Scazzi, baruffe e poi... serenate | 'Miccimeci', un amore impossibile

Scazzi, baruffe e poi… serenate | ‘Miccimeci’, un amore impossibile

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Commenti

    Il problema è che Micciché è un politico vero. Musumeci è vanesio e nulla più.

    Anni luce distanti, per fortuna nostra il Presidente è Musumeci, col suo stile, un riferimento solido

    Entrambi mi lasciano indifferente.

    In una Regione normale uno avrebbe potuto fare il portagrancassa nella banda musicale e l’altro il fruttivendolo specialista in miluni.

    Siamo Caduti proprio in basso per essere nelle mani di costoro.

    Saranno diversi, ma le teste…… si identificano con lo stesso termine.

    Sono più bassi i loro elettori, ti pare giovanbattista perasso?

    Nel senso di crozzone?

    Tutto lasciato al caso.
    Non si conclude nulla.
    Delusione

    Grazie per il ritratto di questi nostri eroi, peccato avere poche notizie da Cuffaro e Crocetta, i loro degni compari, anche se Totò resta e resterà insuperabile.

    p.s Se qualcuno si chiede chi vota o chi voterà questa gente, vada al cinema e segua Maresco, avrà la risposta.

    Stiamo parlando della preistoria e del soccorso della chimica. La Sicilia ha bisogno di giovani…

    io invece sono stanco di costoro sono sempre la a promettere e promettere fumo, e si ingrassano e qua si emigra e nulla piu’, ricordo solo una volta che il governo e opposizione hanno votato SI all’unanimità, e sapete quando, quando si è trattato di aumentare il loro stipendio, dopo di ciò hanno ricominciato con le discussioni inutili e senza senso, perdono tempo e basta, quando s itratta di aumentare lo stipendio tutti daccordo, e visto che vanno d’amore e daccordo per i soldi, si siedano ad un tavolo e la finiscano di fare le sceneggiate e davvero facciano gli Uomini veri, non i quaqquaraqquà

    Ogni loro pensiero e qualsiasi loro azione è dettata da una sola legge: il potere fine a se stesso. Quanta distanza con don Luigi Sturzo, esiliato, fondatore del Partito Popolare, beatificato nel 2017, maestro riconosciuto della conoscenza e dell’agire umano.

    Vogliamo che la Regione venga commissariata!!!!!!!!!!!!…inizieranno le raccolte delle firme.

    Infatti i risultati si stanno vedendo, basta pensare che ha messo l’assessorato più importante nelle mani di Armao, ho detto tutto.

    Con Toto’ la sicilia aveva il 12% di disoccupazione, il debito era di 5 miliardi, si realizzava l’autostrada palermo messina e la catania siracusa.
    Oggi disoccupazione quasi il triplo, debito di 8 miliardi, non si riesce a riprendere e mettere in sicurezza la palermo catania.

    Te l’ha detto Giletti di iniziare questa raccolta?

    CARO PUGLISI SI DICE MUSUMICCI … MA LA SOSTANZA NON CAMBIA: NESSUNO MISCHIATO CON NIENTE!!!!

    sempre liti, dissiti e chi ne sa piu’ ne metta, l’unica volta che ricordo che hanno votato all’unanimità è stata la legge che permetteva il loro aumento di stimendio, quando ci sono queste cose, ci sono sempre le convergenze, nessuno protesta, dopo è ricominciato il teatrino, Ma sedetevi e trovate soluzioni invece di recitare a soggetto.

    Caro Puglisi, scriva qualcosa, riguardo la trasm.. di Dom.. sera, L’arena di Giletti, è scandaloso , quel Miccichè è sicuramente tanti altri politici, fanno sfigurare noi siciliani, quanto costa mantenere i burocrati ignoranti politici da 2 soldi, tutta l’Europa ci condanna. scrivaaaa!!

    condivido quello che giletti ha detto ieri di miccichè.di musumeci non ha parlato, mi pare, per cui ancora aspetto

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Quando ci sono gare e competizioni in citta' siete a centinaia a fare servizio perche' vi pagano doppia giornata e straordinari . Nei giorni normali siete tutti imboscati e ci fate vivere in mezzo al traffico ,perche' non vi posizionate nei punti strategici della citta'e cercate di farci vivere meglio ? Volevo anche dirvi che in via ruggereo settimo girano a velocita' sostenute gli scooter elettrici guidati da bambini e da malacarni con la borsa a tracolla , perche' non fate questo servizio ?. Per la doppi a fila vi aspetto al corso OLivuzza.

La sanità che vorrei: ridurre l'overbooking, migliorare l'ascolto La testimonianza del paziente pubblicata da LiveSicilia racconta due facce della sanità: prima attesa, dolore e incertezza; poi competenza, umanità e fiducia ritrovata. Emergono due criticità strettamente collegate: l'overbooking dei pronto soccorso e la scarsa qualità della comunicazione. Come pretendere ascolto e gentilezza da operatori sovraccarichi, spesso esposti anche ad aggressioni? Ridurre gli accessi inappropriati potrebbe diminuire attese, tensioni e aggressività, restituendo tempo e serenità a chi cura. Perché non affiancare ambulatori di medicina generale ai pronto soccorso, collegandoli alle Case della Comunità, dove accompagnare i pazienti non urgenti dopo un'adeguata valutazione clinica? In Emilia-Romagna, Liguria e Valle d'Aosta esistono già esperienze di assistenza territoriale ad accesso diretto. Studiare e replicare i modelli virtuosi dovrebbe essere una regola della buona amministrazione. In Sicilia, invece, secondo i dati al 31 dicembre 2025, soltanto 2 delle 154 Case della Comunità previste erano pienamente operative: appena l'1,3%. Occorre inoltre rendere la buona comunicazione un compito istituzionale, misurarne la qualità, anche con sistemi automatizzati, e valorizzare chi sa ascoltare e informare. Una comunicazione efficace può prevenire incomprensioni, aggressività e contenziosi. La buona comunicazione non deve dipendere dalla sensibilità di pochi, ma diventare un dovere professionale e una garanzia per ogni paziente

Palermo è una città dalle grandi contraddizioni. Accanto alle sue ferite — povertà educativa, disoccupazione e lavoro precario, disuguaglianze, degrado urbano e ambientale, servizi insufficienti e periferie troppo spesso dimenticate — vive una straordinaria ricchezza di energie, competenze, creatività e passione civile. Ogni giorno associazioni, scuole, università, imprese, lavoratori, professionisti, realtà del Terzo Settore, comunità delle varie confessioni religiose, organizzazioni culturali e tanti cittadini costruiscono, spesso lontano dai riflettori, solidarietà, innovazione e speranza. Palermo è viva. E questa energia non può più rimanere dispersa. Le prossime elezioni amministrative possono rappresentare non soltanto un momento elettorale, ma l'occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità collettiva. Per questo chiediamo alla città di non partire dai nomi, dai partiti o dalle candidature. Partiamo da Palermo. Prima ascoltiamo i quartieri. Prima incontriamo i cittadini. Prima definiamo le priorità e costruiamo una visione condivisa. Solo dopo sarà il momento di individuare alleanze, candidature e responsabilità di governo. Vogliamo una Palermo nella quale nessuno sia costretto a partire per trovare lavoro, nella quale i giovani possano studiare, lavorare, abitare e progettare il proprio futuro; una città che investa nella scuola, nell'educazione e nella cultura, perché nessuna periferia sia condannata alla marginalità. Vogliamo una città policentrica, nella quale ogni quartiere sia protagonista e possa diventare luogo di partecipazione, incontro, servizi e progettazione del proprio futuro. Vogliamo una Palermo verde, sostenibile e accessibile, capace di affrontare il cambiamento climatico, curare gli spazi pubblici, migliorare la mobilità, tutelare il patrimonio naturale e garantire servizi dignitosi in ogni parte della città. Vogliamo una città che non lasci indietro nessuno: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, persone senza dimora, migranti e quanti vivono condizioni di fragilità. Il Terzo Settore e il volontariato devono essere riconosciuti come protagonisti delle politiche pubbliche e della costruzione del bene comune. Vogliamo istituzioni trasparenti, competenti e responsabili, nelle quali il cittadino non debba chiedere favori, ma possa esercitare diritti. La legalità deve diventare qualità quotidiana delle istituzioni e della vita democratica. E vogliamo che Palermo ritrovi pienamente la sua vocazione mediterranea. In un Mediterraneo attraversato da guerre, conflitti, migrazioni e disuguaglianze, Palermo può essere luogo di incontro tra popoli, culture e religioni, laboratorio di dialogo, cooperazione e pace. La sua storia e la sua posizione geografica le affidano una responsabilità particolare: costruire ponti, educare alla nonviolenza, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare le relazioni con le città e le comunità delle diverse sponde del Mediterraneo. Ma soprattutto vogliamo restituire ai cittadini il ruolo di protagonisti della democrazia. La partecipazione non può essere limitata al giorno del voto. Deve diventare una pratica quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e negli spazi della città. I cittadini devono poter proporre, discutere, controllare e valutare le scelte pubbliche.

E noi che abbiamo fatto il COVID lavorando con le cooperative negli ospedali a Catania, e provincia questo e stato il merito che ci hanno dato, siamo inquadrati come ausiliari e pulizieri, e dobbiamo fare pure il concorso ma va.........

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