Salvini su Mahmood: | "Un ragazzo italiano"

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Commenti

    Ha fatto l’ennesimo passo indietro?

    Tutto giusto e perfetto ! I sinistri sinistri non smettono mai di cercare meschine occasioni per fare demagogia. La verità è che la canzone non meritava di vincere ed ha vinto solo per la spinta delle giurie non popolari, giornalisti e personalità varie, che, pur di dimostrare la “loro” personale universalità, come se dovessero insegnare all’Italia come si sta nel mondo ( e secondo loro si sta al mondo pensandola come loro che hanno il verbo nelle loro menti) sono stati capaci di scegliere il vincitore solo per il nome esotico ed il testo della canzone a dispetto di altre canzoni che meglio rappresentavano la CANZONE ITALIANA !!!!! E’ il fesivale della CANZONE ITALIANA, non del Global compact ! Schifosi !

    Booooo
    Finiu l’Italia

    Salvini mi hai deluso cosi’. Fossi in te, neanche i complimenti gli avrei fatto ma detto Vattene da dove sei arrivato

    La cosa che più mi dspiace è che a farne le spese sia solo un ragazzo, tra l’altro italiano, che ha la sola “colpa” di avere un padre egiziano. La canzone può piacere o non piacere, ma sulla sua bravura non si discute. Non lo ha chiesto lui di vincere.

    Davvero disvelatore il picco gesto di Salvini-DiMaio sulle canzoni e i cantanti di Sanremo : si occupano di tutto, con medesima sicumera, non temono di smentirsi, non temono l’eccesso e l’approssimazione, cercano consenso sempre e comunque, sono onniscienti ma senza un briciolo di cultura, celebrano il loro diploma alla paritaria come trofeo, non si stancano mai: come l’altro scienziato (Renzi) stancheranno, è solo questione di tempo.

    Quindi deve tornare … in Italia visto che il ragazzo è nato e vissuto a Milano.

    E’ vero. Informandosi sul suo percorso artistico ha scoperto, per caso, che aveva votato Lega. Da qui l’apprezzamento.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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