PALERMO – “La manovra di stabilità è stata un lungo parto, figlio di un sistema regolamentare dell’Assemblea, come ha detto il presidente Gaetano Galvagno e io condivido, che consente un ostruzionismo tale da paralizzare l’aula e le iniziative del governo. Dobbiamo avere il coraggio, e faccio appello a tutte le forze politiche, per modernizzare il regolamento parlamentare, non è solo questione di voto segreto. Mi incontrerò a breve col presidente Galvagno, mi confronterò e valuteremo l’opportunità di sottoporre una riforma che dia regole similari a quelle del Parlamento nazionale, per la funzionalità del sistema regionale e per dare certezze”. Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, incontrando la stampa a Palazzo d’Orleans per gli auguri di fine anno.
Parlando dei positivi risultati economici della Sicilia, certificati dalle agenzie di rating e dai report di istituti e centri studi, il governatore Renato Schifani ha sottolineato in particolare l’obiettivo raggiunto dell’azzeramento del disavanzo della Regione e la formazione di un avanzo di oltre 2 miliardi, riconoscendo al suo predecessore Nello Musumeci di avere avviato “il trend di riduzione”.
“All’amico Musumeci – ha detto Schifani – va un doppio grazie da parte dei siciliani, perché ha ridotto di 3 miliardi il disavanzo nonostante il suo governo abbia dovuto gestire la difficile fase del Covid”.
Le immagini dei termovalorizzatori
Il presidente della Regione siciliana Renato Schifani ha mostrato le immagini simulate dei due termovalorizzatori che saranno realizzati in Sicilia. “A febbraio i progettisti dovrebbero consegnare gli schemi degli impianti e stiamo lavorando con Bruxelles per la condivisione del piano rifiuti”, ha detto il governatore.
“De Luca mio avversario”
“Cateno De Luca – ha aggiunto Schifani – è stato un mio avversario e tale rimane, ha votato la mozione di sfiducia e non ha votato la manovra di stabilità. Rimarrà un avversario del mio governo come giusto che sia. Siamo avversari politici nel rispetto dei ruoli. Spero di avere fatto chiarezza”.
“Sul Mpa non ho capito cosa sia successo la sera del voto finale alla manovra di stabilità. Il partito esprime un assessore, ha partecipato ai lavori. Escludo che dietro all’assenza dei voti del Mpa ci sia un fatto politico, perché sarebbe poco intellegibile. Penso a una casualità”.
Sulla decisione di Raffaele Lombardo di non partecipare più ai vertici della maggioranza, Schifani ha detto: “Il partito è sempre stato presenta ai vertici, poi decide Raffaele Lombardo se venire o non venire. Quando verrà saremo felici di offrirgli un caffè”.
Sul rimpasto: “Devo riempiere due caselle”
Schifani parlando del possibile rimpasto e della Dc ha risposto: “Devo riempire due caselle nel mio governo, perché non mi possono consentire di avere ancora gli interim, c’è quasi una situazione di immobilismo nei due assessorati. Quindi è un atto dovuto”.
“Ho adottato una scelta di fondo e nulla è cambiato rispetto a due mesi fa: non ho estromesso due assessori ma un partito. Stimo quel partito, ma secondo le indagini la Dc ha dimostrato di avere modelli gestione non consoni a come io intendo la trasparenza e l’uso delle istituzioni”.
Il bis: “Servono 10 anni per attuare il programma”
“Sto lavorando. Sulla base delle regole del centrodestra i presidenti di Regione uscenti vengono riconfermati. Se dovessi cambiare idea chiederò di interrompere questa regola ma sono concentrato sul lavoro e occorrono dieci anni per attuare un programma completo. Non è una rivendicazione, ma un dato di fatto. A me è stato chiesto di scendere in campo, non ho alzato il ditino io”.
“Fermo restando che i leader nazionali sono liberi di valutare diversamente e cambiare metodo ma non mi risulta che il metodo sia cambiato, a meno che un mese prima non impazzisca e decida di dedicarmi ai miei nipoti ma prendetela come una battuta – ha aggiunto – Siamo laici. Ho ottimi rapporti con i leader nazionali e regionali. Sono sereno, poi la politica è imprevedibile”.
“Fa benissimo il premier Meloni a non esporre in prima persona la sua immagine sul referendum per la giustizia. È una scelta composta e non come fece Matteo Renzi”.
La riforma, secondo il governatore, “impedisce che il Csm sia un organo politico. Il sorteggio dei componenti prevede che quell’organismo sia sottratto al correntismo della magistratura e non si faccia politica – ha aggiunto -. Mi risulta che la maggiore resistenza di parte della magistratura sia proprio contro il sorteggio”.
Lo stralcio
“La mia grande amarezza è stata lo stralcio dell’articolo 31 della manovra di stabilità, prevedeva 10 milioni a fondo perduto per la riduzione dei costi di export per le imprese siciliane Spero di trovare al più presto un veicolo per poter riproporre questa misura. Io non capisco onestamente le motivazioni allo stralcio, chiesto dall’opposizione, però credo che una misura del genere serviva alla nostra economia in un momento in cui ci sono i dazi di Trump”. ha detto Renato Schifani.
La riforma della Corte dei conti
“La Corte dei conti è sottoposta a una riforma strutturale attesa da tempo. Sono dell’idea che le riforme si giudicano nel tempo in base all’applicazione e non nella fase iniziale”. Così Renato Schifani.
Capitolo Sanità
“Faremo di tutto per salvare la cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Non possiamo perdere questa eccellenza. Io vado avanti. Non è campanilismo ma salvaguardare la qualità della nostra sanità. Prima non era inserita in nessun impianto strutturale ospedaliero, ora sì Sono fiducioso”, ha aggiunto il governatore.
I manager della Sanità. “Credo che il sistema di nomina dei direttori della sanità, e a cascata dei direttori amministrativi, non abbia funzionato. Ma non per colpa del sottoscritto. La politica ha invaso la gestione della sanità, riducendo la qualità del prodotto. Questo è un fatto difficilmente contestabile, parlo di politica e non di un governo o dell’altro”.

