PALERMO – Si è spento a Palermo Giovanni Castiglione, professore di inglese al Liceo Scientifico Mario Rutelli. Riceviamo e pubblichiamo una lettera dei suoi alunni che vogliono ricordarlo così.
Caro Professore,
oggi siamo qui per lei, e lo vede quanti siamo? Siamo tanti, perché vorremmo far sapere a chiunque che persona speciale era. Lei era il nostro insegnante, ma era anche l’insegnante di se stesso, mosso da quell’immensa curiosità che lo portava ad interrogarsi su sé e sul mondo circostante, a scoprire i piccoli dettagli che fanno la differenza. Nonostante i suoi modi talvolta un po’ bruti, è riuscito ad aprirci alla vita, spronandoci a non fermarci mai, a non assumere atteggiamento passivo e dandoci la possibilità di capire che un viaggio comincia sempre da un punto ben preciso: noi stessi. Lei era il nostro insegnante di inglese, eppure siamo certi che da lei abbiamo appreso un qualcosa che va al di là della materia stessa. Le sue lezioni erano immense e ricche di tanta esperienza. Ci ha insegnato la VITA, ad amare e ad appassionarci alle cose a cui ci approcciamo nel quotidiano, senza mai arrenderci o disperarci e a non smetter mai di lottare per ciò in cui crediamo. Per noi era anche diventato un punto di riferimento in mezzo a quella confusione che è l’adolescenza. Una delle cose che abbiamo imparato grazie a lei, è il saper ironizzare tutto, per rendere la vita un po’ più leggera. Le sue ex classi, che si sono diplomate negli scorsi anni, la ricordano come un padre severo, ma con a cuore il bene dei figli, che ha cercato di far nascere in loro spirito critico e voglia di conoscenza. Raccontano i suoi esempi e i discorsi mai banali che portavano le giovani menti incoscenti ad interrogarsi sul vero valore della vita. Per loro, le parole dei suoi interminabili discorsi, rappresentano oggi una bussola. Ora loro si ritrovano nel cosiddetto mondo dei grandi: hanno potuto realizzare ciò a cui lei li aveva preparati e per tal motivo lo definiscono oggi “maestro di vita”. In questi ragazzi, ormai universitari, rimane il ricordo di “Furia Rossa” che amava soprannominarli “miscugli di acqua e terriccio”.
Per quanto riguarda invece noi, caro Prof., “ci rivediamo a Novembre” sono state le ultime parole che le abbiamo sentito dire, consapevoli e certi che la avremmo rivista a breve tornare tra i nostri banchi, con quel lungo ombrello per la pioggia che in realtà ormai gli faceva da bastone. Noi in questo momento non siamo in classe ad aspettarla come abbiamo fatto in questi mesi, poichè alla fine di questa lunga attesa è accaduto ciò che nessuno immaginava. Ci sembra impossibile credere che lei non sia riuscito a vincere quella bestia nera con la sua grandissima forza. I nostri rimpianti sono quelli di non averla salutata come meritava e non aver goduto quegli ultimi momenti ammirando il suo unico modo di fare. Professore, lei è ancora qui perchè non se ne può andare, neanche se lo volesse: il suo ricordo vive in tutti quei ragazzi che per anni ha guardato dritto negli occhi. Tante volte ci dava dei consigli, ed altre si arrabbiava perchè sembrava che nessuno lo ascoltasse; ma in realtà era impossibile non ascoltare le sue parole. Forse non si è mai reso conto di quanto fosse affascinante sentirla parlare, aveva una risposta per ogni domanda, ci ha insegnato a guardare oltre e che non è importante conoscere tutto dell’Inghilterra, ma in fondo basta solo sapere dove fanno un buon caffè. Non dimenticheremo le sue tante perle di saggezza, tra cui “Possiedi due orecchie ed una bocca perchè devi ascoltare il doppio di quanto parli” oppure il classico “Ti do schiaffi a due a due finchè non diventano dispari”. Le sue lezioni erano quelle desiderate nella settimana perchè riusciva ad entrare nella mente di tutti noi ragazzi, che in un attimo dimenticavamo l’imminente compito di matematica o l’interrogazione andata male l’ora precedente. Ricordiamo il nostro viaggio a Napoli, la cui esperienza è nel suo cuore come nel nostro, ed anche se il suo ha smesso di battere, deve sapere che ci sono altri mille cuori battenti in cui c’è una parte di lei. Ci mancheranno le sue lezioni e sentire la sua voce possente di chi ha vissuto e di chi ha tanto da raccontare. Vorremmo quindi dedicarle una frase estratta dal brano “Moonlight shadow” di Mike Oldfield, che era un cantante che lei apprezzava molto, “Carried away by a moonlight shadow far away the other side” il cui significato è il seguente: portato via da un’ombra al chiaro di luna, lontano dall’altra parte. Le mandiamo un grosso abbraccio, mentre lei sta percorrendo la famosa Stairway to heaven. Per concludere, vorremmo citare Shakespeare, i cui libri erano da lei definiti Bibbia, che ne “Il mercante di Venezia” scrive “io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte”. E lei Professore, è stato un grande attore!

