Sanità, firmato il contratto: aumento di oltre 150 euro mensili

Sanità, firmato il contratto: aumento di oltre 150 euro mensili

Cgil e Uil non siglano

ROMA – Firmato il contratto del comparto Sanità. La platea interessata è composta da 581mila professionisti, tra infermieri, ostetriche e amministrativi. Nel piatto per loro sono previsti un aumento medio tra i 150 ei 172 euro mensili.

Si tratta di 1,5 miliardi, più altre risorse stanziate per il pronto soccorso e le indennità di specificità per un totale di 1,7 miliardi di euro.

Schillaci: “Una buona notizia”

“La firma della pre intesa per il rinnovo del contratto per il comparto sanità è una buona notizia per i lavoratori che aspettano da tempo la conclusione delle trattative e finalmente potranno beneficiare non solo degli incrementi salariali ma anche delle nuove tutele previste dal contratto Il Governo ha già garantito le risorse necessarie per il rinnovo 2025-2027 e mi auguro si proceda speditamente nell’esclusivo interesse dei lavoratori”. È quanto dichiara in una nota il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. 

Cgil e Uil non firmano

La firma all’Aran, dove i sindacati hanno siglato l’accordo ad eccezione di Cgil e Uil.  “Fp Cgil e Uil Fpl non cambiano posizione. Chi firma senza risorse si assume la responsabilità di svendere 580.000 professionisti”.

Lo affermano i due sindacati che, in una nota congiunta a seguito della firma del contratto Sanità, esprimono “profondo sconcerto e indignazione per quanto accaduto oggi al tavolo della trattativa per il rinnovo del Ccnl della Sanità Pubblica 2022-2024”.

“Con amarezza – spiegano le organizzazioni – abbiamo preso atto che Nursing Up, sindacato che fino a ieri condivideva le nostre stesse critiche al contratto, definendolo svilente e al ribasso, ha improvvisamente cambiato rotta, scegliendo di firmare un testo che non valorizza né il lavoro né il sacrificio dei 580.000 professionisti del comparto. Le nostre Organizzazioni sindacali, al contrario, per l’ennesima volta non hanno abbassato la testa. Con responsabilità e fermezza, abbiamoto ad Aran la nostra indisponibilità a sottoscrivere un rinnovo contrattuale che non garantisce diritti esigibili, tutele concrete e, soprattutto, un adeguato riconoscimento economico e che quindi non valorizza il personale sanitario e socio-sanitario Al contrario, chi firma accetta supinamente di certificare la programmata riduzione del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità”.

“Ancora una volta il Governo, con la complicità di Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up, ha deciso di voltare le spalle a chi ogni giorno, con competenza e dedizione, garantisce il diritto alla salute all’intera collettività. Chi oggi ha firmato – proseguono Cgil e Uil – si assume una responsabilità pesante: quella di aver legittimato un contratto debole e lontano dai bisogni reali di chi lavora nella sanità. La Fp Cgil e la Uil Fpl, al contrario, continueremo a scegliere sempre la coerenza, la trasparenza e il rispetto del mandato ricevuto dalle lavoratrici e dai lavoratori che ci hanno dato o rinnovato la loro fiducia. Non ci fermeremo Anzi, continueremo a batterci, dentro e fuori i tavoli, per un contratto vero, giusto e dignitoso, intensificando la mobilitazione”.

Risponde la Cisl

“Con la firma della pre-intesa sul nuovo contratto Sanità Pubblica 2022-2024, le lavoratrici, i lavoratori ei professionisti del Servizio Sanitario Nazionale avranno finalmente risposte concrete dopo mesi di inutile attesa, causa da un blocco ingiustificabile della contrattazione voluta dai sindacati non firmatari”. Lo dichiara la Segreteria Nazionale della Cisl Fp, riferendosi al nuovo ccnl Sanità Pubblica, contratto che interessa oltre 580.000 addetti del settore, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative al tavolo, ad eccezione di Fp Cgil e Uil Fpl.

“Dall’aumento medio del 7% in busta paga, agli arretrati, alle nuove indennità – tra cui quella di pronto soccorso oltre i 250 euro al mese -, fino al patrocinio legale per chi subisce aggressioni e all’esonero dal lavoro notturno per chi ne ha diritto. Lo avevamo promesso e siamo riusciti a garantire tutele, valorizzazione professionale e riconoscimento economico. Non è frutto di slogan o proteste sterili, ma del lavoro negoziale portato avanti con determinazione, anche quando il tavolo era bloccato da chi ha preferito cavalcare logiche politiche anziché rappresentare i bisogni reali del personale”, afferma il sindacato.

Tra le conquiste della pre-intesa, la Cisl Fp evidenzia “l’accesso all’elevata qualificazione per professionisti della salute e funzionari con laurea triennale o titoli equipollenti, la valorizzazione delle prestazioni aggiuntive a 50€/ora, l’aumento degli incarichi fino a 1.500 euro, l’estensione delle ferie solidali, la parificazione retributiva tra ostetriche e infermieri, e la ricchezza del buono pasto per chi lavora in smart working”.

E ancora: tutele rafforzate per la libera professione, valorizzazione economica per il profilo dell’autista soccorritore, indennità per il personale assegnata alle UO/Servizi della sanità penitenziaria, maggiore accessibilità agli incarichi anche per il personale part-time. Inoltre, prosegue la nota, è stato ottenuto un modello di formazione continua più moderno, che riconosce il diritto di scegliere percorsi coerenti con il proprio profilo fino al 30% del totale annuo dei crediti formativi; formazione continua; una mobilità volontaria più trasparente, con bando pubblicato obbligatoriamente sul sito dell’ente entro il 31 marzo di ogni anno.

“Abbiamo sempre detto che, alle condizioni date, l’obiettivo era firmare il miglior contratto possibile e riaprire subito il confronto per il rinnovo 2025-2027. Adesso questo obiettivo è a portata di mano. L’unico risultato ottenuto dai sindacati non firmari è stato posticipare, a danno degli operatori, la certificazione del contratto e quindi l’erogazione di arretrati, aumento e nuove indennità.Ora avanti per costruire una stagione di crescita salariale, nuovi diritti e innovazione, grazie anche alle risorse già confermate per il triennio 2025-2027″, conclude la Segreteria Nazionale della Cisl Fp.

La posizione di Nursind

“La tanto attesa firma è arrivata. Un risultato che, con un po’ di sano pragmatismo da parte di alcune sigle, avremmo potuto portare a casa già a gennaio scorso. E invece il bagno di realtà e, quindi, la presa di coscienza che qualsiasi battaglia per fondi aggiuntivi era persa in partenza ci sono stati solo adesso. Spiace soltanto che per alcune concessioni, non economiche appunto, ma per esempio sui criteri di accesso all’area di elevata qualificazione, si siano persi molti mesi”.

Lo dice il segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega, dopo l’ok alla pre-intesa all’Aran sul contratto del comparto Sanità 2022-2024. “Per poche limature, infatti, se è messa a rischio la fruibilità di fondi che, seppur pochi, erano già stanziati in manovra, e l’apertura della nuova negoziazione per il triennio 2025-2027. Nel contratto – spiega Bottega – ci sono una serie di e novità che fanno la differenza col passato: innanzitutto, nuove materie che finora erano rimaste senza una specifica convenzione. Una di queste riguarda le attività da esercitare al di fuori delle strutture aziendali. Ci sono poi le prestazioni aggiuntive con una tariffa unica nazionale di 50 euro l’ora, l’attività di collaborazione, la disciplina sperimentale delle ferie fruibili ad ore e la possibilità di cederle anche per assistere parenti di primo grado (ferie solidali) e, infine, il patrocinio legale per i casi di aggressione”.

Bene, inoltre, “l’attenzione al personale turnista, sempre più in fuga dal Ssn, soprattutto per i professionisti con figli”. “Per quanto riguarda la parte economica che, ribadiamo, non è sufficiente neppure – precisa Bottega – a coprire il caro vita degli ultimi anni, al di là degli aumenti tabellari del 7%, valutiamo comunque positivamente la possibilità di incrementare del 50% in sede di contrattazione aziendale l’indennità di base del personale sanitario laureato per particolari unità operative, come anche la priorità data all’aumento dell’indennità notturna”.

Di particolare rilievo, inoltre, “l’equiparazione economica delle ostetriche agli infermieri sull’indennità di specificità. Per entrambe le figure professionali l’aumento mensile lordo a regime è di 150 euro a cui vanno aggiunti per il personale del pronto soccorso altri 175 milioni da distribuire con accordi regionali e arretrati da giugno 2023. Aumenti economici che sono stati ulteriormente rafforzati dal taglio del cuneo fiscale per le retribuzioni fino a 40 euro, oltre che dalla detassazione degli straordinari degli infermieri al 5% con l’ultima manovra di bilancio”. Ora, conclude Bottega, “chiediamo che si apra subito la nuova tornata negoziale”.

Ugl: “Un buon segnale”

 “Accogliamo con soddisfazione la firma della pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Sanità 2022-2024, che riconosce finalmente un aumento salariale concreto e doveroso ai tantissimi operatori sanitari del nostro Paese. Un risultato atteso e meritato, che rappresenta un passo in avanti importante dopo mesi di stallo per tutto il personale del Ssn, ma bisogna continuare a lavorare per la dignità e le prospettive degli operatori sanitari”.

Lo dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl salute, commentando l’intesa che prevede un aumento medio di 172 euro mensili per oltre 580mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale, insieme a misure per la valorizzazione delle competenze e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

“Condividiamo l’importanza del risultato ottenuto e ribadiamo l’urgenza di garantire un riconoscimento sempre più concreto a chi lavora con professionalità, dedizione e spesso in condizioni critiche. La sanità pubblica si rafforza sostenendo i suoi operatori, tutelandone i diritti e valorizzandone il ruolo”, rileva Giuliano.

“L’Ugl Salute – concludono – continuerà a lavorare sul territorio, in tutte le sedi opportune, per rappresentare le istanze del personale sanitario e costruire, insieme, un sistema più equo, moderno e rispettoso della dignità di chi ogni giorno è in prima linea per la salute dei cittadini”.

Regioni: “Ora avanti con il confronto”

Il contratto del comparto Sanità triennio 2022-2024 firmato oggi “prevede anche un impegno congiunto ad avviare il confronto tra Aran, Regioni e Sindacati con l’obiettivo di superare le criticità connesse alla fruizione dei servizi di mensa e pausa per il recupero delle energie psico-fisiche nonché delle tematiche tese al miglioramento delle condizioni di lavoro, con particolare riferimento alla flessibilità nello svolgimento dei turni e sulla formazione continua.

“Si tratta di temi importanti sui quali vogliamo continuare a lavorare per migliorare le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori che lavorano per il nostro sistema sanitario e per migliorare l’attrattività dell’intero settore”, afferma Marco Alparone, Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità.

“La firma del contratto di oggi – continua Alparone, – oltre a rendere disponibili le risorse, rappresenta un ponte per un lavoro più ampio avviato presso la Conferenza delle Regioni, sulla valorizzazione del personale sanitario e che vede la partecipazione di tutte le Organizzazioni Sindacali per analizzare e condividere le proposte per la riforma del servizio sanitario nazionale”.


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