflettori, solidarietà, innovazione e speranza. Palermo è viva. E questa energia non può più rimanere dispersa. Le prossime elezioni amministrative possono rappresentare non soltanto un momento elettorale, ma l'occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità collettiva. Per questo chiediamo alla città di non partire dai nomi, dai partiti o dalle candidature. Partiamo da Palermo. Prima ascoltiamo i quartieri. Prima incontriamo i cittadini. Prima definiamo le priorità e costruiamo una visione condivisa. Solo dopo sarà il momento di individuare alleanze, candidature e responsabilità di governo. Vogliamo una Palermo nella quale nessuno sia costretto a partire per trovare lavoro, nella quale i giovani possano studiare, lavorare, abitare e progettare il proprio futuro; una città che investa nella scuola, nell'educazione e nella cultura, perché nessuna periferia sia condannata alla marginalità. Vogliamo una città policentrica, nella quale ogni quartiere sia protagonista e possa diventare luogo di partecipazione, incontro, servizi e progettazione del proprio futuro. Vogliamo una Palermo verde, sostenibile e accessibile, capace di affrontare il cambiamento climatico, curare gli spazi pubblici, migliorare la mobilità, tutelare il patrimonio naturale e garantire servizi dignitosi in ogni parte della città. Vogliamo una città che non lasci indietro nessuno: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, persone senza dimora, migranti e quanti vivono condizioni di fragilità. Il Terzo Settore e il volontariato devono essere riconosciuti come protagonisti delle politiche pubbliche e della costruzione del bene comune. Vogliamo istituzioni trasparenti, competenti e responsabili, nelle quali il cittadino non debba chiedere favori, ma possa esercitare diritti. La legalità deve diventare qualità quotidiana delle istituzioni e della vita democratica. E vogliamo che Palermo ritrovi pienamente la sua vocazione mediterranea. In un Mediterraneo attraversato da guerre, conflitti, migrazioni e disuguaglianze, Palermo può essere luogo di incontro tra popoli, culture e religioni, laboratorio di dialogo, cooperazione e pace. La sua storia e la sua posizione geografica le affidano una responsabilità particolare: costruire ponti, educare alla nonviolenza, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare le relazioni con le città e le comunità delle diverse sponde del Mediterraneo. Ma soprattutto vogliamo restituire ai cittadini il ruolo di protagonisti della democrazia. La partecipazione non può essere limitata al giorno del voto. Deve diventare una pratica quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e negli spazi della città. I cittadini devono poter proporre, discutere, controllare e valutare le scelte pubbliche.

E noi che abbiamo fatto il COVID lavorando con le cooperative negli ospedali a Catania, e provincia questo e stato il merito che ci hanno dato, siamo inquadrati come ausiliari e pulizieri, e dobbiamo fare pure il concorso ma va.........

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