Salvini 'esalta' Chiusa Sclafani |"Bravo il nostro sindaco, fa fatti"

Salvini ‘esalta’ Chiusa Sclafani |”Bravo il nostro sindaco, fa fatti”

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Commenti

    Chiusa Sclafani è un paese di 2600 abitanti. Quanti saranno ad avere la partita IVA. E poi le partite IVA non riceveranno un bonus dagli enti predisposti?

    Si, il fondo è di circa 28 Euro.

    Ma che articolo è?

    On. Salvini meno male che in sicilia non governa la lega.
    Faccia qualcosa in Lombardia se le riesce, dopo il disastro che avete fatto.

    Le donne e gli uomini della Lega a qualunque livello istituzionale operino rappresentano quanto di meglio ci sia attualmente in Italia in fatto di classe politica. Ecco perchè gli elettori ci premiano.

    Mi piacerebbe sapere quanti e chi sono i titolari di partita IVA. Chissà le sorprese.

    Basta propaganda. Il tempo è scaduto. Per tutti.

    che ci sarebbe, poi, di strano, eventualmente, a fare bene il proprio dovere, non si comprende; se questo sindaco ha agito correttamente, ha semplicemente fatto il proprio dovere, nell’interesse della collettività che lo ha voluto sindaco.

    Ci mancava questa esaltazione di Salvini. La campagna elettorale non finisce mai.

    invece il nostro sindaco Orlando da i soldi che gli superano ??? dato che gli altri non si sanno a chi vanno ? e dove vanno?

    La campagna elettorale non finisce mai, e c’è chi collabora.

    Ci manca solo il titolo : Evviva Salvini. Ma che articolo è.

    Ci mancava questa esaltazione di Salvini, bastava parlare di quello che ha fatto il sindaco.

    La campagna elettorale non finisce mai ?

    Si può sapere la somma impegnata.
    E quanto tocca alle partite Iva.

    Scusate, quando finisce la campagna elettorale ?

    dite al padano che non e’ un miracolo.
    ci potrebbe dire a quanto ammonta il fondo?
    altrimenti sono sempre le solite polpette …x fare uno slogan su fb tweet e basta.

    Infatti. Vedi quello che sta succedendo in Lombardia, proprio benissimo hanno fatto

    Propaganda forever. Bastaaaa

    È più forte di me quando avverto la presenza della lega in Sicilia mi infurio, state al nord

    salvino, ancora una volta, perde la grande occasione per tacere; comunque, i “suoi” operano bene al netto di 49 mln di euro, che sono la “franchigia”

    solo per una corretta ricostruzione degli anni rispetto alle amministrazioni del comune di Chiusa Sclafani: l’attuale sindaco è stato eletto alle recenti elezioni mentre militava in Forza italia e poco prima delle ultime elezioni europee “migrava” nella lega.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana

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