"Vantiamo crediti rilevanti". Siciliacque risponde alle polemiche

Siciliacque, polemiche e accuse. La società: “Vantiamo crediti rilevanti”

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L'audizione in IV Commissione all'Ars e le reazioni

PALERMO – “Aica ci ha detto di trovarsi sotto ricatto da parte di Siciliacque. Una situazione paradossale che mette la gestione del pubblico sotto scacco, per delle logiche economiche, il tutto davanti ad una crisi idrica che pagano i siciliani. La nota positiva è che tutti eravamo d’accordo: deputati presenti come Cambiano, La Rocca Ruvolo, Pace e anche tutti i sindaci. Questo non fa altro che dimostrare che l’acqua non ha e non può avere alcun colore politico. Siciliacque ha chiaramente fallito nella gestione che va avanti ormai dal 2004. Dobbiamo ragionare sulle alternative perché sull’acqua non si gioca. Significa giocare sulla pelle dei siciliani”.

Lo ha detto il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, durante l’audizione in IV Commissione all’Assemblea regionale siciliana per discutere sulla crisi idrica che sta colpendo l’Agrigentino.

All’incontro ha preso parte anche il sindaco di Agrigento, Michele Sodano: “Siamo a un passo da una crisi irrecuperabile. L’attuale gestione crea un danno a tutto il tessuto economico agrigentino. E non possiamo neanche chiamarla ‘emergenza’ perché questo problema dell’acqua è un appuntamento che arriva ogni estate e che deve fermarsi. Siciliacque è, e si comporta, come un’azienda privata, pensando al dividendo e al profitto. Qui non ci può essere libero mercato, perché l’acqua è un bene primario e tale deve rimanere. È impensabile che i pozzi siciliani vengano dati in mano alle multinazionali, per questa ragione è necessario che tornino nella disponibilità di tutta la collettività”.

Pellegrino (FI): “La Vardera non sa di cosa parla”

“Ancora una volta – esordisce Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars – il collega La Vardera dimostra di parlare senza sapere di cosa parla, contraddicendosi da solo nel giro di poche righe. Da un lato ci dice che gli invasi sono stracolmi – circostanza dovuta certamente alle piogge abbondanti di quest’inverno, ma anche ai tanti lavori di efficientamento delle reti voluti dal governo regionale e alle politiche di risparmio idrico che hanno permesso un minor consumo – e dall’altro ci parla di crisi imputandone la colpa al governo. Se gli invasi sono pieni, la crisi non può essere figlia della scarsità d’acqua, ma semmai della sua distribuzione. E su questo il governo sta lavorando”.
    “Uscire – ha continuato – è soltanto uno slogan vuoto. Significherebbe ritornare a un periodo di frammentazione della gestione delle risorse, proprio quella che ha prodotto il caos che abbiamo ereditato. La gestione unificata e controllata è invece parte del processo che oggi ci permette di avere riserve sufficienti. Avere cultura di governo, invece di atteggiamenti da chiacchierone da salotto, significa proprio questo: affrontare i problemi in modo concreto e costruttivo, non lanciare proclami che non hanno alcuna base tecnica o giuridica”.

Siciliacque: “Vantiamo crediti rilevanti”

Fermo restando il rispetto per le posizioni espresse dai deputati siciliani in sede di audizione presso la commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, Siciliacque ritiene necessario ribadire con forza e la massima chiarezza alcuni punti essenziali. La società vanta crediti di gestione rilevanti: circa 16,3 milioni di euro per sorte capitale nei confronti del gestore unico d’ambito di Agrigento, di cui 10 milioni messi a disposizione dalla Regione potranno essere incassati solo nel 2027 e 19 milioni di euro per la fornitura idrica già effettuata negli ultimi 2 anni e mezzo ai Comuni ex Eas”. È quanto si legge in una nota di Siciliacque.

“Una situazione che già nel corso del 2024 ha reso necessario un aumento di capitale e un finanziamento soci per complessivi 40 milioni di euro: misure indispensabili per garantire la stabilità finanziaria e assicurare la continuità del servizio, nonostante il mancato riconoscimento dei pagamenti dovuti che continua a reiterarsi – prosegue la nota – In questo contesto, Siciliacque ha continuato, continua e continuerà a operare con trasparenza ed efficienza, mantenendo la sostenibilità economica necessaria a garantire il servizio previsto”.

“Permangono, tuttavia, criticità significative nel rapporto con Aica, risolte finora solo grazie all’intervento diretto della Regione. Su un punto occorre essere espliciti: i problemi legati alla carenza di risorsa idrica all’interno dell’ambito non rientrano né nelle competenze né nelle responsabilità del gestore di sovrambito, al quale non compete la distribuzione locale – conclude – Attribuire a Siciliacque responsabilità che fanno capo ad altri soggetti non contribuisce a risolvere le difficoltà delle comunità interessate. Siciliacque conferma la piena disponibilità al confronto con le istituzioni nazionali, regionali e locali, in ogni sede e in qualsiasi momento”.


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