Da Mattarella a Pignatone| Sinfonia siciliana ai vertici - Live Sicilia

Da Mattarella a Pignatone| Sinfonia siciliana ai vertici

Per il palermitano Sergio Mattarella potrebbero aprirsi le porte del Quirinale. Sarebbe l'ultima e più importante tessera di un puzzle già ricco di cariche di primo piano occupate da siciliani nella Capitale. Proprio mentre al di qua dello Stretto la Regione arranca.

Il potere made in Sicily
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PALERMO – Un palermitano al Quirinale? Sergio Mattarella parte in pole position per la corsa alla successione di Giorgio Napolitano che si apre in queste ore. Certo non mancano i casi illustri di candidati entrati papi e usciti cardinali, ma al momento, il fratello di Piersanti è “il” candidato, sostenuto dal Pd tutto intero. Almeno ufficialmente, va aggiunto visti i precedenti. Pd e Berlusconi permettendo, l’ex vicepremier potrebbe spuntarla secondo i media nazionali già dalle prime votazioni.

Un siciliano Capo dello Stato non si è mai visto. O meglio, un siciliano al Quirinale. Visto che in queste ore un siciliano Capo dello Stato, per quanto supplente, c’è già, ed è il presidente del Senato Piero Grasso. Se a Matteo Renzi riuscirà l’operazione Mattarella, si formerà infatti un’inedita accoppiata palermitana sulle due poltrone più alte della Repubblica. Proprio nel momento in cui la Sicilia si dimena nel pantano, e rischia di affondare, proprio nei giorni più drammatici e incerti della Regione, i siciliani oltre Stretto si ritrovano protagonisti di una sinfonia di potere, ben saldi nei gangli più strategici dei Palazzi che contano. Curiosa coincidenza, questa, quasi un ossimoro.

Al di là delle valutazioni sul merito, un dato di fatto balza all’occhio e merita di essere registrato: se nell’Isola la classe dirigente, con in testa il governatore Rosario Crocetta, precipita nel disastro generale, i siciliani di mare aperto, nella Capitale hanno occupato, piaccia o meno, posizioni chiave. Come il leader di Ncd Angelino Alfano, da due anni alla guida del potentissimo e delicatissimo ministero dell’Interno, crocevia strategico come pochi altri nella geografia dell’italico potere. Di Piero Grasso, presidente del Senato dopo gli anni in magistratura a Palermo si è già detto. Ma c’è anche chi da magistrato ha trovato successo e consenso a Roma. Quel Giuseppe Pignatone, palermitano e capo della procura capitolina, che ha piazzato una serie di colpi clamorosi, l’ultimo e il più fragoroso l’inchiesta su “Mafia capitale”. E sempre restando nell’ambito della Giustizia, altra casella pesantissima appannaggio di un siciliano è quella del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che da dicembre è guidato dal magistrato Santi Consolo, nativo di Gangi. C’è il professore Giovanni Pitruzzella, da qualche anno alla guida dell’Antitrust. Restando in tema di sicurezza e lotta alla mafia, ricopre da anni un ruolo di vertice nella Confindustria nazionale Antonello Montante, delegato della legalità della confederazione degli industriali, fresco di nomina governativa all’Agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata. Perché oltre ai posti chiave nelle Istituzioni, anche nelle parti sociali, in effetti, i siciliani siedono in posizioni di primo piano. In Confindustria, accanto a Montante c’è Ivan Lo Bello, vicepresidente nazionale. E pure nel sindacato ecco un siciliano al vertice, Carmelo Barbagallo neosegretario confederale della Uil.

Stridente il contrasto d’immagine tra quella e questa Sicilia, quella d’esportazione che scala i vertici del potere, e quella “di scoglio”, che arranca nella crisi senza fine con all’orizzonte prospettive fumose e inquietanti. E auspicabile almeno che le due Sicilie, quelle dei palazzi romani e quelle dello sfilacciato potere palermitano, trovino efficaci cinghie di trasmissione. Con o senza un Quirinale targato Palermo.

 

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Commenti

    probabilmente il fatto che tanti nomi siciliani siano a vertici siciliani e non riescano a riflettere questo sulla Sicilia è indice che in realtà sia tutto un bluff e non sarei tanto sicuro che l’elezione di Mattarella sia un bene per la Sicilia viste le sue posizioni oltranziste sull’autonomia siciliana se la memoria non m’inganna

    Ma questi siciliani per la Sicilia cosa hanno fatto? NULLA.

    Facciamo un bilancio…. Quanto hanno avuto e quanto hanno dato

    Probabilmente fare affondare la Sicilia e svenderla ai partiti italiani è il miglior modo per scalare i vertici istituzionali a Roma!!!

    Nota per la redazione. Avete dimenticato il neo assessore al comune di Roma Alfonso Sabella, di Bivona (AG), chiamato da Marino dopo “mafia capitale”. Una lunga carriera ai vertici delle procure più calde del paese e impegnato in prima linea in tante indagini sulla lotta alla mafia. (Onorato di conoscerlo).

    Dei Siciliani Mattarella, Pignatone e Consolo mi fido e credo che ci facciano onore!

    I SICILIANI QUANDO PASSANO LO STRETTO DI MESSINA DIVENTANO ITALIANI, DIMENTICANO LA LORO TERRA E PUR DI RIMANERE IN SELLA SI SVENDONO AI VOLERI DEI PIU’ FORTI. E’ STORIA. SE COSI’ NON FOSSE LA SICILIA NON SAREBBE IN QUESTE CONDIZIONI DISASTROSE DI TERRA MARTORIATA E INDIFESA. IL PRESIDENTE DEL SENATO, IL MINISTRO DELL’INTERNO, COSA HANNO FATTO PER IMPEDIRE LO SCIPPO DEI FONDI PAC ALLA SICILIA? COME HANNO POTUTO PERMETTERE LA CHIUSURA DEL CONTENZIOSO TRA LA REGIONE E LO STATO PROVOCANDO UNA PERDIDA DI DIVERSI MILIONI DI EURO A SFAVORE DELLA SICILIA IN UN MOMENTO DI TALE DIFFICOLTA’ ECONOMICA? QUESTI PENSANO SOLO ALLA LORO GLORIA ED ALLE LORO TASCHE.

    Esportiamo pure Crocetta, candidandolo Ministro per le pari opportunità-

    mattarella mi piace….e poi anche come figura….

    Mattarella almeno e’una perona onesta,gli altri ? va be meglio tacere

    Non capisco cosa dovrebbe cambiare, in un’ottica di normalità. La verità forse è che abbiamo nel DNA ed è incancellabile, questa fissazione col “potere”. Ma cosa dovrebbe fare un capo dello stato o un ministro dell’Interno o un capo procuratore ai vertici? favorire la Sicilia e i siciliani? e perchè mai? non danneggiarli? e non è cosa “normale”?avere una particolare attenzione? boh…
    Penso che in determinate posizioni il rispetto dell’imparzialità e l’esercizio del potere a vantaggio del bene comune e della collettività (senza distinzioni tra Nord, Sud, Centro, destra , sinistra, bianchi, neri, juventini, interisti, gay, etero, ecc ecc) dovrebbe essere la caratteristica e la dote principale di chi è posto in quella posizione….

    Se mi citi una cosa sola … una sola … che questi qua hanno fatto per la Sicilia
    (e non solo per i loro culi impoltronati o per i loro lauti conti in banca)
    comincerò a pensarla come te

    PLR (per la redazione)
    capisco che in questo momento siete tutti presi da quest’aura
    di “conquista del quirinale” da parte di un siciliano … e quindi
    non gradite le voci fuori dal coro (il primo commento vi è evidentemente
    scappato dalla censura) ma che posso farci se nella mia esperienza
    al di fuori della Sicilia le persone in assoluto peggiori che ho incontrato
    sono stati proprio i siciliani?
    ….soprattutto quelli “belli-e-potenti” come piacciono a voi

    Tanto ha già mandato Alcide e Michela in avanscoperta…

    Concordo!
    E visto i precedenti “Siciliani” in campo Politico……..penso che il bluff è assicurato.

    Tanti siciliani ai vertici dello stato. Non poteva finirci peggio.

    Se Sergio Mattarella è come Piersanti allora sarà un ottimo Presidente, l’unica cosa che mi lascia un po perplessa è che il nome è stato fatto da Renzi per il quale non nutro alcuna simpatia ne rispetto.

    “Sinfonia siciliana ai vertici dello Stato”.
    Questa “Sinfonia” servirà alla sicilia?
    Porterà lavoro?
    Determinerà benessere?
    Assolutamente NO!!!!!!
    Allora, diventerà solamente una (anzi l’ennesima) beffa.

    può darsi che guardino alla realtà…

    Sarebbe bello se il Presidente Mattarella dopo la sua elezione al Quirinale a Camere riunite facesse proiettare il film “Biagio” dedicato a Biagio Conte invitando ovviamente alla proiezione tutte le autorità dello Stato.
    La Sicilia “bella” e “vera” sarebbe onorata nella maniera piu’ giusta.

    Ma se cambiano pure accento pur di non farsi riconoscere che sono SICILIANI.

    Sono Siciliani con la memoria corta

    Concordo anche con Lei e non è “disfattismo” ma viene difficile essere “contenti” visto sempre i precedenti!!

    Salvo Toscano ha dimenticato di dire che, storicamente, i siciliani diventati potenti hanno sempre marciato contro la Sicilia. Il campione di questa logica parricida è Francesco Crispi. Dall’Ottocento ad oggi sempre la stessa suonata.

    il nuovo che avanza…

    sinfonia d’autunno..

    TEMA (per Salvo Toscano): E’ pensabile che, al di là di Mattarella, il nuovo Presidente “debba” essere siciliano? E’ possibile che ciò sarebbe propedeutico a consentire di condurre in porto la fine delle autonomie regionali speciali?
    (Lo svolgimento, se vorrà, potrà consegnarlo prima della elezione definitiva…).
    Cordialità.

    PRoprio per questo vedo nero

    Possiamo esserne certi:l’elezione scontata domani sabato 31 gennaio del
    prof. Sergio Mattarella schiude una bella speranza, una luce insperata per la
    nostra Isola. Possiamo essere onorati e felici:la Sicilia ne trarrà effetti indotti
    benefici.
    Buon lavoro, Presidente!

    A memoria d’uomo chi ha preso posti oltre lo stretto è sempre andato contro le esigenze della Sicilia e contro la sua Autonomia. Sergio Mattarella abrogando il commissario dello Stato ha confermato la precedente sentenza incostituzionale che abrogava l’Alta Corte Siciliana, lasciando la nostra autonomia nelle mani di un organo centralista (Corte Costituzionale) che ha ridimensionato e annullato le funzione dell’autonomia…

    Io proietterei ”belluscone”, forse descrive la Sicilia meno bella ma sicuramente più vera

    esatto! Crispi riposa nel pantheon dei siciliani illustri

    Un’altra spiegazione è possibile.
    Giungere ai vertici di un’istituzione pubblica o di un incarico politico non è affatto sinonimo di preparazione e/o competenza: in genere, sono altri i “titoli” necessari.
    E noi siciliani lo sappiamo bene.
    Mi ricordo del (residuo) orgoglio di siciliano quando vengo a conoscenza di qualche conterraneo che eccelle in campo scientifico o nel settore imprenditoriale (sano….) dove, purtroppo, siamo mosche bianche…..

    Ce ne fosse uno da prendere !!!!
    Mamma mia quanto siamo messi male.

    Salvatore 30-01-2015 – 08:18:27
    Dei Siciliani Mattarella, Pignatone e Consolo mi fido e credo che ci facciano onore!

    Un figlio d’arte quasi certamente, almeno che il dietrofront che Renzi ha appena fatto verso Sel e la minoranza del suo Pd non venga cancellato con un “contrordine compagni” tutto da ridere, sarà il prossimo inquilino del Quirinale. E la Bindi, che ieri di Renzi diceva peste e corna, oggi si commuove a sentirne nominare solo il nome. Non per niente, sulla giostra della politica è tutto possibile. Il sentore di zolfo che certa gente lascia dietro di sé, quasi un DNA della sua coscienza, nel portare avanti il suo personale gioco delle tre carte, però, nessuno potrà mai eliminare.

    Siciliani o no…noi non avremo mai benefici. Questi siciliani dimenticano il loro popolo e la loro terra, quindi non ce ne frega proprio niente…questa è l’ennesima presa per…e stiamo ancora qui a parlarne.

    vi scannate per il nome del prossimo presidente della repubblica ma non ne conoscete le sue funzioni…

    Il clan dei siciliani. 😀

    Presidente della Repubblica siciliano e il Vice Presidente della Repubblica siciliano.

    Credo che non era mai successo per nessuna delle regioni italiane prima d’ora.

    Qualunque cosa si possa pensare è un grandissimo privilegio.

    La domanda è: ma come abbiamo potuto eleggere Crocetta in Sicilia?

    Premetto che Mattarella mi suscita a prima vista lo stesso entusiasmo di un corteo funebre in una piovosa mattina di novembre. Tuttavia non posso che rallegrarmi per il fatto che un siciliano possa diventare Presidente della Repubblica.

    Trovo insolito il modo di ragionare di chi pensa sempre a Crocetta come simbolo di fallimento, tralasciando di considerare che chi esce fuori dalla Sicilia naviga in acque normali e se sa puo’ pure nuotare, chi resta in Sicilia nuota nell’olio, e questo e’ valso per Cuffaro, circondato da frequentazioni del terzo tipo, per Lombardo idem, quello era il contesto in cui si nuota in Sicilia, olio d’auto esausto che tutto ammorba e rende sterile. Crocetta ha avuto il solo demerito di provarci, avrebbe dovuto lasciare che quel blocco sociale siciliano che ben conosciamo, quello che nell’olio ci nuota, si friggesse da solo.

    Auguri Mattarella, anche se, ripeto, non ho poi tanta fiducia, visto l’immobile pantano bianco fiore che l’ha generato, e mi stupisce che il dinamico Renzi abbia proposto e imposto la sua candidatura, che fa di sicuro bene al PD, ma non so se ugualmente bene all’Italia.

    E’ una persona con la schiena dritta, dicono, bene, di sicuro non scende dalle stelle, ovvio, magari ci dica della trattativa tra stato e mafia, di cio’ che ne pensa, eventualmente di cio’ che sa di prima, seconda o terza mano, rompa le righe come fece Pertini e ci dimostri di che pasta puo’ essere un siciliano, se solo lo vuole.

    Preciso che chi parla e’ una persona normale che mai si e’ accodato al coro di insulti a Napolitano, coro tanto circoscritto quanto dai toni elevati. Pero’ credo di avere il diritto di porgerla, quella domanda. Ci fu o non ci fu, e se ci fu su cosa? Da persona normale queste domande, se ci penso, mi turbano il sonno notturno.

    Via uguro una buona serata.

    L’articolo evidenzia un fatto arcinoto,che nonostante la Costituzione,lo Stato e gli apparati burocratici e’ sempre la volontà e l’impegno dei singoli,che affrontano e portano avanti le soluzioni dei problemi. Più persone condividono lavoro,solidarietà e impegno e’ meglio funziona la ns società, in periodi come questo dove il peggio batte il meglio 2 a 0, le cose vanno a rotoli.
    Dunque parlare di istituzioni senza il contenuto del fattore umano e’ come avere un libro e non leggerlo,si dice che è interessante ma non l’ho letto.
    Auguriamoci che venga eletto come Presidente una persona perbene,che oltre a far bene il suo compito,sia d’esempio a tutti gli italiani.

    Ma come mai con tanti talenti siciliani i siciliani sono con l acqua alla gola?

    Mattarella giudice relatore della sentenza con cui la Corte ha liquidato il Commissario dello Stato e con lui asservito al controllo politico del governo nazionale l autonomia legislativa della Sicilia. Il siciliano certo più adatto a rappresentare lo Stato.

    Mattarella è una figura assolutamente terrificante. Non mi suscita simpatia, sembra un po’ sull’acido/velenoso. Insomma al meno Napolitano tentava di apparire in un certo modo.
    penso che alla fine quello più simpatico sia stato Pertini e Cossiga ma Mattarella ….

    Corsi e ricorsi…..il periodo piu nero fatto di mmiseria e emigrazione coincise con l ascesa di F. Crispi

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