Palermo, mafia di Resuttana: condannati i boss e il notaio

I boss di Resuttana e il notaio, tutti condannati in tribunale

La sentenza nata dall'operazione antimafia nel quartiere di Palermo

PALERMO – Tutti e cinque gli imputati condannati, compreso il notaio. L’arresto arrivò nel blitz antimafia Resuttana, ora le condanne inflitte dal Tribunale presieduto da Fabrizio La Cascia. L’accusa era rappresentata dai pubblici ministeri Giovanni Antoci, Francesca Dessì e Giorgia Righi. Gli imputati hanno chiesto di essere giudicati con il rito ordinario e la loro posizione è stata separata dal troncone già giunto a sentenza con la condanna di diversi boss.

Le condanne inflitte dal tribunale di Palermo

Queste le condanne: il notaio Sergio Tripodo 2 anni, due mesi e 20 giorni (la Procura ne aveva chiesto 10), Mario Muratore 13 anni, Giuseppe D’Amore 13 anni, Francesco Balsameli 11 anni (ne erano stati chiesti 21, oltre alla mafia gli veniva contestata la gestione dei traffici di droga che però non ha retto).

Il blitz antimafia a Resuttana

Il blitz svelò il ritorno al potere del boss Salvo Genova, protagonista di una stagione di summit. A Genova nel processo in abbreviato sono inflitti 18 anni di carcere. Una pena pesantissima tenendo conto, tra l’altro, dello sconto di un terzo della pena.

Il ruolo del notaio e l’aiuto dei boss

Il notaio Tripodo era sotto processo per una tentata estorsione aggravata: avrebbe chiesto l’aiuto dei mafiosi per liberare alcuni immobili nella zona del mercato ortofrutticolo. Gli inquilini non volevano andare via nonostante ci fosse un ordine di sfratto.

Gli imputati dovranno risarcire le parti civili Solidaria, Sos impresa, Rete per la legalità, Confcommercio, Confesercenti, Asso impresa, Fai, Sportello per la legalità, Comune di Palermo, Centro studi Pio La Torre


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