Riuso dei beni pubblici|L'appello del Forum Beni Comuni

Riuso dei beni pubblici|L’appello del Forum Beni Comuni

Riuso dei beni pubblici|L’appello del Forum Beni Comuni

L'associazione interviene sulla vendita degli immobili comunali prevista nel piano di riequilbrio.

CATANIA – “Riuso dei Beni Pubblici per lo Sviluppo del Territorio e non svendita sconsiderata. Il Forum per i Beni Comuni e l’Economia Solidale di Catania invita l’Amministrazione Comunale a promuovere il riutilizzo dei Beni Pubblici attraverso progetti di rigenerazione locale contribuendo così al recupero dei Beni in ossequi all’art. 118 della Costituzione che enuncia il principio di sussidiarietà, valido strumento per lo sviluppo sostenibile dell’economia locale. Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa del 17 giugno u.s. il nostro Forum auspicava l’avvio di una politica volta al superamento delle logiche capitalistiche e consumistiche, incentrata sul concetto di Beni Comuni e sul perseguimento di finalità sociali; sulla equa ripartizione delle risorse, sul rispetto dell’ambiente e sullo sviluppo sostenibile del territorio; una politica arricchita e rivitalizzata dal confronto dialettico con la società civile per ricucire gli strappi presenti nel tessuto sociale che hanno creato e creano un divario tra cittadino e Pubblica Amministrazione.

L’Amministrazione comunale decide invece di smentirsi clamorosamente scegliendo di porre in vendita numerosi Beni Pubblici, alcuni dei quali in uso ad associazioni che svolgono importanti attività sociale e culturali, mostrando quindi di essere ben lontana dai principi che solo tre mesi fa, a giugno, si impegnava a garantire con la sottoscrizione del protocollo a cui è allegata la Carta di costituzione del nostro Forum che il Sindaco ha siglato in uno al protocollo d’intesa.

Tra i nostri obiettivi vi è quello di promuovere e favorire il recupero di spazi, edifici e servizi abbandonati o non utilizzati adeguatamente per restituirli alla comunità, ma a breve, se il Consiglio Comunale dovesse avallare il piano di rientro e, segnatamente, la previsione della svendita di importanti Beni Pubblici, i catanesi si troveranno impoveriti non solo dei Beni Pubblici ma anche delle opportunità di carattere economico e culturale che tali Beni offrono. Auspichiamo che il Consiglio Comunale con cada nella trappola dell’emergenza debito pubblico da ripianare: il valore venale attribuito a tali Beni senza la specificazione dei criteri di valutazione utilizzati è solo un granello di fine sabbia dei nostri litorali certamente inadeguato a tappare o ridurre la enorme falla creata alle casse comunali da decenni di cattiva gestione del denaro pubblico.

Per cui danno e beffa per Catania ! Il ricavato della svendita verrebbe inghiottito dagli interessi prodotti dall’ingravescenza del debito che per le sue dimensioni è destinato a dilatarsi come un orribile tetro pozzo senza fondo. La logica del beneficio minimo nel breve periodo non ha mai pagato, è fumo negli occhi: alziamo lo sguardo verso il mondo delle generazioni future! Non ci stiamo alla ennesima spoliazione della nostra comunità già pesantemente provata dal cattivo uso del denaro pubblico! Non ci stiamo alla mercificazione dei Beni Comuni!

Il Sindaco ritiri la proposta di svendita e dimostri che intende prestare fede al protocollo firmato con il nostro Forum e con tutti i cittadini che noi rappresentiamo e che si identificano nei principi che propugniamo! Perché l’Economia Solidale sposta l’accento dal soggetto pubblico alla funzione pubblica che i Beni Pubblici devono svolgere nella società, e questo il Sindaco deve saperlo visto che nella recente lettera ai Catanesi scrive di voler nominare un referente esperto in Economia Solidale. E che Esperto lo sia seriamente e lo dimostri arginando la discesa verso il baratro intrapresa da questa Amministrazione! Dietro i Beni Comuni c’è la Comunità dei Cittadini, che riconosce un Bene Pubblico come Bene Comune, che ha diritto di curare quel Bene per consentirne l’uso comune: questo devono favorire il Sindaco e la Giunta!

Incominci questa Amministrazione a utilizzare i Beni Pubblici per trasferirvi Uffici che operano in immobili privati presi in locazione con enorme dispendio di denaro pubblico: probabilmente eliminando la voce passiva dei canoni di locazione pagati si raggiunge un guadagno maggiore rispetto al ricavato della svendita dei Beni Pubblici. Destiniamo questi Beni alle famiglie in condizioni di grave disagio economico, alle associazioni, a coloro che vogliono fare impresa; affittiamoli a tempo determinato con l’obbligo di ristrutturazione per chi loca così da riavere il Bene rivalutato; facciamone luoghi di aggregazione e spazi per laboratori culturali e artistici: ma non parliamo più di svendite. Questa Città merita una Politica di rinascita economica e sociale, ha già pagato troppo e per troppo tempo”.

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