Salvo Vitale si ricandida: |“Competenze per governare”

Salvo Vitale si ricandida: |“Competenze per governare”

L’ex assessore al Bilancio e alle Finanze parla del suo progetto per la città.

AMMINISTRATIVE GIARRE
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GIARRE. Dopo aver sfidato al ballottaggio, al fianco dell’on. Salvo Andò, l’ex sindaco Roberto Bonaccorsi, Salvo Vitale si presenta, questa volta da candidato sindaco, alle amministrative giarresi. Lunga l’esperienza politica, tra le fila della sinistra, di Vitale, di professione dottore commercialista. Ricopre infatti per ben due volte, con l’amministrazione guidata da Giuseppe Toscano, la carica di assessore al Bilancio e alle Finanze. Nel ’98, invece, siede tra gli scranni del civico consesso. Dieci anni dopo sfiderà al ballottaggio Teresa Sodano.  Tre le liste a suo sostegno: Progetto per Giarre, Giarre nel Cuore e I Democratici per Giarre.

Perché questa candidatura?

Nel 2013 insieme all’on. Andò avevamo elaborato un progetto per la città. In effetti questo rappresenta un continuum. Se si fosse votato alla scadenza naturale, cioè se il sindaco non si fosse dimesso, penso che non avrei dato la mia disponibilità per una candidatura. Dopo due anni e mezzo la cosa era ancora viva e quindi ho accettato di candidarmi. Questo è uno dei motivi ma non posso nascondere la passione per la politica e l’amore per la mia città. Adesso, tra l’altro, ho più tempo da dedicare alla politica.

Se si fosse giunti a scadenza naturale secondo lei si sarebbe potuto evitare questo strappo all’interno del Partito democratico?

Penso proprio di sì. Il fatto che i tempi siano stati così stretti forse ha portato a decisioni più affrettate.

Cosa ha sbagliato l’ex sindaco Roberto Bonaccorsi?

Forse Bonaccorsi avrebbe dovuto occuparsi più della politica che dei numeri. Non ho nulla da nascondere, gliel’ho detto anche durante la sua sindacatura.

Ci presenta i suoi assessori designati?

Carmelo Spitaleri, ex sindaco di Riposto, con esperienze maturate prima come assessore e successivamente come sindaco. Dario Li Mura, attuale coordinatore cittadino del Pd, è un giovanissimo molto brillante che sarà secondo me un valido aiuto nel caso in cui dovessi essere eletto sindaco.

Le è stata contestata questa alleanza con Area popolare ed in particolar modo con Pippo Pagano. Cosa risponde?

Il Pd non è un blocco monolitico chiaramente. Quindi io da solo, vista questa spaccatura, non avevo dove andare. Avrei dovuto fare il Don Chisciotte. C’è stata questa possibilità di elaborare insieme un progetto e non vedo nulla di scandaloso, considerato che lo stesso progetto, con le due anime di Area popolare e del Pd, viene riverberato a Giarre ma già esiste sia al governo centrale sia al governo regionale. Quindi la cosa non mi scandalizza per nulla. Non vedo il motivo per cui possa scandalizzare altri. Ma non solo. Parlo di “giarresità”, anche se è un termine brutto. Giarre deve tornare ad essere protagonista e deve avere piena autonomia. Pippo Pagano, checché se ne dica, è un giarrese quindi io ho fatto un’alleanza con un esponente politico giarrese.

Qualcun altro sostiene che lei avrebbe potuto fare un passo indietro rispetto alla Spitaleri, che comunque non si era mai messa in gioco finora come sindaco.

Perché avrei dovuto fare un passo indietro? Mi è stato chiesto da parte di tutti di fare un passo indietro ma non a favore della Spitaleri. Quella parte politica che adesso sostiene la Spitaleri mi chiedeva di fare un passo indietro a favore di un altro candidato, non della Spitaleri.

I vostri punti di forza.

Le competenze acquisite. Sono già stato amministratore di questa città, come assessore e come consigliere comunale. Da sempre mi occupo di numeri anche io, però non vorrei fare il tecnico. Noi siamo in grado, scusi la presunzione, di sviluppare i punti fondamentali del nostro programma, che riguardano la rivitalizzazione di Giarre, partendo dal commercio. Abbiamo gli strumenti adatti per farlo, anche dal punto di vista delle risorse finanziarie.

Quali sono le tre priorità di Giarre?

Innanzitutto motivare il personale dipendente. Basta dare un’occhiata all’interno dell’ente per capire che abbiamo personale veramente demotivato. Bisogna rimotivare il personale anche mediante dei corsi di formazione. Per esempio, non necessariamente un dipendente che è entrato con un certo profilo, deve essere utilizzato in quell’ambito. La priorità è la progettualità. L’ingegnere capo assomma in questo momento su di sé le competenze di Lavori Pubblici, Urbanistica e settore finanziario. Questa è una cosa assurda. Giarre invece ha bisogno di un gruppo elabori progetti, sia dal punto di vista economico finanziario ma anche dal punto di vista delle idee. Poi c’è il decoro urbano. Ciascuno di noi dice che Giarre deve risorgere, che Giarre deve tornare ad essere quella che era prima. Ma ci sono dei fattori di attrattività che devono essere necessariamente attuati. Ci sono dei parametri senza i quali non si va da nessuna parte. E secondo me uno di questi è il decoro urbano. Basta girare per Giarre per vedere mattonelle divelte sui marciapiedi, erba alta dappertutto, ecc. Questa è una priorità assoluta. L’imprenditore che intende investire a Giarre deve trovare il giusto decoro. Compito del comune è quello di creare l’humus dove queste persone potrebbero e dovrebbero investire. Il terzo punto è anch’esso fondamentale. Qualunque cosa si decida di fare non può prescindere dal supporto dei privati. Si va ormai verso il partenariato pubblico privato.

Dissesto sì, dissesto no.

Io ricorso che la penultima amministrazione, prima della scadenza del mandato, aveva presentato un piano di riequilibrio, quindi un piano di predissesto. C’era stato un allarme. Dopo dieci anni di amministrazione è stato detto che i conti dell’ente erano malmessi. Se io e l’on. Andò avessimo vinto le elezioni, immediatamente avremmo dichiarato il dissesto. L’ho sempre sostenuto e lo sostengo anche adesso. Era una cosa che dal mio punto di vista andava fatta. L’amministrazione Bonaccorsi ha invece rimodulato il precedente piano, da cinque è passato a dieci anni, perché pensava di poter risolvere il problema. A questo punto il piano di riequilibrio è stato approvato, quindi si tratta di proseguire in quest’opera. Ma bisogna andare a vedere quello che è successo da gennaio, perché gli ultimi dati si riferiscono a dicembre 2015. Io ricordo che siamo senza bilancio di previsione quindi bisognerà andare a vedere quello che è successo, i numeri che usciranno fuori da gennaio ad oggi. A sentire determinate voci, specialmente quelle del commissario, non è che siano tutte positive. Il dissesto è un’operazione meramente tecnica. O esistono le condizioni per il dissesto o non esistono. Ma a mio modestissimo parere un’eventuale dichiarazione di dissesto non rappresenta la morte della città. E non devono temere nulla né i dipendenti di ruolo né precari. Tra l’altro ricordo che l’amministrazione uscente ha acquisito un prestito di più di 18 miliardi per pagare debiti, quindi la gran parte dei fornitori penso che sia stata soddisfatta.

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