Savarino: "Basta polemiche, la Sicilia ha bisogno di sostegno"

Savarino: “Basta polemiche, la Sicilia ha bisogno del sostegno di tutti”

L'emergenza, le responsabilità, le prossime mosse. Le domande all'assessore all'Ambiente

PALERMO – Dal nodo, scivoloso, delle responsabilità al doppiopesismo nei confronti della Sicilia. Puntando sulle tappe della ripartenza. L’intervista a Giusi Savarino, assessore regionale all’Ambiente.

La Sicilia è nel cuore di una emergenza senza precedenti, la Regione cosa sta facendo?
“Il ciclone Harry che si è abbattuto sulla Sicilia con una potenza mai vista e la tragica frana di Niscemi mettono la nostra isola in un momento di difficoltà. Il presidente Schifani ha concentrato tutte le sue attenzioni sull’emergenza e costiituito una task force di cui faccio parte. Stiamo impegnando tutte le nostre energie nell’individuare risposte rapide da dare al territorio, ai cittadini e alle imprese”.

C’è un piano molto scivoloso, che è quello delle responsabilità. Il ministro Musumeci ha annunciato verifiche, che ne pensa?
“Credo che abbia chiarito che la commissione di professori e geologi sia per affrontare con la massima consapevolezza la tragedia di Niscemi. Ritengo non sia il momento di lasciarsi trascinare dalle polemiche, però mi consenta è indiscutibile che durante il governo Musumeci, nonostante lo stop della pandemia, siano stati spesi più fondi per il dissesto idrogeologico che nel resto d’Italia, e così anche col governo Schifani. È sufficiente? Ovviamente no!”.

Però in queste spese non è rientrata Niscemi?
“È doveroso capire cosa a Niscemi non sia avvenuto. Ci sono stati ricorsi al Tar e non dimentichiamo che siamo stati bloccati col Covid. Di certo ci dovrà essere il tempo per dare le risposte che i cittadini di Niscemi meritano. Ma non è questo il momento. Non possiamo distrarre le nostre forze, i nostri funzionari per fare analisi sul passato, quando serve stare sul pezzo e dare soluzioni ora. Mi pare che quando sono successe tragedia in Italia non abbiamo visto processi mentre l’emergenze era ancora calda”.

A cosa si riferisce?
“Noi abbiamo mandato, da ultimo, le nostre migliori risorse in Emilia Romagna per l’alluvione, e nessuno si è chiesto se le case costruite sugli argini dei fiumi fossero in regola. Il governo nazionale e anche noi siciliani abbiamo dato il massimo di solidarietà. Immagino e spero che anche la Sicilia possa avere la solidarietà di tutta l’Italia, senza doverla chiedere”.

Lamenta il doppiopesismo nei confronti della Sicilia, di cui ha parlato anche il nosto direttore Roberto Puglisi nel suo editoriale?
“Si. Vedo in tv e sui social polemiche e processi e poca solidarietà e aiuti, come se in questo momento la Sicilia avesse bisogno che venga aizzata la rabbia, al posto del sostegno”

In Emilia Romagna crearono un numero verde, in Sicilia no
“Mi dicono che il fatto che non ci siano morti abbia reso meno sensibile l’opinione pubblica. Il fatto che abbia funzionato l’allerta, il senso di responsabilità dei cittadini, non può essere un segno di colpa per la Sicilia, dovrebbe essere un merito “.

Andiamo ai fondi. Sono state sollevate polemiche per i 33 milioni di euro stanziati dal governo, a fronte dei danni
“È un primo stanziamento per le somme urgenze. Noi ne abbiamo aggiunto 93 milioni regionali. Voglio ricordare che quando è stata dichiarata l’emergenza in Emilia Romagna, vennero dati inizialmente 10 milioni, per diventare poi 490 in poche settimane e arrivare a 4,7 miliardi con gli interventi di ricostruzione. E nessuno ha chiesto di definanziare opere pubbliche per ricostruire. Noi abbiamo bisogno di avere opere definanziate per ottenere i fondi? Non credo. Il governo Meloni darà i soldi senza bisogno di sacrificare le nostre opere”.

Che ne pensa del fatto che all’Ars è passato un ordine del giorno, votato da pezzi della maggioranza, sulla destinazione dei fondi del Ponte?
“È un atto di indirizzo, è chiaro che quando si dice di dare subito dei fondi a un territorio in difficoltà, i deputati rispondano di sì. I fondi non mancheranno e con il governo Schifani e l’unanimità dei colleghi, siamo già riusciti a destinarne una prima parte. Il presidente Meloni non farà mancare il sostegno e di questo ne sono certa”.

Quali saranno le prossime tappe?
“Ci riuniamo domani (lunedì 2 febbraio) come cabina di regia, sono partiti i lavori nei porti aggrediti dal maltempo. Cè lpiattaforma irfis per i primi sostegni economici. Abbiamo elaborato un documento per accedere alla solidarietà europea. Questo comporterà, secondo l’articolo 107 del Trattato, di poter avere anche delle deroghe, oltre che i fondi, e ci aiuta in una istanza che abbiamo già inoltrato col presidente Schifani”.

Si riferisce ai balneari?
“Sì, i balneari, li sento costantemente e sono fortemente danneggiati, percepisco il dramma di chi ha perso tutto, il 50% di loro mi ha dichiarato di essere impossibilitati a ricostruire con la scadenza del 2027. E sarebbe un dramma per la stagione estiva. Dobbiamo sostenerli. I Pudm (Piano di utilizzo del demanio marittimo) vanno rivisti, perché dopo il ciclone gran parte delle aree destinate ai balneari non esistono più. La pianificazione ha bisogno di tempo”.

È stata istituita una quarta commissione della CTS per abbattere la burocrazia?
“Sì, si occuperà di erosione della costa, dissesto e ricostruzione con procedure e tempistiche dimezzate grazie alle deroghe oggi ottenute nell’ordinanza emergenziale. Lo dico dal mio insediamento sollecitando progetti e intercettando finanziamenti: serve tutelare le nostre coste con le barriere, i pennelli a mare, e tutto questo oggi si deve poter fare in tempi più brevi”.

C’è una grande sfida che riguarda la ricostruzione, è quella di pensare a come saranno le coste che vedranno i nostri figli e i nostri nipoti: la pianificazione territoriale
“Penso che da questa tragedia possiamo cogliere l’occasione per avere più fondi da destinare alle coste e tempi e procedure più brevi rispetto a normative nazionali rigide e farraginose, per dare una risposta più immediata. Ci riusciremo. Oggi è sempre più evidente che improntare le scelte di governo sulla sostenibilità ambientale sia importante”.

Quindi la ricostruzione non sarà una grande incompiuta?
“Ce la metteremo tutta e sono certa che Giorgia Meloni e il presidente Schifani non permetteranno che restino opere incompiute”.


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