AGRIGENTO – Due medici agrigentini, i dottori A.C. di 59 anni e A.G. di di 64 anni, in servizio presso l’Asp di Agrigento, hanno convenuto in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri innanzi il Tribunale Civile di Roma, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, per il risarcimento del danno subito per non avere percepito alcuna forma di compenso per l’attività espletata durante il corso di specializzazione nell’ambito delle strutture sanitarie di riferimento, in violazione delle direttive comunitarie. In particolare gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno sottolineato il palese inadempimento dello Stato Italiano nel recepire le direttive comunitarie secondo cui la formazione dei medici specialisti implica la partecipazione alla totalità delle attività mediche del servizio nel quale si effettua la formazione, comprese le guardie, e pertanto tale formazione deve essere oggetto di adeguata remunerazione. Si è costituita in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il patrocinio dell’Avvocatura Generale dello Stato, eccependo il difetto di legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e comunque chiedendo il rigetto delle pretese avanzate dai due medici agrigentini, ritenendole infondate. Il Tribunale di Roma, Sezione Seconda Civile, condividendo la tesi sostenuta dagli avvocati Rubino e Impiduglia secondo cui il ritardo con cui lo stato Italiano è intervenuto per disciplinare la materia è fonte di responsabilità per inadempimento, e che le pretese risarcitorie vanno correttamente proposte nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri, in considerazione del fatto che il mancato adeguamento alle norme comunitarie non è in alcun modo imputabile alle università, ha accolto le domande risarcitorie avanzate dai due medici agrigentini, condannando la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento della somma di euro 20.141 in favore di ciascuno, oltre interessi moratori e rivalutazione monetaria. Laddove la Presidenza del Consiglio dei Ministri non provvederà al pagamento della somma oggetto della condanna da parte del Tribunale di Roma i due medici agrigentini chiederanno la nomina di un commissario ad acta che intervenga in via sostitutiva.
Due medici agrigentini non erano stati pagati e hanno citato in giudizio la presidenza del Consiglio. Riceveranno un risarcimento di ventimila euro.
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