Quando Robert Redford premiò il talento di due registi siciliani

Quando Robert Redford premiò il talento di due registi siciliani

L'attore e regista era un grande sostenitore del cinema indipendente

Robert Redford, morto martedì 16 settembre a 89 anni nella sua casa dello Utah, ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema non solo come attore e regista, ma anche come sostenitore e promotore di pellicole indipendenti attraverso il Sundance Institute, da lui fondato nel 1981.

Con questa scelta, il vincitore di due premi Oscar volle opporsi all’omologazione di Hollywood, offrendo ad autori e registi emergenti una piattaforma libera dalle logiche commerciali degli studios dove poter affinare il proprio linguaggio, trovare finanziamenti e raggiungere un pubblico internazionale.

Il Sundance Film Festival, nato come naturale estensione del progetto di Robert Redford e del suo Sundance Institute, è diventato negli anni il più importante appuntamento mondiale per il cinema indipendente.

Cos’è il Sundance Film Festival

La prima edizione del Sundance Film Festival risale al 1978 a Salt Lake City, ma fu sotto la guida e la visione della leggenda del cinema americano che assunse l’identità che oggi tutti riconoscono: un luogo in cui nuove voci, spesso escluse dai circuiti tradizionali, potevano presentare le proprie opere davanti a un pubblico internazionale di critici, produttori e spettatori.

Spostatosi a Park City, nello Utah, con un’atmosfera meno glamour rispetto a Cannes o Venezia, il festival è diventato vetrina e trampolino di lancio per registi destinati a cambiare il volto del cinema contemporaneo: da Quentin Tarantino a Steven Soderbergh, da Damien Chazelle a Chloé Zhao.

Il riconoscimento al talento di Grassadonia e Piazza

Nel 2016 i registi siciliani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza si aggiudicarono il Sundance Institute Global Filmmaking Award grazie alla sceneggiatura del loro secondo lungometraggio, “Sicilian Ghost Story”, all’epoca in fase di sviluppo. Il riconoscimento prevedeva anche un sostegno economico destinato alla produzione del film.

Il premio fu assegnato al termine del Sundance Institute Screenwriters Lab al quale i due cineasti parteciparono, unici italiani fra i selezionati. “Non era scontato che una storia così intrinsecamente siciliana piacesse anche così lontano dal nostro paese – dichiararono – ‘Sicilian Ghost Story’ è una favola e crediamo sia anche questo ad affascinare gli americani che abbiamo incontrato qui al Sundance”.

La trama di “Sicilian Ghost Story”

“Sicilian Ghost Story”, diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, è un’opera che fonde realismo e fiaba noir liberamente ispirata ad uno dei capitoli più dolorosi della cronaca italiana: il rapimento e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Attraverso lo sguardo di una ragazzina innamorata, i due autori siciliani trasformano la vicenda in un racconto sospeso tra magia e brutalità, in cui l’immaginazione diventa l’unico strumento per resistere all’orrore.

Il film, premiato e acclamato a livello internazionale, conferma la cifra poetica e visionaria del duo, capace di affrontare la memoria collettiva con uno stile che intreccia denuncia civile e suggestione visiva.

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