PALERMO – Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di PM10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all’anno. La maglia nera quest’anno va a Palermo, con la centralina ‘Belgio’ che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. I dati arrivano dal nuovo rapporto ‘Mal’Aria di città 2026’, di Legambiente. Il report si sofferma sul dato delle due centraline siciliane.
La classifica di Legambiente
Palermo e Ragusa sono poi al decimo e al nono posto per quanto riguarda la classifica delle 55 città capoluogo di provincia con la concentrazione media annuale di PM10 più alta in Italia: 28 microgrammi per metro cubo.
Amella (M5s): “Dati allarmanti sullo smog a Palermo”
“Palermo conquista un primato di cui non andare fieri: nel 2025 risulta la città più inquinata d’Italia, superando Milano e Napoli. Un dato allarmante che certifica il totale fallimento delle politiche ambientali e della mobilità portate avanti dall’amministrazione Lagalla”. Lo dice Concetta Amella, capogruppo M5s in consiglio comunale e componente della commissione Ambiente.
“Manca una strategia”
“Da anni denunciamo l’assenza di una strategia strutturale: trasporto pubblico inadeguato, nessun piano per ridurre il traffico privato, gravi ritardi sulla transizione ecologica, zero interventi sul riscaldamento domestico e totale disattenzione verso le emissioni legate alle attività produttive e agricole. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Palermo soffoca. Eppure il Comune – aggiunge – ha aderito al Patto dei sindaci per il clima e l’energia (Paesc), impegnandosi formalmente a raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2. L’Amministrazione si assuma le proprie responsabilità e cambi rotta”.

