Sispi, multe e debiti fuori bilancio| Bacchettata della Corte dei Conti

Sispi, multe e debiti fuori bilancio| Bacchettata della Corte dei Conti

I magistrati analizzano il consuntivo 2014 e il previsionale 2015: sotto accusa la capacità di riscossione.

Comune di Palermo
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PALERMO – Dalla Corte dei Conti arriva una bacchettata per il comune di Palermo, specie per quanto riguarda i mutui, i debiti, i costi di Sispi per le multe e la capacità di riscossione di verbali e tasse evase. Lo scorso novembre, infatti, i magistrati contabili si sono riuniti per passare in rassegna il bilancio consuntivo 2014 e il previsionale 2015 della quinta città d’Italia. Un esame dei documenti contabili di Palazzo delle Aquile da cui sono emerse numerose criticità che riguardano i residui attivi e passivi, la scarsa capacità (sebbene si registri un miglioramento) di recuperare l’evasione fiscale e di incassare le multe agli automobilisti, troppi debiti fuori bilancio ma di cui mancano le informazioni, rapporti con le società partecipate.

C’è da dire che le criticità non sono certo nuove e riguardano anche i bilanci precedenti, tanto che Sala delle Lapidi è intervenuta con alcuni correttivi nel febbraio del 2016 i cui effetti potranno essere valutati solo in un secondo momento. Ma ci sono criticità per le quali, si legge nella deliberazione, “il percorso correttivo intrapreso non risulta idoneo a fugare le perplessità e i timori per il superamento delle disfunzioni segnalate e per la tenuta degli equilibri di bilancio anche futuri”. Criticità su cui, adesso, il capogruppo di Fi Giulio Tantillo chiede di intervenire.

I magistrati contabili, in 46 pagine di relazione, puntano il dito soprattutto sul mondo delle partecipate: “Risulta – si legge nella deliberazione – una marcata carenza di informazioni che trova conferma sia nella mancata trasmissione delle relazioni semestrali 2015 e 2016, sia nella mancata adozione delle necessarie misure correttive”. Il Comune, con il sindaco in testa e i suoi uffici, ha prodotto anche una memoria difensiva con cui ha illustrato i passi in avanti fatti: dalla modifica degli statuti delle aziende al tetto per le retribuzioni dei direttori generali, passando per il miglioramento dei conti.

Ma, secondo la Corte, restano alcuni problemi. Partiamo dalla velocità di riscossione relativa alle sanzioni per infrazioni al Codice della Strada e all’evasione, che non gestisce il Comune direttamente ma tramite Riscossione Sicilia: se nel 2011 e nel 2012 la percentuale si fermava al 24%, nel 2013 è salita al 32,7 e nel 2014 al 33. Scorporando i dati, emerge che il recupero dell’evasione è passato dal 13 al 17%, mentre quello delle multe è salito dal 40 al 50% nel 2013 salvo poi scendere nuovamente al 43% nel 2014. Un trend apprezzato dai magistrati, che però resta troppo esiguo; anche perché, sottolineano, incassare questi soldi consentirebbe di avere maggiore liquidità e di rendere il sistema fiscale più equo.

Altro capitolo merita l’affidamento a Sispi del servizio di notifica dei verbali, i cui costi nel 2013 sono pari al 12% dei proventi, ossia 3,5 milioni su quasi 30. I magistrati avevano chiesto di verificare se i costi fossero adeguati per evitare di gravare troppo sui contribuenti, ma hanno trovato insufficienti le risposte dell’amministrazione.

Passiamo a debiti fuori bilancio: non solo sono troppi, secondo il Collegio, ma il consiglio comunale dovrebbe anche approvarli in tempo visto che nel 2014 19 milioni sono rimasti non riconosciuti. Questo perché Sala delle Lapidi dovrebbe esercitare “un attento scrutinio sulle cause del continuo reiterarsi di debiti”, evitando gli errori che hanno portato il Comune a essere condannato in giudizio e quindi a creare nuovi debiti.

Poi c’è la questione Amia, ossia i soldi che la curatela fallimentare pretenderebbe dall’ex socio unico che ammontano a 44,8 milioni nel 2014 e ad altri 44,3 nel 2016: il Comune dovrà accantonare risorse adeguate, nel caso in cui il Tribunale gli desse torto. Altri 8 milioni sono chiesti dalla fallita Gesip.

Infine il ricorso a mutui: “Di particolare gravità – scrivono i magistrati – appare la violazione del vincolo di destinazione scaturente da pregresse contrazioni di mutui o prestiti”. In pratica Palazzo delle Aquile non ha tenuto il considerazione il vincolo di competenza fra le entrate derivate da mutui o prestiti e le spese che dovrebbero essere vincolate: “Oltre a costituire di per sé una grave irregolarità contabile, può concretare una violazione del divieto d’indebitamento nella misura in cui gli eventuali introiti siano distratti per uno scopo non coerente con la spesa programmata o riprogrammata a seguito di devoluzione del mutuo”. Adesso la parola torna al Comune, che dovrà rispondere entro il 10 marzo ai rilievi della Corte.

“Si tratta di un grave deferimento per irregolarità accertate nel rendiconto 2014 e nel preventivo 2015 – dice il capogruppo forzista Giulio Tantillo – la delibera della Corte dei Conti mette in evidenza numerose criticità, dai debiti fuori bilancio ai rapporti esistenti tra il Comune e gli organismi partecipati. Nonostante gli annunci trionfalistici dell’amministrazione, la Corte dei Conti segnala significativi profili di criticità nelle partecipate, soprattutto nel 2014 e nel 2015. Ci riserviamo di analizzare il corposo documento e di dare il nostro contributo nell’ambito delle misure correttive che la Corte ha ordinato al consiglio comunale di adottare entro 60 giorni”.

“I costi dei servizi di Sispi sono stati sottoposti alla verifica dell’Autorità garante della concorrenza che ha stabilito che sono in linea con quelli di mercato e in alcuni casi anche inferiori – dice il sindaco Leoluca Orlando – rispetto ai debiti fuori bilancio, si tratta di una situazione che ormai si protrae da anni, come riconosce la stessa Corte, ed è il frutto di un circolo vizioso interno all’amministrazione. Gli uffici e il consiglio comunale stanno però lavorando per ridurre il fenomeno. Per quanto riguarda la riscossione, il 2016 ha visto un netto miglioramento su questo fronte: è aumentata la superficie tassabile, grazie all’opera degli uffici, ed è partita una campagna per il recupero dei crediti relativi alla tassa sui rifiuti e alle multe, anche con gli accertamenti bonari”.

LE REAZIONI
“La delibera della Corte dei Conti non fa che ribadire, per l’ennesima volta, le ampie criticità sia dei bilanci comunali di Palermo che della gestione delle società partecipate. Ho più volte evidenziato, nei tempi e nei luoghi consoni, anche in modo duro, che gli adempimenti e le giustificazioni addotte alle criticità rilevate non erano logici e nemmeno congrui. Inoltre la Corte segnala come non sia ancora stata chiarita la questione legata alla spesa per il personale Gesip. Spero che il Sindaco, ora direttamente investito della questione come assessore al Bilancio, sappia dare le giuste risposte e i logici correttivi”. Lo dice il capogruppo dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo, Filippo Occhipinti.

 

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