Differenziata a Palermo, una task force contro le discariche

Sos differenziata in centro storico, la task force ‘anti-discariche’ FOTO

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Commenti

    I vigili del Comandante Colluccello dovrebbero fare dei sopraluoghi dove hanno spazzato o lavorato gli uomini della RAP perche’ questi lavoratori secondo me fanno il minimo o lo zero di lavoro.

    Diversi esercizi commerciali in via Maqueda e traverse non hanno ancora ricevuto i carrellati così depositano nei nostri spazzatura non differenziata che non viene poi raccolta dagli operatori provocando notevoli disaggi. Non era meglio prima assicurarsi di avere fornito a tutti gli esercizi commerciali e ai condomini con più di 8 utenze i carrellati? Invece così facciamo la multa al condominio che non ha responsabilità per il conferimento fatto dagli altri.
    Ho chiesto notizie ad un operatore RAP che mi ha detto che la responsabilità e del condominio che deve sorvegliare che non vengano altri a depositare la spazzatura nei nostri contenitori, forse dovremmo fare i turni tutta la notte per evitare detto inconveniente?

    Si da Troppo spesso la colpa ai cittadini i quali dovrebbero autonomamente secondo questa amministrazione dotarsi di contenitori per la differenziata e metterli fuori. Alcuni in un passato recente lo hanno fatto ma sono stati rubati dalla delinquenza locale. Il comune dovrebbe o mettere i propri oppure risarcire il danno ai cittadini? Oppure mettere quelli propri , ma non se ne parla proprio…

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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