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Le nomine della sanità: dotti, medici e potenti. Ma serve la svolta

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Commenti

    24 ore di pronto soccorso per una gamba rotta , due ospedali per ingessare , e radiografia a pagamento questa è la sanità siciliana

    Gli incolti (chi più chi meno), i pazienti (presenti e potenziali) e i potenti (ma quelli che non hanno niente) avrebbero voluto leggere queste parole scritte dal Presidente: “Se le Asp, gli ospedali e i Policlinici siciliani non raggiungeranno gli obiettivi assegnati dal mio governo, soprattutto per quanto riguarda l’abbattimento delle liste d’attesa, ce ne andremo tutti a casa insieme ai manager delle Aziende, i direttori amministrativi e sanitari”.

    Difficilmente riusciranno a rendere funzionale la sanità. Mancano medici e infermieri. Solo procedendo alle assunzioni qualcosa potrà muoversi. Non è solo una questione di numero., ma di esperienza e capacità. Non si può utilizzare il primo medico e infermiere che capita nel prontosoccorso. Lo Stato prima di tutto abroghi il numero chiuso nella facoltà di medicina eliminando i quiz e che rappresentano un metodo sbagliato di selezione in quanto precludono ai giovani potenzialmente meritevoli di entrare nella facoltà di medicina. È necessario cambiare rotta. Per formare un medico ci vogliono 10 anni e non tutti coloro che riescono ad entrare tramite i quiz diventeranno medici. Molti si fermeranno per strada. Quindi basta con il numero chiuso. Chi studia va avanti, chi si parcheggia all’Università dopo due anni va respinto e invitato a ritirarsi scrivendosi in un’altra facoltà. La vedo dura. Non ci sono i soldi e nemmeno la capacità e soprattutto la volontà per attuare una vera svolta. Staranno bloccati e staranno a giustificarsi per la loro inerzia dicendo che la Regione non gli ha dato gli strumenti necessari per svolgere il loro ruolo e per realizzare i loro piani organizzativi. Non ci sarà nessuno che andrà a casa. Sono già di per se protetti dalla politica che li ha nominati. È una situazione già vista.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Ricordate Diventerà bellissima? Il suo leader, Musumeci, nel post Presidenza Regione per continuare in politica ha dovuto chiudere bottega e passare tra i Fratelli. La cosa uguale uguale non si potrà fare per Schifani, ma a quanto pare il club dei presidenti del Senato proverà a salvare l'appartenenza a Forza Italia di Schifani (ma non sarà facile) e la sua poltrona di Presidente di questa regione (anche questo non sarà facile). Vedremo.

La stampa fa il suo lavoro e questi sono i nostri politici. Ma bisognerebbe chiedere ai siciliani se gradiscono questo presidente del senato con la sua storia e il suo stile, magari confrontandolo con un altro conterraneo come il presidente Mattarella. Il pensiero di La Russa, siceramente, mi lascia indifferente.

Per la SEUS 118 sarebbe auspicabile prevedere un Direttore Generale come le aziende sanitarie con resposabilità gestionale diretta e non di comandante politico di un consiglio di amministrazione. Aldilà delle propagande, convegni, congressi e belle parole spese per i suoi amati dipendenti soccorritori e di qualche collaboratore amministrativo vicino al colore politico di appartenenza, cosa avrebbe fatto di concreto Castro per meritare la riconferma proposta e pubblicizzata da un sindacato e un comitato composto interamente da dipendenti vicini e di un territorio della Sicilia adiacente a quello di Castro? Un amminstratore dovrebbe amministrare una società pubblica senza alcun altro fine se non quello della gestione trasparente e imparziale. Per altre società partecipate, come il caso della SAS è stato azzerato il cda per presunte anomalie gestionali, perchè non verificare anche in seus? La buona e sana politica dovrebbe meditare bene le prossime scelte.

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