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Per Aronica è stato violato il principio del pareggio di bilancio. E il commissario contesta i calcoli del governo.

Le royalties sulle estrazioni
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PALERMO – Il governo l’aveva difesa al grido “sosteniamo gli investimenti”. Per l’opposizione, invece, era un regalo ai petrolieri. Il commissario dello Stato, ovviamente, non ha scelto né una parte né l’altra, ma alla fine l’ha bocciata in compagnia di altre tre norme sui tributi. Salta così una delle norme più contestate della Finanziaria: la riduzione dal 20 al 13 per cento delle royalties per le estrazioni di idrocarburi.
Per Aronica, in particolare, la riduzione delle aliquote viola il principio costituzionale dell’equilibrio di bilancio. Innanzitutto per una questione meramente contabile: la Finanziaria, secondo il commissario dello Stato, “non si preoccupa di quantificare le evidenti minori entrate e la conseguente copertura dell’onere derivante”. Soprattutto, secondo piazza Principe di Camporeale, manca una soluzione per salvare i conti dei Comuni, che hanno diritto a due terzi delle royalties.
Su questo fronte c’è anche una contestazione un po’ più strettamente politica. Perché se sui giornali la maggioranza era stata chiara, legando appunto la scelta alla volontà di attirare investimenti, la relazione allegata alla Finanziaria non era evidentemente altrettanto dettagliata: “Nella relazione tecnica – attacca Aronica – non è fatto alcun cenno alle ragioni che hanno indotto il legislatore a tale scelta”.
Forse proprio a questa analisi si collega l’ultima delle bacchettate. E qui entriamo nella sfera dell’aritmetica: nel 2012 le entrate per le royalties sono state di 10,2 milioni, e infatti il capitolo di bilancio aveva inizialmente previsto una riduzione, con una previsione di 8,5 milioni. “Risulta inspiegabile – mette nero su bianco Aronica – come nel testo notificato a questo Commissariato, a seguito della approvazione definitiva, risulta aumentata a 15 milioni”. Insomma, Aronica si chiede come faccia una riduzione delle tasse a portare più soldi in cassa. Tanti soldi in più.

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