PALERMO – Roma vuol vederci chiaro sui progetti affidati al Ciapi di Priolo. E in particolare sugli interventi di politica attiva affidati all’ente di formazione in house della Regione siciliana. Come il famoso progetto Spartacus, quello da 36 milioni che ha messo dentro il piccolo esercito di lavoratori degli sportelli multifunzionali.
Le perplessità del governo nazionale affiorano in una riga, una sola, nel verbale relativo agli incontri tenuti dai vertici del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica (Dps), quello che fa capo alla Presidenza del Consiglio e al ministro per la Coesione territoriale, il 3 e 4 dicembre a Palermo. Una due giorni di incontri con i tecnici della Regione per la verifica del Pac, cioè i fondi nazionali del Piano d’Azione e Coesione. L’occasione per fare un punto con la programmazione e con tutti i dipartimenti regionali che gestiscono linee di intervento nel Pac III, la terza tornata di interventi con misure anticicliche per il rilancio dell’economia, approvate nel dicembre del 2012.
Tra le misure anticicliche del Pac ci sono anche quelle delle politiche attive del lavoro collegate ad ammortizzatori sociali in deroga. A questo riguardo, nel verbale dell’incontro del 3 dicembre, il Dps chiede “un’informativa più precisa in merito agli interventi di politica attiva affidati al Ciapi di Priolo”.
Si tratta proprio del progetto Spartacus, quello che dà continuità agli sportelli multifunzionali, che si occupavano di interventi di politica attiva in favore dei disoccupati. Con una delibera di giunta del 26 settembre 2013 il presidente della Regione, Rosario Crocetta, su proposta dell’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, ha stabilito di avvalersi per il progetto del Ciapi di Priolo, ente strumentale della Regione a cui l’Unione europea ha riconosciuto lo status di House Providing, per erogare gli interventi di politica attiva. Un piano finanziato proprio con 36 milioni del Pac.
Un progetto sul quale non sono mancate perplessità e polemiche. A partire dalle procedure messe in atto per bandi e assunzioni (sia per la tempistica sia per i criteri di selezione), a proposito delle quali l’Ars ha chiesto chiarimenti al governo. Ora su quelle procedure anche Roma chiede informazioni “più precise”.
Il Dps muove anche un rilievo sulla riprogrammazione del Piano Giovani “su cui non è stata avviata la procedura scritta”, si legge nel verbale dell’incontro. La riprogrammazione decisa dalla Regione “verte sulla allocazione di maggiori risorse sulle iniziative di creazione di nuova cultura imprenditoriale attraverso percorsi già intrapresi in passato”. Il Dipartimento, “anticipando che l’istruttoria di merito sarà effettuata dalle strutture competenti sui documenti che saranno inviati in procedura scritta” (passaggio che suona come un sollecito), “invita la Regione a rivisitare il testo di alcune schede priorità che presentano imprecisioni nelle modalità attuative e soggetti destinatari rispetto a quanto illustrato nel corso dell’incontro di monitoraggio rafforzato”.

