Sisma di Santo Stefano, tre anni dopo: ancora niente ricostruzione

Sisma di Santo Stefano, tre anni dopo: ancora niente ricostruzione

Un segnale di speranza arriva da Roma, con l’approvazione di un emendamento all’interno del decreto Pnrr.

CATANIA – Lo sciame sismico che ha colpito l’ante di vigilia di Natale ha fatto ripiombare l’intera provincia di Catania dentro un incubo non ancora smaltito. Sì, perché quando il terreno trema la memoria va subito lì. Alla notte di Santo Stefano. A quello squarcio sulla faglia di Fiandaca che ha spazzato via i sacrifici di una vita intera assieme alla normalità di poter dormire (letteralmente) con un tetto sopra la testa. I segni di quella notte sono ancora visibili a Fleri. Ma anche a Pisano, Piano d’Api, Pennisi e tutte le altre comunità ferite.  

Lentezza

Si sapeva, in fondo, che il ritorno alla normalità sarebbe stato lento. Anzi, lentissimo. Chi ha vissuto il sisma del 25 ottobre 1984 lo sapeva perfettamente che la ricostruzione sarebbe stata tutt’altro che immediata. Nel 2018, infatti, la primissima preoccupazione dei più era quella di non dover fare di nuovo i conti con un mostro chiamato burocrazia. Nessuno però aveva messo in conto che sarebbe arrivata anche la pandemia da Covid. La legge che vuole che quando le cose vanno male non possono che andare peggio, non si è smentita. Non stavolta, almeno.

Siccome piove sul bagnato, anche l’incontro pubblico organizzato dalla senatrice Tiziana Drago, oggi in Fdi, per discutere dello stato dell’arte a tre anni dal terremoto è stato annullato per motivi strettamente connessi alla pandemia. 

Segnali

Eppur qualcosa si muove. Dall’alto. Molto in alto. Un segnale di speranza arriva da Roma, con l’approvazione di un emendamento all’interno del decreto Pnrr che permette di bypassare le piccole difformità registrate nelle case danneggiate dal sisma. Si tratta di uno strumento che è già servito a sbloccare un numero notevole di pratiche quando c’è stato da fronteggiare la ricostruzione in Centro Italia all’indomani del sisma del 2016. 

L’approvazione è avvenuta sulla scorta dell’iniziativa parlamentare della dem Stefania Mezzopane e del deputato acese Fausto Raciti. Quest’ultimo ha infatti dichiarato: “L’istanza, sostenuta dall’Ordine degli ingegneri e degli architetti di Catania, dal commissario dott. Scalia e dal comitato che organizza i cittadini colpiti dal sisma, inizialmente esclusa dalla discussione in sede referente, ha trovato pieno accoglimento grazie all’attenzione dell’onorevole Stefania Pezzopane del Partito democratico, che ringrazio per l’attenzione rivolta alle esigenze di ricostruzione del nostro Territorio”.

Le professioni

Si tratta infatti di uno strumento caldeggiato dalle forze amministrative, professionali e dal Comitato presieduto dall’ex magistrato Salvatore Scalia. Quest’ultimo intanto ha siglato di recente anche un altro protocollo d’intesa per garantire velocità e snellire la burocrazia. Stavolta si tratta, nello specifico, dell’intesa con il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Catania e Caltagirone. “Un segnale di solidarietà ai terremotati di valore anche simbolico – ha riferito alla stampa locale lo stesso Scalia – che consentirà di destinare risorse alla ricostruzione e, in coincidenza con il terzo anniversario dal sisma, ci fa sentire meno isolati”. Bene. Ma la strada verso la normalità non è ancora conclusa. 


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