Rizza, la Corte dei conti | Condanna per 15mila euro

Rizza, la Corte dei conti | Condanna per 15mila euro

Già agli arresti dallo scorso ottobre con l’accusa di truffa.

L'ex sindaco di Priolo
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PRIOLO (SIRACUSA)- Ancora una tegola sull’ex sindaco di Priolo Antonello Rizza, agli arresti dallo scorso ottobre con l’accusa di truffa, tentata truffa e turbativa d’asta mentre era candidato alle regionali nella lista di Forza Italia. I giudici della Corte dei conti lo hanno condannato a risarcire il Comune di una somma pari a quasi 15mila euro per alcuni incarichi a un avvocato che la Corte, presieduta da Luciana Savagnone, ha ritenuto illegittimi. Il procedimento nasceva da una denunzia di danno erariale pervenuta il 12 maggio 2015 e che riguardava incarichi affidati tra il 4 settembre del 2008 e l’aprile 2012 per un totale di 197mila euro.

Al termine del dibattimento il procuratore Gianluca Albo aveva chiesto la condanna solo per tre mandati: del 9 febbraio, del 5 marzo e dell’11 aprile del 2012. “Non solo per un fatto prescrizionale – precisa l’avvocato di Rizza, Domenico Mignosa -: per i pagamenti precedenti non è stato fatto rilievo da parte del procuratore”. Secondo la sentenza di primo grado Rizza avrebbe “travalicato i limiti legali fissati dalla legge regionale 7 del 1992 trasformando un potere discrezionale riconosciuto dalla legge nell’esercizio di una prerogativa arbitraria. La Procura regionale rilevava che le determine sindacali prese in considerazione avevano una motivazione apparente, che non consentiva di dimostrare l’utilità dell’incarico conferito e la sussistenza dei relativi presupposti legali”.

Secondo il legale di Rizza, Mignosa, la motivazione delle determine “non poteva ritenersi apparente, in quanto era stata esplicitata la necessità di un esperto legale per affrontare le problematiche connesse al contesto industriale in cui si inseriva il Comune di Priolo Gargallo ed era stato scelto un esperto di documentata professionalità”. Su questa base i legali dell’ex sindaco di Priolo stanno preparando il ricorso in appello: “C’è un precedente con un altro consulente legale – dicono – e in secondo grado la sentenza è stata ribaltata”. La legge prevede pure che dopo questo tipo di consulenze venga presentata una relazione in consiglio comunale, cosa che non è stata fatta. “Ma il lavoro svolto era agli atti del Comune – si difendono i legali di Rizza – tanto che nessuno in consiglio comunale e nemmeno nelle commissione ha sollevatola vicenda”.

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