Saverio Romano: che strali contro Lagalla

Saverio Romano: “No Schifani-Lagalla bis. Donne e giovani in politica”

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Gli strali al sindaco di Palermo
L'INTERVISTA
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“La mia idea è semplice e l’ho espressa chiaramente in una nota di qualche giorno fa. La politica in Sicilia ha bisogno delle donne e dei giovani, aggiungo. Ne consegue che sono contrario sia al bis di Renato Schifani alla Regione, sia al bis di Roberto Lagalla a Palermo. Penso che sia chiaro”.

Chiarissimo, in effetti. L’onorevole Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati, non parla mai con mezze frasi. Non lo fa nemmeno questa volta.

Onorevole Romano, qualche giorno fa lei ha criticato duramente, sui social, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Il titolo del post: ‘Quattro anni di annunci e una città che aspetta ancora un sindaco vero’.
“Sì, certo. I fatti lo rendono evidente ogni giorno. C’è una inefficacia amministrativa generale che si è manifestata, per esempio, sulla pulizia della spiaggia di Mondello, come è noto. Questo solo per le cose recenti. Il sindaco è anche il responsabile della salute pubblica. Non si possono tollerare cumuli di rifiuti che imputridiscono sotto il sole. Ma il tema è complessivo, secondo me”.

Cioè?
“La politica non riesce a sciogliere i nodi. L’unico problema che si pone è piazzare questo o quel ‘trombato’. Non c’è il dibattito su cosa fare. Il sindaco Lagalla conta su una maggioranza coesa, i renziani sono con lui. Ma il dramma politico resta e gli alleati si comportano come gli struzzi. Io no…”.

Tutto negativo?
“All’inizio, grazie anche all’entusiasmo di alcuni assessori, come Forzinetti che ha portato avanti un ottimo lavoro, qualche risultato c’era stato. Poi l’inerzia… pure i migliori si stancano. Cosa è stato fatto a parte risolvere l’emergenza delle bare dei Rotoli? Mancano gli interventi strutturali. La munnizza c’era con Orlando e c’è con Lagalla”.

Roberto Lagalla peggio dell’ultimo Leoluca Orlando? Sta dicendo questo?
“No, l’ultimo Orlando non era Orlando: una figura completamente assente. Infatti, Lagalla ha vinto a mani basse. Ma l’ultimo Orlando non può essere il termine di paragone. Assistiamo a un teatrino. Devo molto a Palermo, come alla Sicilia. Ecco perché mi occupo della città in modo così stringente”.

Per candidarsi sindaco, magari?
“Lo escludo. Sarei incoerente con quella nota dove indicavo nelle donne e nei giovani, spendendo qualche nome, il futuro della Sicilia. La prospettiva per cui lavoro è quella: né Lagalla, né Schifani bis. Il ragionamento sul secondo mandato è fuffa, bisogna considerare le condizioni politiche”.

A questo punto le chiediamo di enumerare gli addebiti nei confronti del presidente della Regione.
“Soprattutto, l’assenza di un governo politico che crea la crisi della maggioranza, all’Ars. Il capo del governo è anche il capo della coalizione, mestiere che Schifani non ha mai esercitato. Altri errori? L’indulgenza nei confronti della figura forte del momento e la concentrazione delle deleghe nelle mani del presidente”.

Da Palazzo d’Orleans si sottolineano i risultati economici. Secondo lei ci sono stati o non ci sono stati?
“Parzialmente. Con tutti i soldi che sono arrivati in Sicilia avremmo già dovuto completare la fisionomia della nuova Florida d’Europa. Obiettivo che si può perseguire alla prossima occasione, sia in Sicilia che a Palermo”.

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Però con un presidente e un sindaco diversi, secondo lei.
“Sì, è così”

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