PALERMO – Il presidente della Regione Renato Schifani relaziona all’Ars sull’operato del governo. Appuntamento alle 15, mentre protesteranno i dipendenti dell’Arpa per il blocco delle assunzioni, il primo di tanti scogli che il governo proverà ad arginare con un vertice di capigruppo e una cena.
La calma è “solo apparente”, spiegano i deputati di maggioranza, a duello sui sottogoverni, ma non solo.
Schifani relaziona all’Ars, maggioranza compatta
Il presidente Schifani ha mantenuto la parola, sarà all’Ars a relazionare, dopo la richiesta del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, che minacciò di occupare il banco dei relatori, durante una seduta di qualche settimana fa. Il governatore farà un resoconto sui temi centrali, “si darà conto – anticipa il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino – di quelle che sono le opere avviate, da sempre immaginate, come i termovalorizzatori, i cinque dissalatori, la rete idrica, il south working, oltre a tutte le cose che sono state fatte”.
“Una relazione che sarà esaustiva – aggiunge Pellegrino – perché l’ottimo operato dell’amministrazione Schifani risulta dalla classifica del Sole 24 ore, che conferma una crescita maggiore del consenso”.
L’opposizione attacca, puntando sulle note dolenti, come la sanità, ma Pellegrino non ha dubbi: “Siamo in piano di rientro e abbiamo cercato rimedi importanti alle deficienze anche di organico, che non dipendono dalla Regione”.
“Il significato politico – spiega Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia – è quello di dare conto dell’azione del governo, puntando sui risultati raggiunti e sulle prospettive future e credo che Schifani lo farà in maniera esauriente, senza sottrarsi agli argomenti di attualità”.
Per Fabio Mancuso, coordinatore regionale del Mpa, “il governo Schifani sta facendo molto bene, dobbiamo rafforzare la comunicazione affinché arrivi in ogni famiglia tutto il lavoro svolto dal governo”. E la Dc è compatta: “Non c’è dubbio che siamo orgogliosi di ciò che è stato fatto e che abbiamo sostenuto in questi anni”, afferma il deputato regionale Ignazio Abbate.
Blocco assunzioni, il primo nodo
I dipendenti di Arpa protesteranno, in bilico circa il 40% del personale. Il blocco delle assunzioni nelle partecipate, fino al 31 dicembre del 2027, nasce da una proposta delle opposizioni, con parere positivo del governo, in ballo ci sono un migliaio di posti, lo scopo iniziale era arginare il possibile condizionamento dei partiti nella prossima campagna elettorale delle regionali.
Ma, di fatto, si rischia la paralisi anche nelle società che gestiscono importanti asset del mondo sanitario: Asp e Seus per esempio.
Nella maggioranza i deputati puntano il dito contro “l’asse Pd-Mpa in Commissione”, adesso è il momento delle deroghe per i dipendenti di Asp, Seus e, appunto, Arpa. A rischio le stabilizzazioni dei precari, ma anche i progetti per i servizi aggiuntivi sanitari, quelli destinati ai cittadini.
Assenza spera “che le assunzioni si possano sbloccare”, la partita si giocherà domani, mercoledì 22 in Aula, dopo la cena di stasera con Schifani, nella quale bisognerà annotare gli eventuali assenti.
La manovrina
Altro banco di prova della maggioranza è la manovrina, prevista per settembre. “Ci apprestiamo ad approvare il disegno di legge stralcio della IV commissione – ha detto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno durante la visita di La Russa a Catania – dove stiamo agganciando tutti gli emendamenti che hanno un carattere di urgenza. Aspettiamo di poter valutare ed esaminare la variazione di bilancio, dove ci saranno diverse centinaia di milioni che ci auguriamo di poter impiegare per il territorio”.
Gli emendamenti territoriali sono quelli che servono per spegnere le tensioni dei partiti, e allentare anche gli appetiti di una parte dell’opposizione, che si è seduta, nel passato, allo stesso tavolo della maggioranza. Bisognerà però istituire un fondo anche per i Comuni che non hanno “santi in paradiso”, ovvero deputati all’Ars che stabiliscono quali opere finanziare. Niente associazioni, solo appalti cantierabili, ma le ipotesi sono ancora in discussione.
Assenza non ha dubbi: “Bisognerà mettere in campo, prima della conclusione della legislatura regionale, due nuove finanziarie importanti, con quella del 2027 sostenuta da risorse di grande respiro”.
L’opposizione attacca
“Il presidente della Regione Renato Schifani – dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars – sarà in aula all’Ars per esporre la sua relazione sul programma di governo. Dal diritto alla salute negato ai siciliani agli annunci mai concretizzati sugli interventi per le fasce deboli, agricoltura, imprese e amministrazioni locali, sono tanti i punti sui quali il gruppo parlamentare del Partito Democratico chiederà chiarimenti dopo i disastri di questo governo”.
“Soprattutto – aggiunge – chiederemo al presidente Schifani di rispondere su un tema: nel suo programma, cosa c’era scritto sotto la voce ‘legalità’? Perché tra governo, deputati di maggioranza, dirigenti di assessorati ed esponenti politici, l’elenco di chi è stato coinvolto in procedimenti giudiziari è talmente lungo che si fa fatica a tenerlo aggiornato”.
Leggi anche
“È un giorno da segnare in rosso – afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca – sul calendario dell’Ars, visto che il presidente Schifani non solo tornerà a farsi vedere a Sala d’Ercole, ma parlerà anche al Parlamento, cosa rarissima, nonostante il governatore si sia sempre professato, ma solo a parole, un parlamentarista convinto. Ci auguriamo che non si limiti a raccontarci una Sicilia che va a mille e con un’economia tra le migliori del mondo, cosa di cui i siciliani non hanno il minimo riscontro”.
I sottogoverni
Altra partita è quella dei sottogoverni, i Cda sono in scadenza, Irfis, Irca, Sas, Seus, Cefpas, Esa, Olio e vino, tutto da rifare. Le tensioni si giocheranno anche su queste caselle, un anticiclone che porterà a un autunno caldo a Palazzo dei Normanni.




