Sie replica all'Ati: "La risoluzione è infondata, siamo stati ostacolati"

Sie replica all’Ati: “La risoluzione è infondata, siamo stati ostacolati”

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La società risponde alle contestazioni in vista dell'assemblea decisiva
NEL CATANESE
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3 min di lettura

CATANIA – Alla vigilia dell’assemblea dell’ATI di Catania chiamata a pronunciarsi sulla proposta di risoluzione della convenzione con SIE – Servizi Idrici Etnei, si accende nuovamente lo scontro sul futuro della gestione del servizio idrico nell’area etnea. Nei giorni scorsi il Consiglio direttivo dell’Assemblea territoriale idrica ha approvato la proposta di scioglimento del contratto, contestando alla società presunti gravi inadempimenti, tra cui il mancato subentro in diverse gestioni e il rischio di perdita di finanziamenti pubblici.

Adesso arriva la replica della società, che definisce “infondata” la proposta di delibera e ribalta le responsabilità sull’Ente d’ambito.”La proposta di delibera – sostiene SIE – evidenzia una generale amnesia sugli obblighi dell’ATI derivanti dalla sua funzione di Ente regolatore, dalla convenzione e dai molteplici giudicati, mai richiamati nel documento”.

Secondo la società, il nodo principale riguarda il mancato aggiornamento degli atti regolatori. “L’ATI – afferma – non ha approvato Piano economico finanziario, Programma degli interventi e sviluppo tariffario, tutti fermi al periodo precedente alla regolazione ARERA. Si tratta degli atti fondamentali per la gestione del servizio idrico integrato”. SIE ricorda inoltre che “il Ministero delle Infrastrutture ha sospeso i fondi del PNRR proprio in attesa dell’approvazione di questi atti, che costituiscono condizione imprescindibile per l’utilizzo delle risorse”.

La società respinge poi una delle contestazioni principali, quella relativa al mancato subentro nelle gestioni ancora affidate a soggetti come ACOSET, SIDRA, SOGIP e AMA.

“È paradossale – sostiene SIE – contestare il mancato subentro quando è stata la stessa ATI a prevedere in convenzione che esso possa avvenire solo dopo il pagamento dei valori di subentro. Valori che l’ATI avrebbe dovuto approvare entro aprile 2025 e che ancora oggi non sono stati determinati. Di conseguenza SIE è nell’impossibilità di acquisire tali gestioni per esclusiva responsabilità dell’Ente”.

La società ricorda di avere chiesto nuovamente l’intervento del giudice amministrativo per ottenere la nomina di un commissario ad acta “affinché provveda ad approvare gli atti regolatori, i valori di subentro e a completare il trasferimento delle gestioni”.

Nel documento viene inoltre richiamato il lungo contenzioso tra le parti. “Dopo quattordici sentenze favorevoli passate in giudicato – afferma SIE – siamo stati costretti ancora una volta a rivolgerci al giudice perché vogliamo investire sul territorio, progettare e realizzare gli interventi infrastrutturali previsti”.

La replica riguarda anche il tema della depurazione. “È fuorviante sostenere che SIE non voglia prendere in carico i depuratori. Ne gestiamo già nove e per gli altri è la stessa ATI ad avere previsto un percorso di regolarizzazione che richiede progetti, approvazioni tecnico-amministrative e coperture economiche”.

La società rivendica inoltre l’attività svolta dall’avvio della gestione: “Lo stato delle infrastrutture consegnate ha richiesto oltre 3.720 interventi manutentivi nell’ultimo anno e mezzo. Abbiamo già realizzato un nuovo pozzo, ne sono programmati altri quattro e sono stati installati più di cinquanta sistemi di telecontrollo tra serbatoi e pozzi”.

Infine SIE critica anche il metodo seguito dall’ATI nella predisposizione della proposta di risoluzione. “È possibile – si legge nella nota – che presunti dissensi tra soci di una società partecipante diventino addirittura causa di scioglimento della convenzione? Basta una nota inviata da ACOSET il venerdì perché il lunedì venga convocato un Consiglio direttivo urgente che trasforma quelle contestazioni in un presunto grave inadempimento della SIE?”.

La società conclude ribadendo la propria disponibilità al confronto istituzionale. “Abbiamo partecipato alla gara e difeso in questi anni il nostro diritto proprio perché vogliamo acquisire tutte le gestioni, realizzare gli investimenti e migliorare il servizio per gli utenti. Restiamo disponibili a collaborare in buona fede con tutte le istituzioni coinvolte, ma non ad accettare soluzioni che cambino tutto per non cambiare niente”.

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